Sicurezza
Multa al camion fuori regola con 900 agnelli
di Fiora Bonelli
Fermato in Friuli un carico dalla Romania diretto a Roccalbegna. Lo spazio per gli animali era troppo stretto
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ROCCALBEGNA. Tempo di Pasqua, tempo di agnello: ma l’agnello Igp del centro Italia, l’abbacchio romano, l’agnello sardo, tutti griffati e gli altri agnelli che vengono allevati nei pascoli del territorio italiano sono esauriti. E così l’agnello da imbandire sulla tavola pasquale si va a cercare all’estero. Dalla Romania, soprattutto. Senza andare tanto per il sottile.
Infatti, nella nottata del 7 aprile scorso, una pattuglia della sezione polizia stradale di Trieste che ha sottoposto a controllo un autoarticolato di nazionalità rumena al valico di Fernetti in ingresso nel territorio nazionale, ha trovato che qualcosa non andava.
L’autoarticolato era diretto a Roccalbegna e trasportava 905 agnelli. Dai controlli effettuati, in collaborazione con il veterinario dell’Ufficio Uvac di Udine, è risultato che, visto il peso medio pari a circa 14 chili, ciascun animale non aveva a disposizione una capacità di movimento naturale e una ventilazione adeguata.
All’autista dell’autoarticolato, di cittadinanza rumena, è stata quindi comminata una sanzione di circa 1.300 euro concernente la violazione delle disposizioni relative al benessere degli animali. Gli è anche stato intimato, prima di riprendere il viaggio, di ripartire il carico su due trasporti per permettere agli animali un viaggio decoroso secondo i limiti previsti dalla legge.
L’operazione si inserisce nel lavoro della task force della polizia stradale di tutta Italia che tiene d’occhio il trasporto degli animali vivi verso i macelli e destinati quindi alle tavole italiane ed è durata complessivamente cinque giorni, per intensificare le verifiche delle condizioni di trasporto degli agnelli in vista delle prossime festività pasquali, con l’obiettivo di contrastare possibili forme di maltrattamento durante il viaggio.
Nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia, 55 pattuglie della polizia stradale, coadiuvate da operatori Uvac e della Ausl, hanno effettuato controlli sui veicoli adibiti al trasporto di animali vivi, fra cui, appunto, i 905 destinati a Roccalbegna.
«Fossero solo quei 905 – sbotta Virgilio Manini, presidente dell’associazione Agnello del centro Italia Igp –. Il mattatoio di Roccalbegna a cui erano diretti è una goccia nel mare. Vi sono mattatoi in Italia, che macellano anche 300.000 agnelli provenienti dall’estero sotto Pasqua. L’Italia è deficitaria di carne di agnello del 50 per cento rispetto alle richieste del mercato. Perché nonostante le campagne antiagnello la gente per fortuna questa carne la gradisce e la chiede. Così importiamo in specie dalla Romania, ma anche da altri paesi europei. E con regole sanitarie ben diverse dalle nostre che sono, diversamente da quelle rumene, molto rigorose e danno totale garanzia ai consumatori».
Poi, naturalmente, vi sono prezzi più bassi. «Per esempio l’agnello rumeno – dice Manini – parte da un prezzo di 2 euro circa. I nostri da 3 euro. Ma c’è una bella differenza in termini di qualità».
Manini sottolinea con forza che «dunque la carne manca. Agli allevatori italiani si tagliano le gambe, si preferisce far mangiare gli agnelli ai lupi e così facendo si incentiva un’importazione selvaggia che vede viaggiare centinaia di bilici al giorno stipati di agnelli, dalla Romania all’Italia».
Nel mirino del presidente dell’Associazione Agnello del centro Italia Igp finisce anche l’ex premier Silvio Berlusconi.
«Ci si è messo a fare pubblicità contro la nostra produzione anche il Cavaliere – dice Manini – che ha eletto l’agnello animale da compagnia. Un danno materiale e morale per noi che ogni giorno e ogni notte ci impegniamo per un prodotto genuino e sicuro da portare sulle nostre tavole. Ce lo trovi il Cavaliere, un mercato per l’agnello da compagnia. A noi andrebbe più che bene. Peccato, però, che poi quando diventa pecora, il biberon non glielo può più dare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Infatti, nella nottata del 7 aprile scorso, una pattuglia della sezione polizia stradale di Trieste che ha sottoposto a controllo un autoarticolato di nazionalità rumena al valico di Fernetti in ingresso nel territorio nazionale, ha trovato che qualcosa non andava.
L’autoarticolato era diretto a Roccalbegna e trasportava 905 agnelli. Dai controlli effettuati, in collaborazione con il veterinario dell’Ufficio Uvac di Udine, è risultato che, visto il peso medio pari a circa 14 chili, ciascun animale non aveva a disposizione una capacità di movimento naturale e una ventilazione adeguata.
All’autista dell’autoarticolato, di cittadinanza rumena, è stata quindi comminata una sanzione di circa 1.300 euro concernente la violazione delle disposizioni relative al benessere degli animali. Gli è anche stato intimato, prima di riprendere il viaggio, di ripartire il carico su due trasporti per permettere agli animali un viaggio decoroso secondo i limiti previsti dalla legge.
L’operazione si inserisce nel lavoro della task force della polizia stradale di tutta Italia che tiene d’occhio il trasporto degli animali vivi verso i macelli e destinati quindi alle tavole italiane ed è durata complessivamente cinque giorni, per intensificare le verifiche delle condizioni di trasporto degli agnelli in vista delle prossime festività pasquali, con l’obiettivo di contrastare possibili forme di maltrattamento durante il viaggio.
Nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia, 55 pattuglie della polizia stradale, coadiuvate da operatori Uvac e della Ausl, hanno effettuato controlli sui veicoli adibiti al trasporto di animali vivi, fra cui, appunto, i 905 destinati a Roccalbegna.
«Fossero solo quei 905 – sbotta Virgilio Manini, presidente dell’associazione Agnello del centro Italia Igp –. Il mattatoio di Roccalbegna a cui erano diretti è una goccia nel mare. Vi sono mattatoi in Italia, che macellano anche 300.000 agnelli provenienti dall’estero sotto Pasqua. L’Italia è deficitaria di carne di agnello del 50 per cento rispetto alle richieste del mercato. Perché nonostante le campagne antiagnello la gente per fortuna questa carne la gradisce e la chiede. Così importiamo in specie dalla Romania, ma anche da altri paesi europei. E con regole sanitarie ben diverse dalle nostre che sono, diversamente da quelle rumene, molto rigorose e danno totale garanzia ai consumatori».
Poi, naturalmente, vi sono prezzi più bassi. «Per esempio l’agnello rumeno – dice Manini – parte da un prezzo di 2 euro circa. I nostri da 3 euro. Ma c’è una bella differenza in termini di qualità».
Manini sottolinea con forza che «dunque la carne manca. Agli allevatori italiani si tagliano le gambe, si preferisce far mangiare gli agnelli ai lupi e così facendo si incentiva un’importazione selvaggia che vede viaggiare centinaia di bilici al giorno stipati di agnelli, dalla Romania all’Italia».
Nel mirino del presidente dell’Associazione Agnello del centro Italia Igp finisce anche l’ex premier Silvio Berlusconi.
«Ci si è messo a fare pubblicità contro la nostra produzione anche il Cavaliere – dice Manini – che ha eletto l’agnello animale da compagnia. Un danno materiale e morale per noi che ogni giorno e ogni notte ci impegniamo per un prodotto genuino e sicuro da portare sulle nostre tavole. Ce lo trovi il Cavaliere, un mercato per l’agnello da compagnia. A noi andrebbe più che bene. Peccato, però, che poi quando diventa pecora, il biberon non glielo può più dare».
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