Sicurezza
Zona picnic al posto del canile
di Paola Villani
Gli operai delle Bandite hanno finito di sistemare l’area del Valli: pagano il Comune e i proprietari
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FOLLONICA. Al posto dell’ex canile del Martellino un’area picnic. L’amministrazione ha provveduto al ripristino ambientale della zona di Valli dove, fino a qualche anno fa, era presente il ricovero per i randagi.
La pulizia e la rimozione delle strutture sono state portate a termine dalle Bandite di Scarlino, come annunciato settimane fa dal Comune di Follonica che ha appunto la competenza sulla zona boschiva al di là della vecchia Aurelia.
Si chiude così un capitolo non di poco conto che tanto ha fatto discutere la città del golfo: come si ricorderanno bene i follonichesi, la costruzione di un nuovo canile comprensoriale alla Botte di Scarlino, ha suscitato non poche proteste da parte di associazioni animaliste e singoli cittadini tanto che all’epoca nacque anche un comitato.
Il gruppo contestava l’ipotesi del trasferimento dei randagi nell’area scelta per la realizzazione della nuova struttura, area che costeggia la zona industriale scarlinese e che non era, a loro giudizio, adatta ad ospitare degli animali.
I tre Comuni, Follonica, Scarlino e Gavorrano, però sono andati avanti con il progetto costruendo alla Botte un canile per un costo di circa 700.000 euro. Trasloco fatto nel 2015. Dopo due anni però erano ancora presenti i resti delle vecchie strutture: adesso Bandite di Scarlino ha terminato l’intervento di ripristino dell’area riportandola allo stato originario. «Il lavoro è terminato – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini - si è trattato di un’opera importante perché c’erano da togliere i resti del vecchio canile, molti dei quali in cemento. Adesso il terreno è stato riportato allo stato originario. Tra l’altro, trattandosi di uno spazio molto suggestivo, ci sono dei progetti in cantiere».
L’amministrazione sta pensando di realizzare al Martellino un’area picnic: panchine, tavoli e forse anche un barbecue per chi volesse fare una scampagnata e mangiare all’aperto. «Per ora stiamo cercando di trovare panche e tavoli da mettere – dice Pecorini – per la zona ristoro dobbiamo attendere i pareri degli enti preposti, per esempio quello della Guardia forestale, ma l’idea è quella di creare un luogo destinato ai picnic».
Resta invece ancora da pulire la parte dove era presente quello che i follonichesi chiamano il “canile dei cacciatori”: ricoveri, spesso di fortuna, dove venivano tenuti dei cani di privati. «Per quell’intervento, già finanziato, dobbiamo aspettare – spiega il vicesindaco - Bandite di Scarlino deve prima ultimare dei lavori per la messa in sicurezza di alcuni spazi boschivi per la prevenzione degli incendi estivi. Dopo di che anche quella zona verrà pulita: gli oggetti presenti sono comunque già tutti catalogati e il lavoro da fare non è molto».
Questa pulizia straordinaria verrà pagata in parte dal Comune e in parte dai proprietari dei ricoveri. «Della riscossione delle quote se ne occuperanno gli uffici – conclude – Le quote sono state stimate in base al censimento fatto e alle persone rintracciate e le stesse verseranno quello che gli spetta».
La pulizia e la rimozione delle strutture sono state portate a termine dalle Bandite di Scarlino, come annunciato settimane fa dal Comune di Follonica che ha appunto la competenza sulla zona boschiva al di là della vecchia Aurelia.
Si chiude così un capitolo non di poco conto che tanto ha fatto discutere la città del golfo: come si ricorderanno bene i follonichesi, la costruzione di un nuovo canile comprensoriale alla Botte di Scarlino, ha suscitato non poche proteste da parte di associazioni animaliste e singoli cittadini tanto che all’epoca nacque anche un comitato.
Il gruppo contestava l’ipotesi del trasferimento dei randagi nell’area scelta per la realizzazione della nuova struttura, area che costeggia la zona industriale scarlinese e che non era, a loro giudizio, adatta ad ospitare degli animali.
I tre Comuni, Follonica, Scarlino e Gavorrano, però sono andati avanti con il progetto costruendo alla Botte un canile per un costo di circa 700.000 euro. Trasloco fatto nel 2015. Dopo due anni però erano ancora presenti i resti delle vecchie strutture: adesso Bandite di Scarlino ha terminato l’intervento di ripristino dell’area riportandola allo stato originario. «Il lavoro è terminato – spiega il vicesindaco Andrea Pecorini - si è trattato di un’opera importante perché c’erano da togliere i resti del vecchio canile, molti dei quali in cemento. Adesso il terreno è stato riportato allo stato originario. Tra l’altro, trattandosi di uno spazio molto suggestivo, ci sono dei progetti in cantiere».
L’amministrazione sta pensando di realizzare al Martellino un’area picnic: panchine, tavoli e forse anche un barbecue per chi volesse fare una scampagnata e mangiare all’aperto. «Per ora stiamo cercando di trovare panche e tavoli da mettere – dice Pecorini – per la zona ristoro dobbiamo attendere i pareri degli enti preposti, per esempio quello della Guardia forestale, ma l’idea è quella di creare un luogo destinato ai picnic».
Resta invece ancora da pulire la parte dove era presente quello che i follonichesi chiamano il “canile dei cacciatori”: ricoveri, spesso di fortuna, dove venivano tenuti dei cani di privati. «Per quell’intervento, già finanziato, dobbiamo aspettare – spiega il vicesindaco - Bandite di Scarlino deve prima ultimare dei lavori per la messa in sicurezza di alcuni spazi boschivi per la prevenzione degli incendi estivi. Dopo di che anche quella zona verrà pulita: gli oggetti presenti sono comunque già tutti catalogati e il lavoro da fare non è molto».
Questa pulizia straordinaria verrà pagata in parte dal Comune e in parte dai proprietari dei ricoveri. «Della riscossione delle quote se ne occuperanno gli uffici – conclude – Le quote sono state stimate in base al censimento fatto e alle persone rintracciate e le stesse verseranno quello che gli spetta».
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