Il dolore
La Pro loco è rinata «All’opera per il paese»
di Francesca Ferri
Dopo tre anni di assenza l’associazione si ricostituisce con giovani leve In programma eventi col Parco e col Comune e ascolto degli abitanti
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ALBERESE. Ci sono tanti problemi da risolvere ad Alberese: decoro urbano, servizi, viabilità. Gli abitanti della frazione del comune di Grosseto li hanno elencati nell’ultimo Caffè Tirreno, l’appuntamento che porta i giornalisti del Tirreno a incontrare i cittadini nei quartieri e nelle frazioni e che giovedì scorso è stato ospitato al Bar Ducale di Alberese.
Eppure nel paese alle porte del Parco della Maremma c’è anche tanta voglia di rimboccarsi le maniche e mettersi in prima persona al lavoro per partecipare, tutti insieme, alla rinascita del paese. E in prima fila ci sono i giovani.
Il volto pulito e operoso della Alberese che si dà da fare è quello di Chiara Zella, 23 anni, che giovedì scorso è venuta al Bar Ducale per presentarsi e presentare la neoricostituita associazione Pro loco di cui è consigliera. Con lei c’erano anche altri tre associati.
«L’associazione mancava da tre o quattro anni _ spiega Chiara _ da quando la sede nello chalet in piazza del Combattete è stata chiusa e l’associazione non svolgeva più la sua funzione. Circa un mese fa l’abbiamo ricostituita».
Il consiglio conta undici persone di tutte le età, dai vent’anni in su. Il presidente è Luca Varaglioti. «Poi però ci sono tutti gli altri iscritti e sono tanti», dice con orgoglio Chiara.
La vocazione primaria di ogni Pro loco è l’organizzazione di eventi e iniziative. Qua ad Alberese, però, come succede anche in altri piccoli paesi da quando sono scomparse le circoscrizioni, l’associazione fa anche da ponte di collegamento tra gli abitanti, le loro esigenze e l’amministrazione comunale. «Raccogliamo segnalazioni e le giriamo al Comune», conferma Chiara.
Il lavoro, insomma, è tanto, e la Pro loco si è già messa all’opera.
Primo punto, recuperare un canale di comunicazione e collaborazione con l’importante vicino, l’Ente Parco della Maremma. «Alcuni giorni fa abbiamo fatto una riunione – dice Chiara –. Cercheremo di collaborare per eventi da fare insieme». Qualcosa già bolle in pentola, a cominciare dall’appoggio per la Settimana dei Parchi. Ma non c’è solo la collaborazione con il Parco.
«Insieme al Comune abbiamo in programma presentazioni di libri e cinema all’aperto – prosegue Chiara – e un altro progetto, ma ancora molto in nuce, della pulizia della spiaggia».
Tante idee, tante energie, ma ancora tanto lavoro da fare. A cominciare dal sistemare la sede dell’associazione, il gazebo in legno in piazza del Combattente.
La struttura è abbandonata da tempo, anche se all’interno sono conservati ancora libri, opuscoli e altro materiale. All’esterno il legno è tutto rovinato, la parabola rotta e ciondolante, i manifesti ormai sbiaditi.
C’è anche qualcuno che lo vorrebbe abbattere e la questione è saltata fuori anche a Caffè Tirreno.
«Come lo vuole abbattere?», ha chiesto tra la meraviglia e il disappunto Chiara Zella a Italo Di Fiore, un compaesano che ha proposto la riqualificazione della piazza, con un progetto che coinvolga anche il liceo artistico di Grosseto, che preveda prima di tutto l’abbattimento dello chalet della Pro loco. «Sì, fa schifo, è inutilizzato da tre anni», ha risposto Di Fiore. Chiara e gli altri associati della Pro loco non sono della stessa opinione.
«Una sede ci vuole e quella è la nostra sede – spiega la giovane – lì ci sono tutte le nostre cose».
Serve qualche lavoretto per sistemarlo? Nessun problema: i volontari sono pronti a darsi da fare. Per l’associazione, per il paese e per i suoi abitanti. Insomma, per il futuro di un’intera comunità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Eppure nel paese alle porte del Parco della Maremma c’è anche tanta voglia di rimboccarsi le maniche e mettersi in prima persona al lavoro per partecipare, tutti insieme, alla rinascita del paese. E in prima fila ci sono i giovani.
Il volto pulito e operoso della Alberese che si dà da fare è quello di Chiara Zella, 23 anni, che giovedì scorso è venuta al Bar Ducale per presentarsi e presentare la neoricostituita associazione Pro loco di cui è consigliera. Con lei c’erano anche altri tre associati.
«L’associazione mancava da tre o quattro anni _ spiega Chiara _ da quando la sede nello chalet in piazza del Combattete è stata chiusa e l’associazione non svolgeva più la sua funzione. Circa un mese fa l’abbiamo ricostituita».
Il consiglio conta undici persone di tutte le età, dai vent’anni in su. Il presidente è Luca Varaglioti. «Poi però ci sono tutti gli altri iscritti e sono tanti», dice con orgoglio Chiara.
La vocazione primaria di ogni Pro loco è l’organizzazione di eventi e iniziative. Qua ad Alberese, però, come succede anche in altri piccoli paesi da quando sono scomparse le circoscrizioni, l’associazione fa anche da ponte di collegamento tra gli abitanti, le loro esigenze e l’amministrazione comunale. «Raccogliamo segnalazioni e le giriamo al Comune», conferma Chiara.
Il lavoro, insomma, è tanto, e la Pro loco si è già messa all’opera.
Primo punto, recuperare un canale di comunicazione e collaborazione con l’importante vicino, l’Ente Parco della Maremma. «Alcuni giorni fa abbiamo fatto una riunione – dice Chiara –. Cercheremo di collaborare per eventi da fare insieme». Qualcosa già bolle in pentola, a cominciare dall’appoggio per la Settimana dei Parchi. Ma non c’è solo la collaborazione con il Parco.
«Insieme al Comune abbiamo in programma presentazioni di libri e cinema all’aperto – prosegue Chiara – e un altro progetto, ma ancora molto in nuce, della pulizia della spiaggia».
Tante idee, tante energie, ma ancora tanto lavoro da fare. A cominciare dal sistemare la sede dell’associazione, il gazebo in legno in piazza del Combattente.
La struttura è abbandonata da tempo, anche se all’interno sono conservati ancora libri, opuscoli e altro materiale. All’esterno il legno è tutto rovinato, la parabola rotta e ciondolante, i manifesti ormai sbiaditi.
C’è anche qualcuno che lo vorrebbe abbattere e la questione è saltata fuori anche a Caffè Tirreno.
«Come lo vuole abbattere?», ha chiesto tra la meraviglia e il disappunto Chiara Zella a Italo Di Fiore, un compaesano che ha proposto la riqualificazione della piazza, con un progetto che coinvolga anche il liceo artistico di Grosseto, che preveda prima di tutto l’abbattimento dello chalet della Pro loco. «Sì, fa schifo, è inutilizzato da tre anni», ha risposto Di Fiore. Chiara e gli altri associati della Pro loco non sono della stessa opinione.
«Una sede ci vuole e quella è la nostra sede – spiega la giovane – lì ci sono tutte le nostre cose».
Serve qualche lavoretto per sistemarlo? Nessun problema: i volontari sono pronti a darsi da fare. Per l’associazione, per il paese e per i suoi abitanti. Insomma, per il futuro di un’intera comunità.
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