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Scogli antierosione Occhio al pericolo  

Scogli antierosione Occhio al pericolo  

I cittadini: «C’è chi si ferisce e chi s’incaglia: servono cartelli» Proteste su postazione medica chiusa e pochi servizi al mare

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ALBERESE. Servizi a portata di tutti, informazioni e percorsi dettagliati, servizi del 118 ad hoc? Macché.
Cartelli pochi o nessuno. Pochi servizi, zero assistenza medica, almeno per ora. E barriere antierosione che rischiano di “far male” ai bagnanti. Stando alle segnalazioni.
Il problema della carenza dei servizi ad Alberese – già sollevato i giorni scorsi sul Tirreno – torna sotto i riflettori grazie a Caffè Tirreno, che il 6 aprile scorso ha fatto tappa nella frazione grossetana, al bar di Luigi Russo in via del Bersagliere, raccogliendo segnalazioni, idee, proteste e proposte dei cittadini.
Abbiamo già scritto e parlato di strade, parcheggi, piazze da riqualificare; ecco ora nuove indicazioni arrivate dritte da Giacomo Capuccini, 20 anni, di professione skipper, cittadino attento che segnala una serie di questioni riguardanti perlopiù la spiaggia di Marina di Alberese.
Servizi da rimeditare in primis. Il mare – dice Capuccini accanto ad Alessandro Santin, 25 anni, altro residente ad Alberese - è di fatto inaccessibile ai disabili; niente passerelle e rampe di accesso per loro.
«Di fatto anche il parcheggio non è attrezzato per loro: nell’unica area di sosta adibita agli invalidi, se scendi con la carrozzina, sei già sulla sabbia».
Altro aspetto segnalato dai giovanissimi Capuccini e Santin, sempre al mare.
I pennelli frangiflutti che furono sistemati in acqua a Marina di Alberese per combattere l’erosione si sono rivelati tanto utili per restituire arenile al litorale, quanto a tutt’oggi fastidiosi per chi vi passa accanto. «Questi pennelli a pelo dell’acqua e che partono dal bagnasciuga – dice Capuccini – non sono segnalati bene, se non con cartelli piccoli e inadeguati sulla sabbia». E nessuna boa (per esempio) in acqua.
C’è chi con la barca ci ha lasciato la chiglia, dice Giacomo. Chi vi ha sbattuto col gommone e la barca a vela. Una tavola da kite si è rigata; qualcuno si è fatto male ai polsi e agli arti. «Sicuro che sono utili, ma la gente ci si fa male». Problema di non poco conto e di cui si chiede la risoluzione, grazie a un’adeguata cartellonistica.
Ancora il problema dei servizi a Marina di Alberese. «I bar ci sono ma a 3/400 metri dalla spiaggia. Ad oggi non c’è un centro di soccorso: se uno si sente male deve pregare Dio. La struttura del 118 è chiusa da anni: prima c’era. Ora è sbarrata». E i “bagnini”? Nella spiaggia ci sono solo 2 torrette per coprire un tratto di spiaggia ampio. Oltretutto «concentrate in circa 1 chilometro, per un totale di 8 chilometri circa, la maggior parte dei quali resta scoperta dai controlli». Per finire un appello. «Qua ad Alberese – dice Capuccini – il Parco ci nega ogni possibilità di divertimento e svago; troppi i vincoli, pochi servizi per giovani e zero possibilità per aprire (per esempio) una scuola di surf. Il Parco a nostro avviso non ci permette di fare nulla, o comunque poco». La speranza è di poter conquistarsi qualche servizio in più per divertirsi, ma anche lavorare e far girare l’economia.
Elisabetta Giorgi

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