La manifestazione
Gonnelli dice addio alla maggioranza
Il consigliere maglianese annuncia che non parteciperà al consiglio comunale decisivo per la tenuta del governo cittadino
MAGLIANO IN TOSCANA. Lo strappo non è più ricucibile e il commissariamento del Comune di Magliano, a meno di colpi di scena, appare ormai solo questione di giorni. Maurizio Gonnelli, consigliere comunale di maggioranza a Magliano, non si presenterà al cruciale consiglio comunale del 2 maggio, convocato per approvare il bilancio di previsione 2017 e al quale è appeso il futuro dell’amministrazione Cinelli.
Da ieri il Comune è ufficialmente diffidato dalla prefetta di Grosseto. Come prevede la legge, se il bilancio non sarà approvato il 2 maggio, il Comune verrà commissariato. E, a meno di sostegni dell’ultim’ora da parte della minoranza, l’eventualità che ciò avvenga è molto alta visto che il sindaco Diego Cinelli non potrà più contare sul voto di Gonnelli, senza il quale la maggioranza non ha i numeri per governare.
Per annunciare la sua uscita dal consiglio e dalla maggioranza Gonnelli ha convocato ieri una conferenza stampa congiunta con Massimo Felicioni, con il quale nel 2014 realizzò il progetto politico “Magliano oggi” che contribuì alla vittoria di Cinelli. È stata l’occasione per analizzare ciò che ha portato alla decisione di andarsene. «Il mancato avviso che sarebbero arrivati i migranti sul territorio è stato solo l’ultimo episodio – dice Gonnelli –. Nel mezzo ci sono stati tre anni trascorsi a fare proposte rimaste senza risposta, di secchi no e di richieste di aiuto in extremis, come nel caso del defenestramento della vicesindaca Monica Stefanini».
Gonnelli e Felicioni rivendicano (meglio sarebbe dire rimpiangono) di aver contribuito alla vittoria di Cinelli con la loro lista civica: «Era un emerito sconosciuto, il suo personaggio è stato completamente costruito, gli abbiamo dato strumenti e portato voti», dicono Felicioni e Gonnelli. Ma che il “matrimonio” politico sia nato sotto una luna storta è stato chiaro da subito: Cinelli, infatti, non ha mai fatto mistero di essere vicino al centrodestra. «Ho ingoiato il rospo solo per il bene dei maglianesi”, dice oggi Gonnelli.
Dopo tre anni vissuti «ai margini al cento per cento», in cui ci sono stati «passaggi politici molto importanti compiuti dal sindaco e a noi notificati a decisione già presa», quello che Gonnelli contesta è il bilancio di previsione, costruito, dice il consigliere, «all’interno delle segrete stanze». Per Gonnelli i fondi destinati ai consorzi stradali sono «una miseria», «idem per le manutenzioni e peggio per le politiche sociali». Brucia anche la mancata approvazione della variante urbanistica.
Quanto ai migranti, accolti da un privato in un casale nel Parco della Maremma, Gonnelli rimprovera a Cinelli di non averlo avvertito (Gonnelli aveva chiesto non assessorati ma di essere il punto di riferimento per il proprio territorio di Cupi e Collecchio).
Nel cahiers des doléances Felicioni e Gonnelli mettono anche il clima pesante che si respirerebbe a Magliano, fatto – a loro dire – di minacce alla persona e alle attività. Su tali episodi, ha spiegato Felicioni in conferenza stampa, non sono però state sporte denunce.
Infine brucia quello che per Gonnelli e Felicioni è stato il tentativo di trasformare la loro lista civica in un soggetto a connotazione politica di centrodestra, alla luce del riposizionamento di Felicioni nel panorama politico. «Sono iscritto al circolo di Matteo Renzi di Firenze», dice Felicioni. «Ormai l’esperienza di Magliano oggi è chiusa». E lo stesso Gonelli comincia a guardare nella stessa direzione politica.
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