Il Tirreno

Grosseto

Predazioni, Anci chiede il nulla osta al Piano lupo 

di Fiora Bonelli
Predazioni, Anci chiede il nulla osta al Piano lupo 

Il direttore toscano Gheri scrive ai vertici nazionali dell’associazione dei Comuni Obiettivo, fare pressing sul ministro Galletti. Pastorelli: «Promessa mantenuta»

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MAGLIANO IN TOSCANA. Anche Anci Toscana reclama l’approvazione del Piano lupo nella sua interezza, compreso il ventiduesimo punto che prevede il “prelievo” del 5% di lupi in eccesso sui territori. Simone Gheri, direttore di Anci Toscana, scrive così alla segretaria nazionale Veronica Nicotra sulla questione predazioni. È stata dunque mantenuta la promessa fatta in occasione dell’incontro che Gheri ha avuto alcuni giorni fa con alcuni sindaci toscani, con Cia e Confagricoltura e gli allevatori grossetani. Gheri ha fatto da tramite sul fronte predazioni — che sta impegnando Provincia e Regione — con l’Anci nazionale. L’incontro con Anci è stata l’ultima delle tante iniziative messe in campo dall’assessora alle predazioni di Magliano in Toscana Mirella Pastorelli: «Il nostro comitato di allevatori e sindaci di varie regioni italiane — spiega Pastorelli — ha incassato l’appoggio di Anci Toscana che adesso ha scritto a Anci nazionale facendo presente che le predazioni stanno aumentando e la pastorizia è in pericolo. Gheri ha chiesto all’Anci nazionale di organizzare un incontro fra tutte le Anci regionali che registrano questi problemi per chiedere di riaprire il confronto col ministro Gian Luca Galletti; l’obiettivo è l’approvazione del Piano lupo che è stato bloccato nella conferenza Stato Regioni».
La lettera che Anci Toscana scrive al vertice nazionale segnala che «il dibattito sulla questione lupo è molto acceso» E che «occorre trovare — è il contenuto della lettera — le modalità per far continuare la pastorizia che contribuisce alla tutela dell’ambiente, evitando di vincolare l’allevamento in recinti e stalle; e dall’altra bisogna tutelare il lupo mantenendolo nelle aree ad esso vocate, ridurre il randagismo e la conseguente ibridazione cane-lupo che mette davvero a rischio la continuità della specie». I continui rinvii, mette in evidenza Anci Toscana, non tutelano il lupo come specie né affrontano le difficoltà del settore pastorizia.
Ed ecco la soddisfazione di Pastorelli: «Grazie al nostro comitato — dice l’assessora — il dibattito si sta allargando. Dentro al nostro gruppo, oltre alla Toscana, ci sono Lazio, Abruzzo e Puglia; a questo punto spero che i comuni italiani più colpiti dalle predazioni facciano pressing tramite Anci per risolvere la questione e andare verso l’approvazione del piano lupo messo in un angolo dalle contestazioni ambientaliste».
Intanto martedì il comitato sarà ricevuto dal questore.

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