Proteste
il caso
Da Sei Toscana “no” a Petrucci
L’assessora invita a un incontro, l’azienda declina: «Ci sia anche Ato»
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GROSSETO. Dopo tante lamentele da parte dell’assessora comunale grossetana al ciclo rifiuti Simona Petrucci rispetto al servizio di spazzamento e raccolta svolto da Sei Toscana, stavolta è l’azienda che gestisce il ciclo rifiuti per conto del Comune, attraverso l’Ato Toscana sud, a rifilare uno schiaffo all’amministratrice grossetana.
L’occasione è stata l’invito, avanzato da Petrucci a Sei Toscana, e all’Ambiente del Comune di Grosseto, a un incontro per discutere un nuovo progetto di riorganizzazione del servizio.
Che Petrucci sia più che intenzionata a rivedere i termini del servizio di raccolta e spazzamento non è un novità, anzi. L’assessora da tempo ribadisce la volontà di una vera rivoluzione, dal ritorno allo spazzamento con le sole macchine alla fine del porta a porta e l’introduzione di cassonetti hi-tech.
Eppure l’invito a discuterne avanzato a Sei Toscana non è piaciuto a quest’ultima.
«Fermo restando l’apprezzamento per tutte le forme di partecipazione che si possono mettere in campo per migliorare i servizi e condividere nuove proposte – dice l’azienda – troviamo insolito che una pubblica amministrazione si rivolga direttamente ai dipendenti di una società che svolge il servizio pubblico senza concordarne modalità e finalità prima con l’azienda dimenticando, nel caso specifico, di coinvolgere l’Ato Toscana sud, lo strumento associativo che i comuni stessi si sono dati per strutturare, controllare e valutare i servizi offerti da Sei Toscana».
La società – che dal 20 marzo è sotto commissariamento, voluto dall’autorità anticorruzione dopo che gli ex vertici sono finiti nel mirino della Procura di Firenze per presunta corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sulla maxigara d’appalto per l’affidamento del servizio a Grosseto, Siena e Arezzo – ricorda che il contratto di servizio prevede le attività di progettazione dei servizi, fra cui quello relativo allo spazzamento e lavaggio strade, di competenza esclusiva del gestore.
«La nostra società – dice perciò Sei Toscana – si trova nella situazione obbligata di dover declinare l’invito per tutelare i dipendenti stessi che sono chiamati a dare attuazione al servizio secondo le indicazioni che provengono direttamente dalla società per la quale lavorano. Si sottolinea inoltre che l’interlocutore privilegiato di tutti i comuni dovrebbe essere proprio l’Ato Toscana sud».
Sei è però pronta a confrontarsi con il Comune di Grosseto se le modalità dell’incontro saranno riformulate e prevedano un incontro in forma pubblica, con i dirigenti di Sei Toscana e una delegazione dell’Ato sud.
«I momenti di confronto se organizzati con le giuste modalità e con le figure che consentono di dare una ricaduta reale alle istanze emergenti – aggiunge Sei Toscana – sono sempre la via più semplice per fugare gli equivoci e individuare i possibili miglioramenti ad un servizio complesso come quello dello spazzamento e il lavaggio delle strade al quale concorrono più soggetti».
Proprio per questo, conclude la società, «sarebbe auspicabile che a tale incontro partecipi anche una delegazione di Ato Toscana Sud così da rendere più chiaro chi si occupa di trasformare le istanze dei comuni in un progetto di servizio, chi lo deve svolgere e chi deve provvedere a creare le condizioni migliori perché abbia la massima efficacia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’occasione è stata l’invito, avanzato da Petrucci a Sei Toscana, e all’Ambiente del Comune di Grosseto, a un incontro per discutere un nuovo progetto di riorganizzazione del servizio.
Che Petrucci sia più che intenzionata a rivedere i termini del servizio di raccolta e spazzamento non è un novità, anzi. L’assessora da tempo ribadisce la volontà di una vera rivoluzione, dal ritorno allo spazzamento con le sole macchine alla fine del porta a porta e l’introduzione di cassonetti hi-tech.
Eppure l’invito a discuterne avanzato a Sei Toscana non è piaciuto a quest’ultima.
«Fermo restando l’apprezzamento per tutte le forme di partecipazione che si possono mettere in campo per migliorare i servizi e condividere nuove proposte – dice l’azienda – troviamo insolito che una pubblica amministrazione si rivolga direttamente ai dipendenti di una società che svolge il servizio pubblico senza concordarne modalità e finalità prima con l’azienda dimenticando, nel caso specifico, di coinvolgere l’Ato Toscana sud, lo strumento associativo che i comuni stessi si sono dati per strutturare, controllare e valutare i servizi offerti da Sei Toscana».
La società – che dal 20 marzo è sotto commissariamento, voluto dall’autorità anticorruzione dopo che gli ex vertici sono finiti nel mirino della Procura di Firenze per presunta corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sulla maxigara d’appalto per l’affidamento del servizio a Grosseto, Siena e Arezzo – ricorda che il contratto di servizio prevede le attività di progettazione dei servizi, fra cui quello relativo allo spazzamento e lavaggio strade, di competenza esclusiva del gestore.
«La nostra società – dice perciò Sei Toscana – si trova nella situazione obbligata di dover declinare l’invito per tutelare i dipendenti stessi che sono chiamati a dare attuazione al servizio secondo le indicazioni che provengono direttamente dalla società per la quale lavorano. Si sottolinea inoltre che l’interlocutore privilegiato di tutti i comuni dovrebbe essere proprio l’Ato Toscana sud».
Sei è però pronta a confrontarsi con il Comune di Grosseto se le modalità dell’incontro saranno riformulate e prevedano un incontro in forma pubblica, con i dirigenti di Sei Toscana e una delegazione dell’Ato sud.
«I momenti di confronto se organizzati con le giuste modalità e con le figure che consentono di dare una ricaduta reale alle istanze emergenti – aggiunge Sei Toscana – sono sempre la via più semplice per fugare gli equivoci e individuare i possibili miglioramenti ad un servizio complesso come quello dello spazzamento e il lavaggio delle strade al quale concorrono più soggetti».
Proprio per questo, conclude la società, «sarebbe auspicabile che a tale incontro partecipi anche una delegazione di Ato Toscana Sud così da rendere più chiaro chi si occupa di trasformare le istanze dei comuni in un progetto di servizio, chi lo deve svolgere e chi deve provvedere a creare le condizioni migliori perché abbia la massima efficacia».
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