Il Tirreno

Grosseto

Party illegale nell’alveo dell’Albegna  

di Ivana Agostini
Party illegale nell’alveo dell’Albegna  

Decine e decine di ragazzi all’ennesimo rave, stavolta in una secca del fiume. Controlli dei carabinieri, nessuna denuncia

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MANCIANO. Il fiume Albegna è diventato famoso per aver invaso, con le sue acque e il suo fango, le case di molti albiniesi e abitanti delle campagne dei Comuni di Manciano e di Orbetello, nel 2012 e nel 2014.
Dal giorno di Pasqua, alcuni ragazzi, chi dice un centinaio, chi una trentina, però, lo hanno scelto per organizzare un rave pasquale.
Domenica gli abitanti del Quarto Albegna e anche quelli un po’ più lontani, si sono svegliati con uno strano e insolito “tum tum tum”. I più non ci hanno fatto caso, altri, incuriositi, hanno seguito il rumore e hanno visto che alcuni ragazzi stavano organizzando un rave. Dentro l’Albegna, praticamente in secca in quel punto, erano state posizionate delle casse, generatori e impianto di illuminazione. Tutto il necessario per una due giorni di musica e divertimento immersi nella natura e in un silenzio che solo i loro amplificatori hanno interrotto.
Musica che viene sentita a tutto volume, per tutta la notte e per tutto il giorno.
In quella zona l’Albegna evoca brutti ricordi. Poche centinaia di metri dalle auto parcheggiate sullo spaltone del fiume c’è l’argine remoto che dovrebbe salvare da una nuova ed eventuale piena del corso d’acqua. Per quei ragazzi è solo un posto come un altro per divertirsi in un modo che non tutti capiscono. Per arrivare al fiume si passa da stradine di campagna, tranquille e poco trafficate. «Qui la sera di Pasqua sembrava di essere sull’Aurelia», dice una abitante della zona.
La situazione è monitorata dai carabinieri della compagnia di Pitigliano che nella notte fra domenica e lunedì avevano posizionato delle pattuglie lungo le strade di accesso all’Albegna. I militari dell’arma erano in zona già da domenica per controllare che non ci fossero problemi di ordine pubblico. E infatti non ce ne sono stati. I ragazzi, almeno fino alla sera di Pasquetta, sono stati tranquilli. Hanno ballato, si sono stesi al sole, hanno fatto quello che sembra ogni anno organizzino sulle sponde del fiume: un rave di Pasqua. Lo scorso anno lo avevano organizzato a poca distanza da lì, verso Sant’Andrea. Il terreno che hanno scelto è demaniale e quindi anche per le forze dell’ordine non c’è stato nulla di anomalo. I carabinieri di Pitigliano hanno svolto dei passaggi per controllare che il numero dei partecipanti al rave non aumentasse e non si creassero problemi.
Alcuni dei partecipanti sono arrivati a piedi da Albinia. Ieri era giorno di scampagnate e lungo l’Albegna in tanti sono andati a fare un pic nic di Pasquetta. A poca distanza dai ragazzi famiglie e comitive di amici hanno fatto grigliate e passato una giornata in allegria. Un modo diverso di divertirsi. Ai rave vengono associati sballo, droghe e alcol ma in questo caso non ci sono stati problemi di ordine pubblico. Il posto che hanno scelto è al confine fra Orbetello e Manciano. Per Orbetello il primo rave è stato quello alla Sipe Nobel una cinque giorni in cui centinaia di ragazzi entrarono dentro una proprietà privata per un rave non autorizzato. Un rave dentro un ex polverificio con ragazzi che arrivavano da tutta Italia e che camminavano di buio lungo l’Aurelia rischiando anche la vita. Il rave si concluse con una retata. Quello dell’Albegna sembra essere una cosa diversa. Una nuova esperienza per un posto tranquillo come il Quarto Albegna in cui le case e gli agriturismi questa volta hanno dovuto fare i conti con una invasione diversa: quella dei decibel delle musica del rave di Pasqua.

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