Il Tirreno

Grosseto

A “Italia’s Got Talent” gli incanti di Q2 Visual  

di Sara Landi
A “Italia’s Got Talent” gli incanti di Q2 Visual  

Musica elettronica, danza e videomapping: l’arte degli amiatini Irene Bigattini  e Alessio Mangiavacchi si ferma a un passo dalla finale. Ma il pubblico li acclama

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Gli amiatini Irene Bigattini e Alessio Mangiavacchi hanno conquistato il pubblico di “Italia’s Got Talent”, il programma che va in onda su Sky Uno e in chiaro su Tv8. Sono loro i Q2 Visual, progetto molto conosciuto anche a Grosseto dove i due vj hanno realizzato straordinarie performance per la Notte Visibile della Cultura, che hanno avuto come sfondo la facciata del municipio.
Il meccanismo del gioco non li ha premiati perché non sono stati selezionati fra i trenta finalisti (partivano in 103, dopo una selezione su migliaia di concorrenti), ma per i due giovani vj è stata un’esperienza molto bella come racconta la stessa Irene Bigattini al Tirreno.
Come e perché avete deciso di andare a Italia’s Got Talent?
«Abbiamo deciso di partecipare per metterci in gioco. Oltre alla passione che ci accomuna siamo sempre in cerca di nuovi stimoli per migliorare le nostre capacità, rinnovare le nostre performance, avere un confronto con un pubblico sempre nuovo e diverso».
Come vi siete trovati sul set del programma?
«È un mondo tosto ma allo stesso tempo affascinante. Sono tutte persone molto professionali e gentili. Per noi è stato molto interessante vedere come lavora una vera produzione. Ci siamo divertiti».
Dove nasce la performance che avete portato in tv?
«Abbiamo progettato qualcosa di un po’ diverso. Abbiamo azzardato assumendoci forse dei rischi, cercando di presentare un tipo di performance molto ricca e di forte impatto visivo e mettendo alla prova le nostre abilità, mostrando nei nostri 100 secondi quello che siamo riusciti a fare con la nostra formazione totalmente autodidatta acquisita fino ad oggi. L’idea era quella di realizzare un doppio visual, un mapping frontale sulle “3 porte” e uno retro su ledwall che dovevano combaciare perfettamente. Questo sarebbe servito ai ballerini per creare un effetto di illusione dove loro potevano apparire, scomparire e moltiplicarsi, dando un effetto di illusione e a tratti di “smarrimento”. Abbiamo chiesto la collaborazione della compagnia di danza “Antitesi” di Firenze con cui avevamo già collaborato in passato perché il loro stile ci piace moltissimo. La coreografa Arianna Benedetti ha elaborato la coreografia interpretata in tv dai ballerini Roberto Doveri, Matilde di Ciolo e Niccolò Poggini, bravissimi e bellissimi. Per quanto riguarda la musica, il nostro amico Marco Connelli, dj e producer di Cremona con cui collaboriamo spesso, ci ha confezionato una traccia ad hoc per l’occasione. Insomma, un progettino tutto “do it yourself” ideato e creato da amici con una forte passione per ciò che fanno. È stata una bella sfida e siamo soddisfatti comunque della riuscita».
Da dove nascono nome e progetto Q2 Visual?
«La nostra passione è nata quasi per gioco. Alcuni anni fa ci piaceva molto frequentare festival di musica elettronica o serate dove il visual era un elemento importante durante le performance dei dj. Abbiamo avuto la possibilità di vedere molte cose interessanti e da lì è scattato qualcosa che ci intrigava e ci incuriosiva. Così, insieme ad alcuni amici che già organizzavano feste techno, abbiamo deciso di provare ad approcciarci a questo tipo di attività ed evolverci ed ora eccoci qua. Dal vjing al videomapping il passo è stato breve, è bastato scoprire e vedere alcuni video in rete con l’utilizzo di questa tecnica per perdere la testa. Tutt’oggi il lavoro che stiamo facendo, soprattutto di perfezionamento tecnico, è ancora molto. I primi progetti concreti li abbiamo sviluppati e testati in un festival di musica ed arti visive del territorio che portiamo nel cuore, Alterazioni Festival di Arcidosso, dove facevamo parte anche dell’organizzazione. È stata una significativa opportunità di crescita ed un buon trampolino di lancio. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere molti artisti con cui ancora oggi collaboriamo e ci ha permesso di affermarci e di farci conoscere. Il nostro nome invece è nato perché quando abbiamo iniziato a fare i primi vj set nella zona nessuno ci conosceva, le persone chiedevano sempre chi fossero “quei 2” che facevano le proiezioni, quindi è stato naturale chiamarsi Q2 Visual».
Avete in programma a breve qualche performance sul territorio?
«Sì, qualcosa bolle in pentola ma non possiamo svelare niente per ora. Consigliamo a tutti di seguite la nostra pagina Facebook per avere tutti gli aggiornamenti sulle nostre future attività».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa