La manifestazione
«Tari doppia rispetto a Siena perché...»
di Gabriele Baldanzi
Per l’assessora all’ambiente di Grosseto la tariffa dipende dalla distribuzione dei costi tra categorie e tipi di spazzatura
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GROSSETO. In un post su Facebook il sindaco di Siena Bruno Valentini ha annunciato l’approvazione in consiglio delle nuove tariffe sui rifiuti. «I costi per le famiglie – ha scritto – si mantengono ai livelli più bassi della Toscana, per fare un esempio la metà di quelli della vicina Grosseto». Un’affermazione interessante – vera, peraltro – che non è passata inosservata.
Così l’assessora comunale al ciclo rifiuti di Grosseto, Simona Petrucci, è tornata sull’argomento per replicare e spiegare – carte alla mano – dove e come nasce la spesa enorme di Grosseto (19,2 milioni di euro) che poi viene divisa tra i cittadini attraverso la Tari.
Assessora, come si spiega che con lo stesso gestore (Sei Toscana) e dentro alla stessa Ato le tariffe tra Siena e Grosseto risultano così diverse?
«Lo ha spiegato, seppure in modo parziale, lo stesso Valentini, che peraltro mi offre l’assist per fare altre considerazioni sul recente passato. Innanzitutto dipende dalla distribuzione dei costi tra le categorie (a Siena hanno penalizzato maggiormente le attività commerciali rispetto alle famiglie) e poi dai cosiddetti corrispettivi unitari di conferimento degli impianti di ogni zona. Siena, per conferire l’indifferenziato spende molto meno di noi alle Strillaie. In ultimo dobbiamo considerare che il Comune di Grosseto ha ulteriori costi extra Ato. Ma dove bisogna risparmiare – e abbiamo già iniziato a farlo – non è tanto nella fase a valle cioè trattamento e smaltimento, ma in quella iniziale cioè spazzamento, raccolta e trasporto».
Ci dettaglia i costi della gestione del ciclo rifiuti per Grosseto?
«Grosseto, nel 2016, ha pagato a Sei Toscana 12 milioni e 747.000 euro: 9 milioni e 261.000 di servizi, il resto di trasporto. A questa cifra vanno aggiunti altri 4 milioni circa pagati a Futura e Cp 2000, cioè la società che gestisce Cannicci. Più il debito di 147.000 euro annui che ci portiamo appresso da Coseca. E siamo a 16 milioni e 800.000 euro. Poi ci sono altre voci di spesa, per circa 2,4 milioni di euro, che derivano, per la maggior parte, dalla depurazione del percolato di Strillaie, che adesso teniamo sotto costante controllo, e dalla pulizia delle spiagge, costi che Siena non ha. E si arriva a 19,2 milioni di euro, cioè il totale».
E Siena?
«Siena ha un corrispettivo 2016 di 13 milioni e 448.000 euro e qualche centinaia di migliaia di euro di extra. Ovviamente bisogna tener conto che stiamo parlando di 60.000 abitanti (noi siamo 80.000) e di una città che è indubbiamente più raccolta e facile da spazzare».
Dove possiamo migliorare?
«Allora, per avere equità, bisognerebbe fare degli aggiustamenti in sede di Ato che oggi il Comune di Grosseto può chiedere, ma che dubito vengano accolti. Per esempio la tariffa, per la parte che riguarda trattamento e smaltimento, deve a mio avviso essere uniformata e non oscillare a seconda dei confini provinciali. Per la stessa logica che adotta l’Ato dei rifiuti i cittadini di Santa Fiora non dovrebbero pagare l’acqua… Così come vanno rivisti introiti e costi per quanto concerne la rivalorizzazione dei rifiuti nobili. Noi ci rimettiamo. Comunque, in conclusione, mi fa piacere che il sindaco Valentini abbia pubblicamente ammesso che la Tari a Siena è la metà che a Grosseto. Io aggiungo che questo risultato deriva da scelte infelici, più di una, compiute negli ultimi anni in sede Ato, dove gli amministratori grossetani hanno sempre ingollato di tutto, e nel mancato controllo del rispetto del contratto da parte di Sei Toscana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così l’assessora comunale al ciclo rifiuti di Grosseto, Simona Petrucci, è tornata sull’argomento per replicare e spiegare – carte alla mano – dove e come nasce la spesa enorme di Grosseto (19,2 milioni di euro) che poi viene divisa tra i cittadini attraverso la Tari.
Assessora, come si spiega che con lo stesso gestore (Sei Toscana) e dentro alla stessa Ato le tariffe tra Siena e Grosseto risultano così diverse?
«Lo ha spiegato, seppure in modo parziale, lo stesso Valentini, che peraltro mi offre l’assist per fare altre considerazioni sul recente passato. Innanzitutto dipende dalla distribuzione dei costi tra le categorie (a Siena hanno penalizzato maggiormente le attività commerciali rispetto alle famiglie) e poi dai cosiddetti corrispettivi unitari di conferimento degli impianti di ogni zona. Siena, per conferire l’indifferenziato spende molto meno di noi alle Strillaie. In ultimo dobbiamo considerare che il Comune di Grosseto ha ulteriori costi extra Ato. Ma dove bisogna risparmiare – e abbiamo già iniziato a farlo – non è tanto nella fase a valle cioè trattamento e smaltimento, ma in quella iniziale cioè spazzamento, raccolta e trasporto».
Ci dettaglia i costi della gestione del ciclo rifiuti per Grosseto?
«Grosseto, nel 2016, ha pagato a Sei Toscana 12 milioni e 747.000 euro: 9 milioni e 261.000 di servizi, il resto di trasporto. A questa cifra vanno aggiunti altri 4 milioni circa pagati a Futura e Cp 2000, cioè la società che gestisce Cannicci. Più il debito di 147.000 euro annui che ci portiamo appresso da Coseca. E siamo a 16 milioni e 800.000 euro. Poi ci sono altre voci di spesa, per circa 2,4 milioni di euro, che derivano, per la maggior parte, dalla depurazione del percolato di Strillaie, che adesso teniamo sotto costante controllo, e dalla pulizia delle spiagge, costi che Siena non ha. E si arriva a 19,2 milioni di euro, cioè il totale».
E Siena?
«Siena ha un corrispettivo 2016 di 13 milioni e 448.000 euro e qualche centinaia di migliaia di euro di extra. Ovviamente bisogna tener conto che stiamo parlando di 60.000 abitanti (noi siamo 80.000) e di una città che è indubbiamente più raccolta e facile da spazzare».
Dove possiamo migliorare?
«Allora, per avere equità, bisognerebbe fare degli aggiustamenti in sede di Ato che oggi il Comune di Grosseto può chiedere, ma che dubito vengano accolti. Per esempio la tariffa, per la parte che riguarda trattamento e smaltimento, deve a mio avviso essere uniformata e non oscillare a seconda dei confini provinciali. Per la stessa logica che adotta l’Ato dei rifiuti i cittadini di Santa Fiora non dovrebbero pagare l’acqua… Così come vanno rivisti introiti e costi per quanto concerne la rivalorizzazione dei rifiuti nobili. Noi ci rimettiamo. Comunque, in conclusione, mi fa piacere che il sindaco Valentini abbia pubblicamente ammesso che la Tari a Siena è la metà che a Grosseto. Io aggiungo che questo risultato deriva da scelte infelici, più di una, compiute negli ultimi anni in sede Ato, dove gli amministratori grossetani hanno sempre ingollato di tutto, e nel mancato controllo del rispetto del contratto da parte di Sei Toscana».
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