Sicurezza
I giostrai chiedono una proroga al 2018
A un mese e mezzo dall’apertura il Comune non sa ancora dove traslocare il parco. Che va autorizzato 60 giorni prima
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MARINA DI GROSSETO. A due mesi dall’estate il Comune di Grosseto – dopo il “niet” della commissione vigilanza a installarlo nella storica sede di via Montreuil, per rischio incendi – non ha ancora stabilito dove allestire il luna park estivo. Ma questa non è l’unica incertezza che gravita attorno alle giostre, fonte di gioia e divertimento per migliaia di bambini e luogo di lavoro per ventidue giostrai che possiedono in tutto circa quaranta attrazioni. Se tutto va bene, a rigor di norme, infatti, il luna park subirà uno slittamento, dato che mancano i tempi tecnici per le autorizzazioni. E così i giostrai si apprestano a chiedere una proroga di un anno.
Il nodo autorizzazioni. Il problema nasce dall’articolo 8 del regolamento comunale per la concessione delle aree destinate alle attività dello spettacolo viaggiante (2010). Per ottenere la concessione di suolo pubblico e l’autorizzazione di polizia amministrativa i titolari delle giostre devono presentare la domanda almeno 60 giorni prima dell’inizio dell’occupazione. L’amministrazione ha poi trenta giorni per pronunciarsi. Sempre secondo il regolamento a Marina di Grosseto il luna park si svolge generalmente tra il primo sabato di giugno, che quest’anno cade il 3 giugno, e la seconda domenica di settembre. Insomma, per aprire i cancelli in tempo i giostrai sono già in ritardo. Se facessero domanda oggi potrebbero aprire il 19 giugno.
Domanda a gennaio. In realtà i giostrai, riuniti nel Consorzio Marina parco – nato nel 2002 – come ogni anno l’autorizzazione l’hanno chiesta a tempo debito. La domanda per installarsi nel pattinodromo l’hanno fatta al Comune di Grosseto a gennaio (il consorzio manda un’unica richiesta per tutti i ventidue consorziati). Solo agli inizi di aprile, però, il Comune ha potuto comunicare la decisione della commissione di vigilanza, negando l’uso del pattinodromo.
La domanda di gennaio, insomma, non serve più a niente e ai venti e più giostrai non resta che presentarne un’altra. Ma per andare dove?
L’alternativa che non c’è. Al momento non è dato saperlo. Ad oggi ufficialmente il Comune non ha reso nota l’alternativa. Eppure sta lavorando alla questione, per lo meno a livello di regolamento. Il regolamento attuale, infatti, verrà modificato e aggiornato (il testo sarà portato in consiglio comunale domani) e diventerà un “regolamento quadro” — fa sapere il Comune — senza indicazione dei luoghi che ospiteranno i giochi. A decidere dove si faranno i luna park — dice sempre il Comune — sarà la giunta, di volta in volta.
L’ipotesi colonia. L’ipotesi ventilata in questi giorni è di sfruttare il cortile antistante la colonia San Rocco, in zona Rosmarina. Pini, lì, non ce ne sono. Ma il trasloco ha già creato molti malumori. Il Partito comunista e il Pd hanno raccolto in questi giorni le lamentele degli esercenti del centro, che temono di perdere un fecondo polo di attrazione; quelle dei residenti e degli operatori del settore accoglienza di Rosmarina (in zona ci sono due alberghi e un campeggio) che temono rumori e confusione (per la cronaca, il luna park resta aperto tutti i giorni fino alle 23, e il sabato fino alle 23.30); e quelle degli stessi giostrai che temono un calo di clienti, scoraggiati dal lungo tragitto (20 minuti a piedi dal centro).
Gli spazi e gli allestimenti. Le perplessità sullo spostamento del luna park non finiscono però qui. Il cortile della colonia basterà a ospitare tutte le circa quaranta attrazioni? Solo i giochi occupano circa 4.500 metri quadrati; con gli spazi aperti alla circolazione si sale a 6.000 metri quadrati occupati. Servono poi un potenziamento della corrente elettrica, i servizi igienici, un piano per la sicurezza. Ultimo, ma non meno importante, l’investimento che lo stesso consorzio ha fatto negli anni al pattinodromo per ripulire e sistemare proprio il sottobosco e la pineta.
La richiesta di proroga. Per queste ragioni e per i tempi ormai stringenti prima dell’avvio della stagione i ventidue giostrai del Consorzio Marina parco sono intenzionati a chiedere sì uno spostamento, ma temporale. Una proroga, insomma, che consenta loro di restare quest’anno al pattinodromo – ovviamente con tutte le cautele e le prescrizioni antincendio necessarie – e di prendersi tutto il prossimo inverno, insieme al Comune, per individuare insieme un’area idonea e attrezzarla. La proroga può essere compatibile con l’imprescindibile esigenza di non fomentare il rischio incendi?
Francesca Ferri
Il nodo autorizzazioni. Il problema nasce dall’articolo 8 del regolamento comunale per la concessione delle aree destinate alle attività dello spettacolo viaggiante (2010). Per ottenere la concessione di suolo pubblico e l’autorizzazione di polizia amministrativa i titolari delle giostre devono presentare la domanda almeno 60 giorni prima dell’inizio dell’occupazione. L’amministrazione ha poi trenta giorni per pronunciarsi. Sempre secondo il regolamento a Marina di Grosseto il luna park si svolge generalmente tra il primo sabato di giugno, che quest’anno cade il 3 giugno, e la seconda domenica di settembre. Insomma, per aprire i cancelli in tempo i giostrai sono già in ritardo. Se facessero domanda oggi potrebbero aprire il 19 giugno.
Domanda a gennaio. In realtà i giostrai, riuniti nel Consorzio Marina parco – nato nel 2002 – come ogni anno l’autorizzazione l’hanno chiesta a tempo debito. La domanda per installarsi nel pattinodromo l’hanno fatta al Comune di Grosseto a gennaio (il consorzio manda un’unica richiesta per tutti i ventidue consorziati). Solo agli inizi di aprile, però, il Comune ha potuto comunicare la decisione della commissione di vigilanza, negando l’uso del pattinodromo.
La domanda di gennaio, insomma, non serve più a niente e ai venti e più giostrai non resta che presentarne un’altra. Ma per andare dove?
L’alternativa che non c’è. Al momento non è dato saperlo. Ad oggi ufficialmente il Comune non ha reso nota l’alternativa. Eppure sta lavorando alla questione, per lo meno a livello di regolamento. Il regolamento attuale, infatti, verrà modificato e aggiornato (il testo sarà portato in consiglio comunale domani) e diventerà un “regolamento quadro” — fa sapere il Comune — senza indicazione dei luoghi che ospiteranno i giochi. A decidere dove si faranno i luna park — dice sempre il Comune — sarà la giunta, di volta in volta.
L’ipotesi colonia. L’ipotesi ventilata in questi giorni è di sfruttare il cortile antistante la colonia San Rocco, in zona Rosmarina. Pini, lì, non ce ne sono. Ma il trasloco ha già creato molti malumori. Il Partito comunista e il Pd hanno raccolto in questi giorni le lamentele degli esercenti del centro, che temono di perdere un fecondo polo di attrazione; quelle dei residenti e degli operatori del settore accoglienza di Rosmarina (in zona ci sono due alberghi e un campeggio) che temono rumori e confusione (per la cronaca, il luna park resta aperto tutti i giorni fino alle 23, e il sabato fino alle 23.30); e quelle degli stessi giostrai che temono un calo di clienti, scoraggiati dal lungo tragitto (20 minuti a piedi dal centro).
Gli spazi e gli allestimenti. Le perplessità sullo spostamento del luna park non finiscono però qui. Il cortile della colonia basterà a ospitare tutte le circa quaranta attrazioni? Solo i giochi occupano circa 4.500 metri quadrati; con gli spazi aperti alla circolazione si sale a 6.000 metri quadrati occupati. Servono poi un potenziamento della corrente elettrica, i servizi igienici, un piano per la sicurezza. Ultimo, ma non meno importante, l’investimento che lo stesso consorzio ha fatto negli anni al pattinodromo per ripulire e sistemare proprio il sottobosco e la pineta.
La richiesta di proroga. Per queste ragioni e per i tempi ormai stringenti prima dell’avvio della stagione i ventidue giostrai del Consorzio Marina parco sono intenzionati a chiedere sì uno spostamento, ma temporale. Una proroga, insomma, che consenta loro di restare quest’anno al pattinodromo – ovviamente con tutte le cautele e le prescrizioni antincendio necessarie – e di prendersi tutto il prossimo inverno, insieme al Comune, per individuare insieme un’area idonea e attrezzarla. La proroga può essere compatibile con l’imprescindibile esigenza di non fomentare il rischio incendi?
Francesca Ferri
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