Il Tirreno

Grosseto

Capannone e marchi Due gare per ripartire 

di Francesca Gori
Capannone e marchi Due gare per ripartire 

Pubblicati gli avvisi: l’apertura delle buste a fine maggio

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GROSSETO. C’è la data, anzi ce ne sono due, da segnare in rosso sul calendario. Due date che potrebbero segnare davvero la svolta nella vertenza ex Mabro che torna a fine maggio in tribunale, con due vendite giudiziarie: quella del capannone di via Senese e quella del marchio e dei beni mobili, come i macchinari e gli arredi dello stabilimento. Due aste giudiziarie distinte, così come previsto dalle procedure fallimentari.
Il prezzo a base d’asta del capannone (8.265 metri quadrati di coperto che si sviluppano su una superficie di 19.290 metri quadrati) e che comprende, oltre all’opificio, anche gli appartamenti e gli uffici, oltre al factory store, è di 4 milioni e 650mila euro, con un aumento in caso di gara di 50.000 euro a rilancio.
Insieme a questo primo lotto, il giudice delegato Claudia Frosini ha autorizzato anche la vendita del secondo lotto, una porzione di terreno edificabile di 13.900 metri quadrati per 767.000 euro, con un rialzo di 10.000 euro ad offerta. Chi fosse interessato all’acquisto dell’immobile quindi, deve presentare la propria offerta irrevocabile entro le 9,30 del 29 maggio allo studio del notaio Luciano Giorgetti, in via Porciatti, 5. le buste verranno aperte il giorno successivo e nel caso in cui le offerte siano più di una, verrà indetta una gara con i rialzi minimi indicati. Stesso discorso per la vendita del marchio e dei macchinari della società che sono stati valutati dal commercialista Mario Morandini 148.000 euro. Tra i beni ci sono il marchio Mabro e il marchio Giorgio Reggiani, oltre a tutte le attrezzature che sono rimaste nel capannone di via Senese: macchine da cucire, presse per stirare, tavole per tagliare.
L’asta per la vendita dei beni mobili e dei marchi scade il 23 maggio e le offerte in busta chiusa devono essere inviate allo studio del notaio Gaia Castracani, in corso Carducci, 76 allegando un assegno circolare pari al 10% del prezzo offerto.
Potrebbe esserci, quindi, la tanto attesa svolta nelle buste che verranno inviate agli studi dei due notai. «Ce lo auguriamo tutti - dice il curatore fallimentare di Abbigliamento Grosseto Francesco Carri - Qualche telefonata l’ho già ricevuta, ma di concreto non ci potrà essere niente fino all’apertura delle buste con le offerte». Telefonate da parte di advisor o avvocati che rappresentavano marchi e imprenditori, tutti italiani, e che hanno chiesto alcune informazioni sull’ex Mabro.
È la procedura fallimentare a permettere al curatore di procedere con la vendita di beni mobili e immobili seguendo questa formula. «In questa fase non ci sono i vincoli della gestione straordinaria - spiega Carri - quindi tutto il ragionamento sui livelli occupazionali e anche sul piano industriale verrà rimandato a dopo l’assegnazione della società».
Condivisa con il ragionier Enrico Domenichelli, curatore del fallimento di Royal Tuscany, la scelta di pubblicare l’avviso di vendita del capannone e dei marchi lo stesso giorno. «Se qualcuno fosse interessato al “pacchetto completo”- dice ancora Carri - questa è l’occasione giusta per farsi avanti. Fino ad allora, non ci saranno altre novità, ora resta solo che aspettare».

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