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«Dimissioni a raffica: perché?» 

«Dimissioni a raffica: perché?» 

Arcidosso, dopo l’uscita di scena di Andreini la minoranza interroga il sindaco

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ARCIDOSSO. Le dimissioni dell’assessore arcidossino Maurizio Andreini non riguardano solo differenze di vedute sull’urbanistica, ma vanno ben oltre.
La minoranza di Arcidosso guidata da Pier Paolo Camporesi con Guendalina Amati, Corrado Lazzeroni e Andrea Pallari, spiega, infatti, di aver potuto leggere «quanto indicato effettivamente nella lettera dell’avvocato e anche quelle degli altri componenti della giunta che avevano rassegnato le dimissioni a suo tempo”». Ad Arcidosso, infatti, sono stati nel corso del tempo, dimissionari, la vicesindaca Anna Camarri e gli assessori Filippo Bardelli e Marco Pastorelli.
«Le voci che erano circolate sull’uscita dell’avvocato Andreini — sottolineano i consiglieri — apparivano legate esclusivamente alla materia urbanistica, invece nella lettera di dimissioni si evincono motivazioni ben diverse e più profonde di quelle rese pubbliche. Come gruppo di minoranza ci spiace per questa decisione, in quanto oltre alle indubbie capacità di professionista e di persona sagace e competente, era rimasto l’unico interlocutore tra noi e la maggioranza».
La minoranza, infatti, rammenta di aver collaborato con lui su alcuni regolamenti e «dallo scorso agosto – dicono i componenti della minoranza – su importanti obiettivi, come quello della costituenda commissione sulla geotermia e relativo regolamento di attuazione. Forse pensiamo male, ma tale obiettivo sarà sicuramente più difficile da raggiungere adesso».
La minoranza si chiede assieme a «molti altri cittadini del nostro comune, non ultimi quelli che nella primavera del 2014 hanno votato la lista Marini», il perché di tutte queste dimissioni.
«Quante – dicono – sono effettivamente legate alle problematiche logistiche e lavorative e quante alla difficoltà d’interloquire con il primo cittadino e la sua giunta (Pd e Udc)? Le motivazioni ufficiali delle dimissioni di due assessori furono legate a difficoltà lavorative, mentre l’uscita del vicesindaco, nonché assessore al bilancio, venne giustificata come incompatibilità con la carica ricoperta all’interno di una cooperativa di zona, ma questo era già prevedibile al tempo della sua candidatura. Forse è il caso che il sindaco Jacopo Marini e la maggioranza facciano un attento esame di coscienza sul loro modus operandi, sia nei confronti dei propri collaboratori che della minoranza, nonché sull’atteggiamento e sul modo di porsi con i cittadini. Il loro operato non va a beneficio dell’attività amministrativa, rallentando l’operatività della giunta. Di conseguenza, le tanto declamate crescita e rinascita di Arcidosso e del suo territorio sono in realtà solo effimera apparenza». (f. b.)

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