Sicurezza
Pendolari, il Memorario non si farà
di Elisabetta Giorgi
Incontro a Firenze con la Regione sul futuro dei Frecciabianca. Chiesto un potenziamento di alcune tratte
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GROSSETO. Poche certezze nell’immediato, salvo una: il Memorario non si farà. Questo l’esito dell’incontro interlocutorio che si è svolto ieri a Firenze tra una delegazione del Comitato pendolari di Grosseto e la Regione toscana; presenti per quest’ultima Angela Dondoli, responsabile di posizione organizzativa per la pianificazione dei servizi ferroviari integrata con interventi strutturali e con altri sistemi di trasporto; Gianluca Baccani, responsabile della segreteria di Vincenzo Ceccarelli e Riccardo Buffoni, responsabile del settore trasporto pubblico locale della Regione.
Un incontro molto atteso, quello di ieri a Firenze, e finalizzato a cercare di avere risposte sulla riorganizzazione dei treni Frecciabianca; risposte che non ci sono state, da parte della Regione che da Trenitalia attende la riprogrammazione dell’intera linea tirrenica prevista a dicembre 2018, quando sarà disponibile materiale rotabile più veloce. Il sistema dei Frecciabianca insomma, almeno per il momento, resta appeso a un filo, ma intanto a margine delle valutazioni sulle Frecce il comitato ha chiesto alla Regione qualche certezza in più almeno sui collegamenti esistenti da potenziare e migliorare per tappare i gap e ridurre criticità e disagi in certe tratte. Su un punto la Regione è stata chiara: il Memorario a Grosseto non ci sarà perché non vi sono i mezzi finanziari per attuarlo. Il Memorario, lo ricordiamo, sarebbe stato lo “strumento” (già presente in altre province) che avrebbe permesso con orari cadenzati e servizi capillari regionali alternati a servizi più rapidi di collegare la costa tirrenica a sud di Livorno con Firenze. Poiché non sarà possibile averlo, la richiesta dei pendolari è stata quella di “cadenzare” meglio i treni attuali. È stato chiesto un collegamento da Pisa a Grosseto nei prefestivi e il sabato (soprattutto d’estate quando c’è più flusso) che permetta di tornare dopo le 19,45, visto che ci sono treni fino a quell’ora e poi più niente. Chiesto anche il potenziamento della fascia pendolare della mattina istituendo un treno veloce per Pisa e Firenze, visto che l’unico collegamento veloce che esiste a livello regionale è alle 6,57 e arriva a Pisa alle 8,29 e a Firenze alle 9,26. Terza richiesta: quella di un miglioramento degli attuali collegamenti diretti tra Grosseto e Milano, perché ad oggi ci sono solo due treni diretti, un Frecciabianca e un Intercity per Milano, che transitano a distanza di soli 30 minuti l’uno dall’altro dal capoluogo maremmano alla città lombarda: il Freccia parte alle 15,39 e l’Ic alle 16,10. Fino a dicembre 2016 i due convogli erano più distanti temporalmente in quanto il Frecciabianca partiva alle 13,30. Poi è stato spostato di due ore alle 15,39. I pendolari hanno chiesto di redistribuire meglio questa tratta per Milano e riportare almeno un collegamento che parta la mattina piuttosto che concentrarne due nel pomeriggio, più o meno nello stesso lasso temporale. Da parte sua la Regione aspetta riscontri e osservazioni anche dagli enti pubblici e dagli assessorati ai trasporti e alle infrastrutture dei vari Comuni del territorio, per confrontarsi e recepire le loro indicazioni.
Un incontro molto atteso, quello di ieri a Firenze, e finalizzato a cercare di avere risposte sulla riorganizzazione dei treni Frecciabianca; risposte che non ci sono state, da parte della Regione che da Trenitalia attende la riprogrammazione dell’intera linea tirrenica prevista a dicembre 2018, quando sarà disponibile materiale rotabile più veloce. Il sistema dei Frecciabianca insomma, almeno per il momento, resta appeso a un filo, ma intanto a margine delle valutazioni sulle Frecce il comitato ha chiesto alla Regione qualche certezza in più almeno sui collegamenti esistenti da potenziare e migliorare per tappare i gap e ridurre criticità e disagi in certe tratte. Su un punto la Regione è stata chiara: il Memorario a Grosseto non ci sarà perché non vi sono i mezzi finanziari per attuarlo. Il Memorario, lo ricordiamo, sarebbe stato lo “strumento” (già presente in altre province) che avrebbe permesso con orari cadenzati e servizi capillari regionali alternati a servizi più rapidi di collegare la costa tirrenica a sud di Livorno con Firenze. Poiché non sarà possibile averlo, la richiesta dei pendolari è stata quella di “cadenzare” meglio i treni attuali. È stato chiesto un collegamento da Pisa a Grosseto nei prefestivi e il sabato (soprattutto d’estate quando c’è più flusso) che permetta di tornare dopo le 19,45, visto che ci sono treni fino a quell’ora e poi più niente. Chiesto anche il potenziamento della fascia pendolare della mattina istituendo un treno veloce per Pisa e Firenze, visto che l’unico collegamento veloce che esiste a livello regionale è alle 6,57 e arriva a Pisa alle 8,29 e a Firenze alle 9,26. Terza richiesta: quella di un miglioramento degli attuali collegamenti diretti tra Grosseto e Milano, perché ad oggi ci sono solo due treni diretti, un Frecciabianca e un Intercity per Milano, che transitano a distanza di soli 30 minuti l’uno dall’altro dal capoluogo maremmano alla città lombarda: il Freccia parte alle 15,39 e l’Ic alle 16,10. Fino a dicembre 2016 i due convogli erano più distanti temporalmente in quanto il Frecciabianca partiva alle 13,30. Poi è stato spostato di due ore alle 15,39. I pendolari hanno chiesto di redistribuire meglio questa tratta per Milano e riportare almeno un collegamento che parta la mattina piuttosto che concentrarne due nel pomeriggio, più o meno nello stesso lasso temporale. Da parte sua la Regione aspetta riscontri e osservazioni anche dagli enti pubblici e dagli assessorati ai trasporti e alle infrastrutture dei vari Comuni del territorio, per confrontarsi e recepire le loro indicazioni.
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