La manifestazione
Per paura i negozi chiudono prima
Via Roma e via Trento: disagio e senso di impotenza tra i titolari delle attività
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GROSSETO. «All’inizio, quando abbiamo aperto quattro anni fa, la sera facevamo gli aperitivi e chiudevamo verso le 21. Ora abbiamo paura. Gira gentaccia. E così alle 18 chiudiamo».
Antonella lavora al bar Trentuno, in via Trento, una traversa di via Roma. La sua storia è condivisa anche da altri commercianti e titolari di attività del quartiere: la strada che di giorno è trafficata da chi frequenta gli uffici – in un centinaio di metri sono concentrati Agenzia delle Entrate, Inps, Asl e Banca d’Italia, oltre a decine di studi privati e attività commerciali – al calar delle tenebre è terra di nessuno. Spacciatori, prostitute, ubriachi da qualche tempo hanno preso possesso del territorio, tanto che il sindaco di Grosseto ha ricompreso anche via Roma tra le zone dove è in vigore l’ordinanza che vieta la vendita di alcolici e analcolici in contenitori di vetro dopo le 21.
«Siamo io e mia figlia – dice ancora Antonella – e sinceramente, se devo star qui a rischiare, preferisco chiudere prima».
Coprifuoco anticipato anche per Pamela Cuba della lavanderia Le Belle bolle di via Roma. «La situazione è peggiorata da un anno a questa parte – dice –. La mattina quando apro capita spesso di trovare vomito ovunque. In passato chiudevo alle 20, ma adesso ho anticipato di un’ora e alle 19 me ne vado perché c’è un giro poco bello».
I controlli delle forze dell’ordine? «Non bastano», dice Pamela. Il senso di impotenza e di paura si percepisce un po’ ovunque e molti preferiscono non esporsi con nome e cognome, né nominando la loro attività. Sintomo anche questo di un preoccupante disagio.
Francesca Ferri
Antonella lavora al bar Trentuno, in via Trento, una traversa di via Roma. La sua storia è condivisa anche da altri commercianti e titolari di attività del quartiere: la strada che di giorno è trafficata da chi frequenta gli uffici – in un centinaio di metri sono concentrati Agenzia delle Entrate, Inps, Asl e Banca d’Italia, oltre a decine di studi privati e attività commerciali – al calar delle tenebre è terra di nessuno. Spacciatori, prostitute, ubriachi da qualche tempo hanno preso possesso del territorio, tanto che il sindaco di Grosseto ha ricompreso anche via Roma tra le zone dove è in vigore l’ordinanza che vieta la vendita di alcolici e analcolici in contenitori di vetro dopo le 21.
«Siamo io e mia figlia – dice ancora Antonella – e sinceramente, se devo star qui a rischiare, preferisco chiudere prima».
Coprifuoco anticipato anche per Pamela Cuba della lavanderia Le Belle bolle di via Roma. «La situazione è peggiorata da un anno a questa parte – dice –. La mattina quando apro capita spesso di trovare vomito ovunque. In passato chiudevo alle 20, ma adesso ho anticipato di un’ora e alle 19 me ne vado perché c’è un giro poco bello».
I controlli delle forze dell’ordine? «Non bastano», dice Pamela. Il senso di impotenza e di paura si percepisce un po’ ovunque e molti preferiscono non esporsi con nome e cognome, né nominando la loro attività. Sintomo anche questo di un preoccupante disagio.
Francesca Ferri
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