Proteste
Luna park, bufera sullo spostamento
Dopo il Pci, anche il Pd critica la scelta del Comune. Scoccati: «Se il problema è il rischio incendi, si metta a norma l’area»
MARINA DI GROSSETO. Se il luna park al pattinodromo di Marina di Grosseto è un potenziale pericolo per gli incendi, che dire di tutte le attività, in primis quelle dei campeggi, che si svolgono in pineta? Il Comune di Grosseto vorrà trasferire altrove anche quelle? Non sarebbe il caso, piuttosto, di mettere in sicurezza l’area e lasciare il luna park lì dov’è da vent’anni?
Le domande le pone la consigliera comunale Catiuscia Scoccati del Partito democratico dopo che nei giorni scorsi è balzata alle cronache la notizia che l’amministrazione cittadina sposterà il luna park dal pattinodromo di via Montreuil — che lo ospita da vent’anni — a un luogo a più basso rischio incendi.
A sollevare per primo la questione e a elencare una serie di disagi e danni per giostrai, clienti e abitanti, è stato, i primi di aprile, Marco Barzanti del Partito comunista italiano.
Secondo Barzanti il Comune avrebbe individuato come luogo alternativo il piazzale della colonia San Rocco, a Rosmarina, a venti minuti di distanza dal centro. Il condizionale è d’obbligo perché piazza Duomo non ha ancora indicato ufficialmente la nuova area destinata alle giostre.
Che le intenzioni del Comune siano chiare, però, è confermato da Scoccati che cita una «proposta della giunta di modificare il regolamento relativo alla concessione delle aree destinate allo spettacolo viaggiante» e che potrebbe essere discussa già nella prossima seduta del consiglio comunale.
Il regolamento attuale risale al 2010 e prevede, nel comune di Grosseto, due luna park: uno autunnale in piazza Barsanti a Grosseto, dal primo sabato di ottobre all’ultima domenica di novembre, e uno estivo, dal primo sabato di giugno e la seconda domenica di settembre. Insomma, dice Scoccati, la collocazione del luna park nel pattinodromo è sancita da un regolamento di sette anni fa.
Il Comune, nei giorni scorsi, ha spiegato di essere preoccupato per l’aumento del livello di pericolo di incendi estivi e dunque, per motivi di pubblica incolumità, ha deciso insieme alla commissione pubblici spettacoli di trovare un posto più sicuro, evidentemente più lontano dalla pineta.
«L’attenzione alla sicurezza è imprescindibile ed è più che giusto che l’autorità pubblica la ponga tra le prime attenzioni — dice la consigliera Scoccati — siamo però certi che il luogo che da molti anni ospita la manifestazione non possa comunque avere, tramite opportuni accorgimenti, tutti i requisiti di sicurezza richiesti? ».
Anche Scoccati teme che lo spostamento creerà non pochi problemi al paese e alle categorie economiche interessate. «Se un’area è andata bene per tanti anni, non capiamo per quale motivo l’amministrazione comunale non predisponga con alcuni piccoli investimenti fatti anche dai privati (gli esercenti), la messa in sicurezza dell’area», dice.
La consigliera ricorda che l’attuale collocazione fu scelta a seguito della realizzazione del porto (prima il luna park era all’inizio del corso sulla sponda nord del canale San Rocco) e fu concordata dall’amministrazione con le associazioni di promozione sociale sportiva ed economica della frazione e con gli esercenti del consorzio che organizza il luna park. «Fu una scelta che si è rivelata azzeccata – dice Scoccati – perché la collocazione centrale ha consentito al luna park di essere un’attrazione di cui ha beneficiato l’intera frazione di Marina; una diversa collocazione, magari più periferica, rischierebbe di non essere altrettanto adeguata».
Oltre alle scelte operative, Scoccati critica poi il modo con cui l’amministrazione le ha adottate, «in assenza di partecipazione e di coinvolgimento degli abitanti della frazione, delle associazioni, e dei soggetti interessati», dice la consigliera.
«Un metodo – aggiunge – al quale non vorremmo abituarci, ma che l’amministrazione mostra di preferire allorquando deve assumere decisioni che riguardano una molteplicità di cittadini, si veda la questione dei pozzi irrigui comunali e delle panchine in Porta Corsica. Siamo dell’avviso che il compito di un’amministrazione sia quello di risolvere i problemi, non di toglierli o di spostarli, arrendendosi alle difficoltà che si presentano».
Da qui l’invito all’amministrazione «prima di prendere la decisione a confrontarsi con gli abitanti della frazione e con le categorie economiche interessate. Siamo convinti che dal confronto potrebbero uscire soluzioni condivise, ben diverse da quella che — se venisse adottata — provocherà un danno certo a Marina». Insomma, per Scoccati «i problemi non si tolgono o si spostano, ma si risolvono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
