Il Tirreno

Grosseto

il cordoglio  

«Lui era così: ruvido e dolcissimo» 

«Lui era così: ruvido e dolcissimo» 

Le parole di Mirella Rossi, l’affetto del M5s, il ritratto dei colleghi

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GROSSETO. Tra amici e colleghi di Piero Gatti è grande il cordoglio per la sua scomparsa. «Piero è stato sin dalla nascita del Movimento un attivista appassionato, impegnato e presente — dice la consigliera comunale dei 5 Stelle Francesca Amore — Piero aveva tanto da dire e da raccontare, peccato che la città di Grosseto non si sia accorta della sua presenza. Piero meritava di più». «Ricordo il giorno in cui l’ho conosciuto — dice Giacomo Gori — Sapeva del mio interesse per le energie rinnovabili, la bioedilizia e la permacultura. Era affascinato dalle case in paglia ed aveva una voglia matta di rottamare i vecchi stereotipi. Da lì ad approdare al M5s, per uno come Piero, il passo fu molto breve. Solo la morte poteva interrompere la voglia di fare di Piero. La morte ci ha portato via una brava persona e un valido attivista». «Piero — scrive Mirella Rossi — era ruvido e dolcissimo, gli ho voluto bene istintivamente. Ci mancherà». «Ho avuto la fortuna di incontrarti come amico e come attivista — dice Emanuele Perugini — e la tua ironia squisitamente piemontese è il ricordo che mi porterò negli anni a venire». Claudia Tafuto, altra attivista del Movimento, lo definisce «uno spirito libero, un pesce fuor d’acqua in questo mondo malato».
L’architetto Massimo Viti ricorda il loro incontro: «Conobbi Piero nel 1996. Partecipammo insieme ad un concorso di architettura sul Water-front di Greenport. Era appena atterrato a Grosseto come un marziano dalla capitale del design ma preceduto dalla sua aurea di luce e di fama. Rimasi impressionato dallo spessore della sua cultura e dalla vivacità della sua mente» . Toccante anche il ritratto che ne fa l’architetto Giovanni Fontana Antonelli: «È morto un maestro, lui che non voleva insegnare. Il profilo importante, la figura elegante, un pezzo della nostra storia migliore, quella che abbiamo esportato in tutto il mondo. Design Made in Italy lo chiamano, oggi pure un po’ vintage. Lo ricorderemo per questo? O per le sue idee nude e originali, dall’industriosa Torino ai tempi dilatati della Maremma. Uomo contro, intelletto vivace, al servizio della libertà». (s. l.)

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