Sicurezza
Spunta il sommelier tra gli scaffali del supermercato
di Giovanna Mezzana
Originale iniziativa al reparto vini del Conad dell’Aurelia Antica Un professionista ti dice la bottiglia “giusta” per la tua tavola
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GROSSETO. Stai per cucinare il cinghiale in umido, vuoi un vino rosso per un abbinamento non scontato ma non sai quale? Ti sei appena regalato quel vermentino che tanto ti piace ma sei assalito dal dubbio se gustarlo con una crudité di pesce o con un branzino alla griglia? Al reparto vini del Conad dell’Aurelia Antica c’è un sommelier a tua disposizione: tutti i sabati e nei giorni feriali che precedono una festa “rossa”. Puoi fargli il terzo grado. Ti risponderà con competenza. A partire da oggi.
Nuovi orizzonti. Cominciano ormai a “sdoganare” il supermercato i produttori vinicoli maremmani che in cantina hanno le Doc autoctone: se prima erano restii a cedere alle lusinghe dello scaffale — noblesse oblige — adesso guardano ai risultati (di vendita). E nel frattempo mettono anche in cassaforte una sponsorizzazione su larga scala del marchio: che è una valorizzazione della propria immagine quando a farla è un professionista accreditato — e dunque credibile — come un sommelier. Ed è così che nel reparto vini del Conad del Casalone oggi si vendono 200 etichette, tutte made in Maremma, e che arrivano da 80 cantine locali.
L’iniziativa. Doc Maremma Toscana, Morellino di Scansano, Montecucco, Bianco di Pitigliano, Ansonica Costa dell’Argentario, Doc Capalbio, Doc Parrina, Doc Monteregio: abbiamo dato un’occhiata per voi alla “cantina” Conad. Non siete esperti? Non siete dei gourmet? Non importa: «Ogni sabato e ogni pre-festivo un sommelier diplomato — spiega Antonio Stelli, delegato dell’Associazione Italiana Sommelier (Ais) di Grosseto — illustrerà i vini di una delle cantine locali che di volta in volta sarà protagonista. Si potrà degustare quel prodotto, chiedere indicazioni per un acquisto ma anche consigli per abbinare vini e piatti. E non solo sulla tavola ma anche ai fornelli: il Morellino di Scansano ben si accosta al cinghiale in umido ma può essere impiegato anche per cucinare uno stracotto». Obiettivo: abbinare la tradizione culinaria maremmana con la specificità dei vitigni autoctoni. Dal Sangiovese all’Alicante al Ciliegiolo, per fare solo qualche esempio. Un patto d’intenti stretto proprio di recente tra Conad Grosseto e l’Ais grossetana mette dunque a disposizione dei palati più o meno esperti un team di dieci sommelier diplomati (dunque professionisti) che si alterneranno un sabato dopo l’altro (e prima di un giorno festivo). Per tutto il 2017.
«Io? Entusiasta». L’esordio dei sommelier alla “cantina” Conad dell’Aurelia Antica c’è oggi. Per tutta la giornata nei calici si versano i vini de I Lecci, società agricola che a Scansano ha 51 ettari di vitigni e che al Casalone ha portato tutti e tre i suoi nettari: Morellino, Rosso Toscano, Vermentino. Per un produttore vitivinicolo di alta gamma sbarcare nella Grande Distribuzione può non essere un facile approdo; può rappresentare una scelta obbligata (l’unico sbocco commerciale che garantisca almeno i numeri) e quindi sofferta. Oppure no. Il supermercato? «Per noi è una bella conquista — risponde Barbara Giannoni de I Lecci — Ci sono tante aziende più grandi e più note della nostra: non pensavamo che Conad ci avrebbe preso in considerazione. E invece abbiamo cominciato questa collaborazione da circa un anno».
C’è Gdo e Gdo. «Non tutta la Grande Distribuzione è uguale» precisa Luca Petri de La Pieve, azienda biologica da 15 anni, cantine ad Arcille e vitigni a Roccalbegna, quattro etichette: Rosso, Rosso Riserva, Bianco e Rosato, tutti all’Aurelia Antica. «Per il vino conta molto — continua Petri — il rapporto di credibilità che si instaura con il cliente; altrimenti, se si tratta solo di mettere le bottiglie sullo scaffale, difficilmente si esce dalla logica del prezzo. Paolo Degli Innocenti (socio Conad Grosseto, ndr) ha creato una vera e propria cantina. Non solo: illustra i prodotti alla clientela tramite professionisti molto credibili (i sommelier): è così che si crea un sodalizio tra grande distribuzione e produttore, e anche quest’ultimo se ne avvantaggia».
Nuovi orizzonti. Cominciano ormai a “sdoganare” il supermercato i produttori vinicoli maremmani che in cantina hanno le Doc autoctone: se prima erano restii a cedere alle lusinghe dello scaffale — noblesse oblige — adesso guardano ai risultati (di vendita). E nel frattempo mettono anche in cassaforte una sponsorizzazione su larga scala del marchio: che è una valorizzazione della propria immagine quando a farla è un professionista accreditato — e dunque credibile — come un sommelier. Ed è così che nel reparto vini del Conad del Casalone oggi si vendono 200 etichette, tutte made in Maremma, e che arrivano da 80 cantine locali.
L’iniziativa. Doc Maremma Toscana, Morellino di Scansano, Montecucco, Bianco di Pitigliano, Ansonica Costa dell’Argentario, Doc Capalbio, Doc Parrina, Doc Monteregio: abbiamo dato un’occhiata per voi alla “cantina” Conad. Non siete esperti? Non siete dei gourmet? Non importa: «Ogni sabato e ogni pre-festivo un sommelier diplomato — spiega Antonio Stelli, delegato dell’Associazione Italiana Sommelier (Ais) di Grosseto — illustrerà i vini di una delle cantine locali che di volta in volta sarà protagonista. Si potrà degustare quel prodotto, chiedere indicazioni per un acquisto ma anche consigli per abbinare vini e piatti. E non solo sulla tavola ma anche ai fornelli: il Morellino di Scansano ben si accosta al cinghiale in umido ma può essere impiegato anche per cucinare uno stracotto». Obiettivo: abbinare la tradizione culinaria maremmana con la specificità dei vitigni autoctoni. Dal Sangiovese all’Alicante al Ciliegiolo, per fare solo qualche esempio. Un patto d’intenti stretto proprio di recente tra Conad Grosseto e l’Ais grossetana mette dunque a disposizione dei palati più o meno esperti un team di dieci sommelier diplomati (dunque professionisti) che si alterneranno un sabato dopo l’altro (e prima di un giorno festivo). Per tutto il 2017.
«Io? Entusiasta». L’esordio dei sommelier alla “cantina” Conad dell’Aurelia Antica c’è oggi. Per tutta la giornata nei calici si versano i vini de I Lecci, società agricola che a Scansano ha 51 ettari di vitigni e che al Casalone ha portato tutti e tre i suoi nettari: Morellino, Rosso Toscano, Vermentino. Per un produttore vitivinicolo di alta gamma sbarcare nella Grande Distribuzione può non essere un facile approdo; può rappresentare una scelta obbligata (l’unico sbocco commerciale che garantisca almeno i numeri) e quindi sofferta. Oppure no. Il supermercato? «Per noi è una bella conquista — risponde Barbara Giannoni de I Lecci — Ci sono tante aziende più grandi e più note della nostra: non pensavamo che Conad ci avrebbe preso in considerazione. E invece abbiamo cominciato questa collaborazione da circa un anno».
C’è Gdo e Gdo. «Non tutta la Grande Distribuzione è uguale» precisa Luca Petri de La Pieve, azienda biologica da 15 anni, cantine ad Arcille e vitigni a Roccalbegna, quattro etichette: Rosso, Rosso Riserva, Bianco e Rosato, tutti all’Aurelia Antica. «Per il vino conta molto — continua Petri — il rapporto di credibilità che si instaura con il cliente; altrimenti, se si tratta solo di mettere le bottiglie sullo scaffale, difficilmente si esce dalla logica del prezzo. Paolo Degli Innocenti (socio Conad Grosseto, ndr) ha creato una vera e propria cantina. Non solo: illustra i prodotti alla clientela tramite professionisti molto credibili (i sommelier): è così che si crea un sodalizio tra grande distribuzione e produttore, e anche quest’ultimo se ne avvantaggia».
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