Il dolore
Palazzo Orsini si illumina e si “allarga”
Pitigliano, con la mostra “Signa Veritatis” si inaugurano nuove sale espositive appena restaurate del museo diocesano
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PITIGLIANO. La sua imponenza e la sua bellezza svettano su Pitigliano da secoli. Da quest’anno, però, il “signore” di Pitigliano, Palazzo Orsini, fa sfoggia di un rinnovato antico splendore grazie all’allestimento, nel Museo di Palazzo Orsini, delle sale storiche e in particolare del piano comitale. Che, dopo importanti restauri e con una accurata collocazione delle opere qui conservate, concentrate soprattutto nella nuova pinacoteca _ per esempio La Madonna con Bambino attribuita a Jacopo Della Quercia, una tavola di Guidoccio Cozzarelli, dipinti del Nasini, due grandi tele di Francesco Zuccarelli, bozzetti di Pietro Aldi, codici miniati e pergamene del secolo X-XII, vasi sacri del secolo XV, soffitti con interessanti cicli di affreschi quattrocenteschi _ saranno inaugurate ufficialmente con la mostra temporanea “Signa Veritatis” con opere di Thomas Lange e Mutsuo Hirano (fino al 30 settembre). Il Museo di Palazzo Orsini è un istituto culturale della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello a gestione diretta e senza fine di lucro.
L’idea fondamentale è quella di rendere il Palazzo Orsini museo di se stesso e un polo culturale a servizio del comprensorio diocesano; in particolare renderlo una sintesi della storia quasi bimillenaria della Diocesi, della sua cultura e della sua identità. Il museo è destinato anche a divenire un istituto che possa progettare proposte di ricerca, proposte didattiche e eventi culturali, in piena collaborazione con l’Archivio Storico Diocesano e la Biblioteca Diocesana “San Gregorio VII” e anche con le istituzioni civili e statali. Il Museo di Palazzo Orsini non è il museo “di” Pitigliano, ma il museo della Diocesi e anche della collettività, in quanto come luogo di storia, cultura e arte è a servizio della popolazione e fruibile a tutti. Lo dimostra il fatto che nel 2016 è stato il terzo museo della provinciaper numero di visitatori.
La mostra. La mostra non occupa spazi appositamente dedicati all’interno del museo, ma volutamente vede le opere dislocate nelle diverse sale e in dialogo con le opere presenti, spesso con una sorprendente corrispondenza tematica tra i due generi. Tra le oltre 30 opere esposte dai due artisti, sono da segnalare un nutrito studio sul Caravaggio, uno sulle quindici figure dell’Apocalisse tratte dalle xilografie di Dürer, uno sulle croci, ma anche molte opere isolate. L’esposizione è stata ideata e realizzata dall’Ufficio diocesano Beni Culturali e dal Museo di Palazzo Orsini, e fortemente sostenuta dal vescovo Roncari. Interesse e patrocinio provengono anche dal Polo Museale della Toscana, organismo del Mibact, e dal direttore Stefano Casciu.
La storia del palazzo. Iniziato nel secolo XII dai Conti Aldobrandeschi come fortezza, nuovi interventi di ampliamento vengono realizzati nel 1462 circa, in occasione del matrimonio fra Niccolò III Orsini con Elena dei Conti di Montelanico, mentre nel 1520 vengono rinnovate le strutture difensive. Diviene residenza del vescovo dal secolo XVIII e poi sede dell’attuale diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
Dal 1989, per volontà del vescovo Eugenio Binini, parte del Palazzo Orsini diviene anche deposito espositivo. Dal 1999 le sale espositive e le opere d’arte aumentano e il vescovo Mario Meini erige gran parte del palazzo a museo diocesano. I vescovi successivi, Borghetti e Roncari, ne proseguono la valorizzazione. Negli ultimi dieci anni, in collaborazione con la Soprintendenza, sono stati compiuti studi relativi a una ulteriore valorizzazione e a una musealizzazione definitiva, per la realizzazione di una nuova illuminazione delle sale e delle opere d’arte con sistema illuminotecnico e corpi illuminanti forniti da Zumtobel. I lavori e i restauri sono stati realizzati tutti dalla Diocesi con il sostegno dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei attraverso i fondi derivanti dall’8x1000 alla Chiesa Cattolica.
L’idea fondamentale è quella di rendere il Palazzo Orsini museo di se stesso e un polo culturale a servizio del comprensorio diocesano; in particolare renderlo una sintesi della storia quasi bimillenaria della Diocesi, della sua cultura e della sua identità. Il museo è destinato anche a divenire un istituto che possa progettare proposte di ricerca, proposte didattiche e eventi culturali, in piena collaborazione con l’Archivio Storico Diocesano e la Biblioteca Diocesana “San Gregorio VII” e anche con le istituzioni civili e statali. Il Museo di Palazzo Orsini non è il museo “di” Pitigliano, ma il museo della Diocesi e anche della collettività, in quanto come luogo di storia, cultura e arte è a servizio della popolazione e fruibile a tutti. Lo dimostra il fatto che nel 2016 è stato il terzo museo della provinciaper numero di visitatori.
La mostra. La mostra non occupa spazi appositamente dedicati all’interno del museo, ma volutamente vede le opere dislocate nelle diverse sale e in dialogo con le opere presenti, spesso con una sorprendente corrispondenza tematica tra i due generi. Tra le oltre 30 opere esposte dai due artisti, sono da segnalare un nutrito studio sul Caravaggio, uno sulle quindici figure dell’Apocalisse tratte dalle xilografie di Dürer, uno sulle croci, ma anche molte opere isolate. L’esposizione è stata ideata e realizzata dall’Ufficio diocesano Beni Culturali e dal Museo di Palazzo Orsini, e fortemente sostenuta dal vescovo Roncari. Interesse e patrocinio provengono anche dal Polo Museale della Toscana, organismo del Mibact, e dal direttore Stefano Casciu.
La storia del palazzo. Iniziato nel secolo XII dai Conti Aldobrandeschi come fortezza, nuovi interventi di ampliamento vengono realizzati nel 1462 circa, in occasione del matrimonio fra Niccolò III Orsini con Elena dei Conti di Montelanico, mentre nel 1520 vengono rinnovate le strutture difensive. Diviene residenza del vescovo dal secolo XVIII e poi sede dell’attuale diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
Dal 1989, per volontà del vescovo Eugenio Binini, parte del Palazzo Orsini diviene anche deposito espositivo. Dal 1999 le sale espositive e le opere d’arte aumentano e il vescovo Mario Meini erige gran parte del palazzo a museo diocesano. I vescovi successivi, Borghetti e Roncari, ne proseguono la valorizzazione. Negli ultimi dieci anni, in collaborazione con la Soprintendenza, sono stati compiuti studi relativi a una ulteriore valorizzazione e a una musealizzazione definitiva, per la realizzazione di una nuova illuminazione delle sale e delle opere d’arte con sistema illuminotecnico e corpi illuminanti forniti da Zumtobel. I lavori e i restauri sono stati realizzati tutti dalla Diocesi con il sostegno dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei attraverso i fondi derivanti dall’8x1000 alla Chiesa Cattolica.
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