Il dolore
Il comitato scientifico certifica: lo stato della laguna non è buono
ORBETELLO. «Lo stato della laguna di Orbetello non è buono. Bisogna vedere quanto non lo sia». È ciò che è emerso dalla riunione del comitato tecnico scientifico che si è svolto giovedì. Il comitato...
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ORBETELLO. «Lo stato della laguna di Orbetello non è buono. Bisogna vedere quanto non lo sia».
È ciò che è emerso dalla riunione del comitato tecnico scientifico che si è svolto giovedì. Il comitato scientifico è composto da vari esperti: Silvano Focardi (nominato dal Comune), Giancarlo Sbrilli (Wwf), Enrico Bonari (esperto nominato dalla scuola Sant’Anna di Pisa), Giacomo Santini (Università di Firenze), Claudio Leonzio (Università di Siena), Claudio Lubello, Massimo Luschi e Mauro Lenzi. Per il Consorzio Lamma Bernardo Gozzini. In rappresentanza della Regione Toscana, Gilda Ruberti. Al comitato spettano valutazioni di ordine tecnico scientifico, mentre alla Regione Toscana, soggetto attuatore, questioni di carattere gestionale. La Regione ha chiesto a questo proposito di valutare l’opportunità di procedere alla pulizia dei canali di Fibbia, Nassa, fosso Glacis e canale di Ansedonia.
La laguna è in affanno. Lo dimostrano i 18 centimetri in meno di acqua rispetto a quelli che ci dovrebbero essere.
Il pompaggio sarà possibile solo dopo che saranno completate le procedure di affidamento e soprattutto dopo che saranno manutenute le pompe. Tuttavia nonostante i 18 centimetri in meno di acqua non ci sono le condizioni per agire in emergenza. «Per poter agire in emergenza — spiega l’ente fiorentino — è necessario vi sia un evento. Solo per dare un riferimento, l’evento del 2015 non fu ritenuto dalla Protezione Civile nazionale tale da dichiarare un’emergenza che consentisse di poter intervenire con delle deroghe».
La Regione, a seguito delle segnalazioni del Comitato tecnico scientifico, ha deciso «di aumentare il livello di attenzione sulla laguna nel rispetto del piano di sicurezza elaborato nel 2016 e in collaborazione con Arpat alla quale è stato chiesto di monitorare lo stato di salute della laguna anche sulla scorta delle previsioni meteo fornite dal Lamma. I dati ci diranno costantemente qual è lo stato di salute della laguna che non è buono ma che è necessario capire quanto non è buono al fine di poter studiare le più opportune forme di intervento». Insomma, da quanto emerge si capisce questo: «È vero che meno 18 centimetri è un dato critico, ma dobbiamo capire anche qual è stato l’andamento nel corso degli anni e quali sono gli effetti ambientali che si associano a tali livelli. Non sempre — continua la Regione - quello che a vista fa paura corrisponde alle effettive condizioni di un ambiente naturale. Non sempre le risposte di emergenza a queste situazioni sono le più opportune. Per questo stiamo lavorando ad un prolungamento dell’accordo, affinché si arrivi al 2019 quando sarà necessario un riallineamento con l’affidamento della concessione all’esercizio esclusivo della pesca».
È ciò che è emerso dalla riunione del comitato tecnico scientifico che si è svolto giovedì. Il comitato scientifico è composto da vari esperti: Silvano Focardi (nominato dal Comune), Giancarlo Sbrilli (Wwf), Enrico Bonari (esperto nominato dalla scuola Sant’Anna di Pisa), Giacomo Santini (Università di Firenze), Claudio Leonzio (Università di Siena), Claudio Lubello, Massimo Luschi e Mauro Lenzi. Per il Consorzio Lamma Bernardo Gozzini. In rappresentanza della Regione Toscana, Gilda Ruberti. Al comitato spettano valutazioni di ordine tecnico scientifico, mentre alla Regione Toscana, soggetto attuatore, questioni di carattere gestionale. La Regione ha chiesto a questo proposito di valutare l’opportunità di procedere alla pulizia dei canali di Fibbia, Nassa, fosso Glacis e canale di Ansedonia.
La laguna è in affanno. Lo dimostrano i 18 centimetri in meno di acqua rispetto a quelli che ci dovrebbero essere.
Il pompaggio sarà possibile solo dopo che saranno completate le procedure di affidamento e soprattutto dopo che saranno manutenute le pompe. Tuttavia nonostante i 18 centimetri in meno di acqua non ci sono le condizioni per agire in emergenza. «Per poter agire in emergenza — spiega l’ente fiorentino — è necessario vi sia un evento. Solo per dare un riferimento, l’evento del 2015 non fu ritenuto dalla Protezione Civile nazionale tale da dichiarare un’emergenza che consentisse di poter intervenire con delle deroghe».
La Regione, a seguito delle segnalazioni del Comitato tecnico scientifico, ha deciso «di aumentare il livello di attenzione sulla laguna nel rispetto del piano di sicurezza elaborato nel 2016 e in collaborazione con Arpat alla quale è stato chiesto di monitorare lo stato di salute della laguna anche sulla scorta delle previsioni meteo fornite dal Lamma. I dati ci diranno costantemente qual è lo stato di salute della laguna che non è buono ma che è necessario capire quanto non è buono al fine di poter studiare le più opportune forme di intervento». Insomma, da quanto emerge si capisce questo: «È vero che meno 18 centimetri è un dato critico, ma dobbiamo capire anche qual è stato l’andamento nel corso degli anni e quali sono gli effetti ambientali che si associano a tali livelli. Non sempre — continua la Regione - quello che a vista fa paura corrisponde alle effettive condizioni di un ambiente naturale. Non sempre le risposte di emergenza a queste situazioni sono le più opportune. Per questo stiamo lavorando ad un prolungamento dell’accordo, affinché si arrivi al 2019 quando sarà necessario un riallineamento con l’affidamento della concessione all’esercizio esclusivo della pesca».
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