Il Tirreno

Grosseto

«Diffamarono consigliere» Anche l’ex sindaca a giudizio 

di Giulia Sili
«Diffamarono consigliere» Anche l’ex sindaca a giudizio 

Nel mirino della Procura due delibere firmate da Lidia Bai contro Galeotti Finiscono davanti al giudice la vicesindaca, tre assessori e il capogruppo Zazzeri

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MASSA MARITTIMA. Dopo l’avviso di garanzia, sono stati citati a giudizio sei amministratori di Massa Marittima, tre dei quali compaiono nell’attuale giunta comunale. Si tratta della vicesindaca Luana Tommi, il capogruppo di maggioranza nonché segretario dell’Unione Comunale del Pd di Massa Marittima Flavio Zazzeri e il consigliere Niccolò Spadini ma anche l’ex sindaca Lidia Bai e gli ex assessori Daniele Morandi e Luciano Fedeli. È stato il sostituto procuratore Salvatore Ferraro a citare a giudizio i sei a conclusione delle indagini preliminari per aver offeso la reputazione di Gabriele Galeotti, consigliere comunale ed esponente della lista civica Massa Comune.
I fatti risalgono al 2014 quando il Comune era guidato da Lidia Bai al suo secondo mandato: la sindaca decise di muovere contro Galeotti, riportando le affermazioni ritenute diffamatorie nel corpo di due delibere dell’albo pretorio del Comune del 15 maggio 2014, per aver «diffamato l’ufficio di urbanistica e aver tentato di ingerirsi nella politica esercitando pressioni a vantaggio di interessi privati», come riportato nel testo della Procura. Affermando inoltre che: «la denuncia del Galeotti era finalizzata a condizionare l’operato degli organi e uffici comunali nell’esercizio delle funzioni istituzionali».
«L’ex sindaca — dice Galeotti — lo fece in modo assai originale, riportando le affermazioni ritenute diffamatorie addirittura nel corpo di due delibere di giunta comunale; la questione deve essere apparsa ai magistrati di Grosseto di particolare gravità, tanto da contestare ai soggetti citati l’aver commesso il reato in concorso tra loro; oltre a ciò, con l’aggravante dell’attribuzione di fatti determinati e la diffusione a mezzo stampa, ovvero web, attraverso la pubblicazione sull’albo pretorio del Comune».
Sono due le delibere di giunta in questione, entrambe del 15 maggio 2014: una dal titolo “Calunnie da parte del signor Gabriele Galeotti nei confronti del comune nelle persone del sindaco, del segretario comunale e dei funzionari Messina e Mori — provvedimenti e tutela legale” la seconda dal titolo “Diffamazioni aggravate da parte del signor Gabriele Galeotti rivolte al comune nelle persone dei funzionari degli uffici tecnici — provvedimenti e tutela legale”.
I sei imputati dovranno comparire davanti al giudice Andrea Stramenga il prossimo 18 luglio. «Viste le innumerevoli ritorsioni politiche subite per l’impegno civico profuso per la mia cittadina — dice Galeotti — non mi lascerò sfuggire l’occasione per prendermi qualche bella rivincita nei confronti dei miei detrattori; sono sempre stato subissato per il mio costante impegno politico ma quella dell’ex sindaca Bai è stata una svista che non mi sono lasciato scappare».
Galeotti ritiene infatti di essere stato attaccato ingiustamente dalla precedente giunta: «l’ex sindaca Lidia Bai era al termine del suo secondo mandato, io continuavo a spingere sulla questione dell’Ex Agraria; cosa che certo non piaceva alla giunta tanto che la sindaca volle scrivere due delibere di giunta contro di me — dice Galeotti — un gesto che non credo si sia mai verificato in altre parti d’Italia ma e che è un atto veramente diffamatorio soprattutto perché viene diffuso online nel sito istituzionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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