Scarlino rifiorisce grazie ai veneti
di Giulia Sili
Lauro Buoro, il principe della domotica, investe lungo l’Aurelia e fa piantare viti, cipressi e olivi
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SCARLINO. Distese di filari di vite, viali di cipressi, olivi e roseti: da qualche anno a Scarlino Scalo si sta assistendo ad una lenta ma importante trasformazione del paesaggio lungo le campagne attraversate dalla via Aurelia antica. È dal 2005 infatti che la fattoria di Camporotondo si dedica esclusivamente alla coltivazione della vite, da quando cioè è divenuta di proprietà di Lauro Buoro, presidente della Nice, grande azienda di domotica quotata in Borsa dal 2006.
La fattoria di proprietà veneta si estende su 250 ettari di terreno distribuiti sui tre Comuni di Scarlino, Gavorrano e Massa Marittima ma il progetto oggi è quello di allargare ulteriormente gli orizzonti.
Sono infatti stati acquistati dei nuovi terreni dall’azienda di Vetricella, nelle campagne tra Scarlino Scalo e Gavorrano e ancora una volta il paesaggio cambia. Non più campi coltivati ma lunghe distese di filari di vite che modificano il panorama facendolo diventare un tipico paesaggio viticolo ormai molto comune in Toscana.
Ma di tutta la produzione di uve della fattoria di Camporotondo, — che ruota attorno ai 10.000 quintali l’anno tra uve di vitigni di chardonnay, pinot grigio, vermentino e ansonica ma anche di rosso alicante e aleatico — soltanto una piccola parte viene trasformato in vino direttamente dall’azienda: la maggior parte dell’uva viene al contrario venduta ad alcuni dei più prestigiosi produttori di vino delle Toscana.
«A Camporotondo stiamo cercando di coniugare il lavoro con il paesaggio — spiega Filippo Sartor responsabile dell’azienda ed enologo — cerchiamo quindi di avere dei vigneti non solo sani e produttivi ma anche belli da vedere, per questo abbiamo spostato gli olivi centenari dell’azienda lungo la via Aurelia così da fare da cornice alla vigna». Una decisone, quella di estendere ancora le coltivazioni e di aumentare la produzione dei rossi, presa per la grande richiesta di uva prodotta: «Visto il successo della produzione, abbiamo deciso di aumentare e abbiamo colto l’occasione di acquistare i terreni della Vetricella — spiega l’enologo — questo è un territorio vocato per le vigne sia per il clima che per il terreno».
Intanto alla Vetricella stanno facendo la sistemazione fondiaria ma presto verranno piantati i nuovi vitigni rossi: «Anche questi nuovi terreni verranno valorizzati con lo stile dell’azienda — dice Sartor — quindi con la piantumazione degli olivi lungo la strada e con un’attenzione particolare all’estetica». Una scelta, quella di acquistare terreni in Maremma nonostante la tradizione vinicola veneta, fatta per la bellezza del territorio: «Il nostro obiettivo è sempre stato quello di produrre uve di qualità — aggiunge l’esperto — poi la bellezza del territorio e la vicinanza con il mare hanno spinto verso questa direzione, è stato Lauro Buoro che ha visto qui delle potenzialità; di produttori di vino ce ne sono molti e noi per dare un valore aggiunto alla nostra azienda, così da presentarsi al meglio sul mercato – conclude – puntiamo molto anche sull’estetica».
La fattoria di proprietà veneta si estende su 250 ettari di terreno distribuiti sui tre Comuni di Scarlino, Gavorrano e Massa Marittima ma il progetto oggi è quello di allargare ulteriormente gli orizzonti.
Sono infatti stati acquistati dei nuovi terreni dall’azienda di Vetricella, nelle campagne tra Scarlino Scalo e Gavorrano e ancora una volta il paesaggio cambia. Non più campi coltivati ma lunghe distese di filari di vite che modificano il panorama facendolo diventare un tipico paesaggio viticolo ormai molto comune in Toscana.
Ma di tutta la produzione di uve della fattoria di Camporotondo, — che ruota attorno ai 10.000 quintali l’anno tra uve di vitigni di chardonnay, pinot grigio, vermentino e ansonica ma anche di rosso alicante e aleatico — soltanto una piccola parte viene trasformato in vino direttamente dall’azienda: la maggior parte dell’uva viene al contrario venduta ad alcuni dei più prestigiosi produttori di vino delle Toscana.
«A Camporotondo stiamo cercando di coniugare il lavoro con il paesaggio — spiega Filippo Sartor responsabile dell’azienda ed enologo — cerchiamo quindi di avere dei vigneti non solo sani e produttivi ma anche belli da vedere, per questo abbiamo spostato gli olivi centenari dell’azienda lungo la via Aurelia così da fare da cornice alla vigna». Una decisone, quella di estendere ancora le coltivazioni e di aumentare la produzione dei rossi, presa per la grande richiesta di uva prodotta: «Visto il successo della produzione, abbiamo deciso di aumentare e abbiamo colto l’occasione di acquistare i terreni della Vetricella — spiega l’enologo — questo è un territorio vocato per le vigne sia per il clima che per il terreno».
Intanto alla Vetricella stanno facendo la sistemazione fondiaria ma presto verranno piantati i nuovi vitigni rossi: «Anche questi nuovi terreni verranno valorizzati con lo stile dell’azienda — dice Sartor — quindi con la piantumazione degli olivi lungo la strada e con un’attenzione particolare all’estetica». Una scelta, quella di acquistare terreni in Maremma nonostante la tradizione vinicola veneta, fatta per la bellezza del territorio: «Il nostro obiettivo è sempre stato quello di produrre uve di qualità — aggiunge l’esperto — poi la bellezza del territorio e la vicinanza con il mare hanno spinto verso questa direzione, è stato Lauro Buoro che ha visto qui delle potenzialità; di produttori di vino ce ne sono molti e noi per dare un valore aggiunto alla nostra azienda, così da presentarsi al meglio sul mercato – conclude – puntiamo molto anche sull’estetica».
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