Sicurezza
Strillaie, a fuoco i rifiuti destinati a cdr
di Francesca Ferri
Fiamme in una cella. Barocci (Forum ambientalista): «Subito chiarezza: lì non può esserci materiale autocombustibile»
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GROSSETO. L’allarme è scattato alle 6 di ieri mattina quando il comando dei vigili del fuoco di Grosseto ha ricevuto una telefonata dal personale dell’impianto di trattamento dei rifiuti delle Strillaie, gestito dalla società Futura spa nella campagna tra Grosseto e Marina di Grosseto, non lontano da Casotto Venezia.
Un incendio è divampato in una delle 22 biocelle che contengono rifiuti destinati a diventare cdr (combustibile da rifiuti), ovvero il prodotto che si ottiene dalla lavorazione della spazzatura indifferenziata e che è destinato ad alimentare gli inceneritori.
L’incendio, ha poi fatto sapere la stessa Futura spa, ha interessato 60 delle 9.000 tonnellate di rifiuti presenti nelle biocelle.
I vigili del fuoco del comando grossetano sono intervenuti con una squadra e un’autobotte e hanno lavorato all’interno della cella con una ruspa per smassare il materiale. La squadra ha lavorato con gli autoprotettori in condizioni difficilissime a causa del calore elevato.
Secondo quanto comunicato da Futura spa, l’incendio è stato spento in mezz’ora dai vigili del fuoco dalle 6,30 alle 7. La bonifica è proseguita per circa 4 ore.
Domate le fiamme, è iniziato il lavoro altrettanto difficile per capire cosa abbia provocato l’incendio.
Futura spa parla di un «evento modesto e prontamente risolto» da consentire il normale svolgimento delle attività – il completo funzionamento di tutte le linee di selezione e compostaggio dell’impianto è ripreso però solo nel primo pomeriggio alle 14,30 – e tranquillizza anche sul fronte sanitario. «Il fatto che le fiamme si siano sprigionate all’interno di una biocella dove le attività avvengono in depressione – scrive Futura in una nota – ha permesso di captare i fumi sprigionati e di convogliarli alle linee di depurazione che sono sempre attive a servizio delle aree dove avviene la lavorazione dei rifiuti. L’azienda, in accordo con il personale di Arpat, presente in impianto, farà comunque le necessarie analisi dell’aria a conferma dell’assenza di impatti all’esterno dell’impianto de Le Strillaie».
Intanto sull’episodio sono intervenuti istituzioni e ambientalisti.
Il Comune di Grosseto ha chiesto un incontro urgente con le strutture tecniche di Futura spa e ha pregato l’Autorità di ambito di «effettuare le necessarie determinazioni sui risvolti che l’evento provocherà sui flussi afferenti il ciclo dei rifiuti del comune» per «capire cosa succederà da oggi (ieri) relativamente alla raccolta e al trattamento dei rifiuti prodotti nella città e nei comuni che conferiscono nell’impianto di Futura».
Sull’episodio interviene anche il Forum Ambientalista di Grosseto. «L’incendio dei rifiuti alle Strillaie merita un attento intervento del sindaco di Grosseto e degli uffici della Ausl, finalizzati alla difesa della salute pubblica – dice Roberto Barocci, portavoce del Forum – perché è nota la estrema pericolosità delle emissioni in atmosfera dei composti provenienti dalla combustione di plastiche e metalli e tale pericolosità e tanto maggiore quando la combustione avviene senza neppure quella parziale cattura in uscita di una parte delle polveri formatesi durante la combustione».
Per Barocci «l’intervento delle autorità pubbliche dovrebbe accertare le cause dell’incendio perché alle Strillaie non potevano essere presenti né i rifiuti capaci di innescare incendi, né i rifiuti che hanno un punto di autocombustione inferiore ai 55° C, essendo entrambi classificati come “pericolosi” dall’Allegato I della parte quarte del decreto legislativo 152 del 2006», il cosiddetto “Codice dell’ambiente”.
«D’altra parte – prosegue Barocci – il processo di trasformazione dei rifiuti autorizzato alle Strillaie non prevede in nessun caso la possibilità di incendi. Pertanto la conoscenza della cause dell’incendio di oggi (ieri per chi legge) è necessaria alla messa in opera delle azioni di prevenzione, che competono al sindaco e agli uffici di igiene pubblica della Ausl, al fine di evitare che incidenti come quello di oggi passano ripetersi in futuro».
Le indagini sono affidate ai carabinieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un incendio è divampato in una delle 22 biocelle che contengono rifiuti destinati a diventare cdr (combustibile da rifiuti), ovvero il prodotto che si ottiene dalla lavorazione della spazzatura indifferenziata e che è destinato ad alimentare gli inceneritori.
L’incendio, ha poi fatto sapere la stessa Futura spa, ha interessato 60 delle 9.000 tonnellate di rifiuti presenti nelle biocelle.
I vigili del fuoco del comando grossetano sono intervenuti con una squadra e un’autobotte e hanno lavorato all’interno della cella con una ruspa per smassare il materiale. La squadra ha lavorato con gli autoprotettori in condizioni difficilissime a causa del calore elevato.
Secondo quanto comunicato da Futura spa, l’incendio è stato spento in mezz’ora dai vigili del fuoco dalle 6,30 alle 7. La bonifica è proseguita per circa 4 ore.
Domate le fiamme, è iniziato il lavoro altrettanto difficile per capire cosa abbia provocato l’incendio.
Futura spa parla di un «evento modesto e prontamente risolto» da consentire il normale svolgimento delle attività – il completo funzionamento di tutte le linee di selezione e compostaggio dell’impianto è ripreso però solo nel primo pomeriggio alle 14,30 – e tranquillizza anche sul fronte sanitario. «Il fatto che le fiamme si siano sprigionate all’interno di una biocella dove le attività avvengono in depressione – scrive Futura in una nota – ha permesso di captare i fumi sprigionati e di convogliarli alle linee di depurazione che sono sempre attive a servizio delle aree dove avviene la lavorazione dei rifiuti. L’azienda, in accordo con il personale di Arpat, presente in impianto, farà comunque le necessarie analisi dell’aria a conferma dell’assenza di impatti all’esterno dell’impianto de Le Strillaie».
Intanto sull’episodio sono intervenuti istituzioni e ambientalisti.
Il Comune di Grosseto ha chiesto un incontro urgente con le strutture tecniche di Futura spa e ha pregato l’Autorità di ambito di «effettuare le necessarie determinazioni sui risvolti che l’evento provocherà sui flussi afferenti il ciclo dei rifiuti del comune» per «capire cosa succederà da oggi (ieri) relativamente alla raccolta e al trattamento dei rifiuti prodotti nella città e nei comuni che conferiscono nell’impianto di Futura».
Sull’episodio interviene anche il Forum Ambientalista di Grosseto. «L’incendio dei rifiuti alle Strillaie merita un attento intervento del sindaco di Grosseto e degli uffici della Ausl, finalizzati alla difesa della salute pubblica – dice Roberto Barocci, portavoce del Forum – perché è nota la estrema pericolosità delle emissioni in atmosfera dei composti provenienti dalla combustione di plastiche e metalli e tale pericolosità e tanto maggiore quando la combustione avviene senza neppure quella parziale cattura in uscita di una parte delle polveri formatesi durante la combustione».
Per Barocci «l’intervento delle autorità pubbliche dovrebbe accertare le cause dell’incendio perché alle Strillaie non potevano essere presenti né i rifiuti capaci di innescare incendi, né i rifiuti che hanno un punto di autocombustione inferiore ai 55° C, essendo entrambi classificati come “pericolosi” dall’Allegato I della parte quarte del decreto legislativo 152 del 2006», il cosiddetto “Codice dell’ambiente”.
«D’altra parte – prosegue Barocci – il processo di trasformazione dei rifiuti autorizzato alle Strillaie non prevede in nessun caso la possibilità di incendi. Pertanto la conoscenza della cause dell’incendio di oggi (ieri per chi legge) è necessaria alla messa in opera delle azioni di prevenzione, che competono al sindaco e agli uffici di igiene pubblica della Ausl, al fine di evitare che incidenti come quello di oggi passano ripetersi in futuro».
Le indagini sono affidate ai carabinieri.
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