Sicurezza
Il fatidico sì al museo o sulla spiaggia Via libera del Comune
di Paola Villani ;
Gli spazi diversi dalla sala del Municipio saranno a pagamento Presto verrà pubblicato il bando per l’accesso dei privati
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FOLLONICA. Sposarsi in spiaggia o al museo? A breve a Follonica si potrà unirsi civilmente in matrimonio anche fuori dal municipio.
Anche la città del golfo si adegua alle nuove tendenze: pronunciare il fatidico “sì” sarà possibile, su richiesta, anche in spazi caratteristici come il Magma, o il nuovo teatro Leopolda, ancora il giardino dell’ex Casello Idraulico o magari sulla spiaggia, anche in uno stabilimento balneare privato.
Se in Municipio la celebrazione non avrà un costo, all’esterno ci sarà da pagare una quota che presto l’amministrazione andrà a quantificare. Nel 2012 a sdoganare la celebrazione del rito civile fuori dalla sede classica del palazzo comunale, come vuole l’articolo 106 del Codice civile («Il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale davanti all’ufficiale dello stato civile al quale fu fatta la richiesta di pubblicazione») fu, almeno in Maremma, il Comune di Scarlino: si decise di dare la possibilità ai futuri sposini di pronunciare la promessa nell’incantevole spiaggia di Cala Violina. A quattro anni di distanza anche Follonica si allinea alle richieste delle giovani coppie, offrendo loro un ventaglio di possibilità che non siano solo la sala consiliare o la sala Martini della Biblioteca della ghisa. Dire sì presto sarà quindi possibile in Fonderia 1, nel complesso Fonderia II (Leopoldina, chiostro esterno, teatro), al Museo Magma, nel giardino del Casello idraulico. «Sarà possibile celebrare il matrimonio o l’unione civile, su richiesta degli interessati, anche in altri sedi e luoghi idonei, di proprietà comunale o anche di soggetti terzi, pubblici o privati, preventivamente individuati e destinati a tal fine ad essere Casa comunale», così spiegano dal municipio.
«L’idea, che stiamo portando in approvazione con delibera di giunta – dice il sindaco Andrea Benini - nasce dalla volontà di assecondare le tendenze degli ultimi anni per la celebrazione dei matrimoni. Per questo abbiamo pensato di sfruttare l’appetibilità di alcune strutture storiche e culturali, rappresentative della città e di indubbio fascino, che potranno offrire scenari particolari. E mentre la celebrazione in sala del consiglio o in saletta Martini resterà gratuita, come per legge, gli altri luoghi avranno un costo, che sarà definito nel disciplinare. Ma apriremo anche a luoghi privati all’aperto».
L’amministrazione pubblicherà un avviso affinché le strutture interessate possano fare richiesta per entrare nell’elenco degli spazi a disposizione per la celebrazione del rito, che dovranno rispettare alcune caratteristiche (per esempio la superficie non dovrà essere inferiore a 25 metri quadrati) e sottostare ad delle regole. «L’idea del luogo all’aperto – continua il sindaco - è molto richiesta dai futuri sposi e spesso i luoghi candidati sono gli stabilimenti balneari e le spiagge. Basterà creare uno spazio idoneo e attenersi a quanto sarà definito nel disciplinare, e siamo certi che, sviluppando queste nuove potenzialità di attrazione, la nostra città potrà divenire una meta molto appetibile per i futuri sposi, anche provenienti da altre nazioni».
Anche la città del golfo si adegua alle nuove tendenze: pronunciare il fatidico “sì” sarà possibile, su richiesta, anche in spazi caratteristici come il Magma, o il nuovo teatro Leopolda, ancora il giardino dell’ex Casello Idraulico o magari sulla spiaggia, anche in uno stabilimento balneare privato.
Se in Municipio la celebrazione non avrà un costo, all’esterno ci sarà da pagare una quota che presto l’amministrazione andrà a quantificare. Nel 2012 a sdoganare la celebrazione del rito civile fuori dalla sede classica del palazzo comunale, come vuole l’articolo 106 del Codice civile («Il matrimonio deve essere celebrato pubblicamente nella casa comunale davanti all’ufficiale dello stato civile al quale fu fatta la richiesta di pubblicazione») fu, almeno in Maremma, il Comune di Scarlino: si decise di dare la possibilità ai futuri sposini di pronunciare la promessa nell’incantevole spiaggia di Cala Violina. A quattro anni di distanza anche Follonica si allinea alle richieste delle giovani coppie, offrendo loro un ventaglio di possibilità che non siano solo la sala consiliare o la sala Martini della Biblioteca della ghisa. Dire sì presto sarà quindi possibile in Fonderia 1, nel complesso Fonderia II (Leopoldina, chiostro esterno, teatro), al Museo Magma, nel giardino del Casello idraulico. «Sarà possibile celebrare il matrimonio o l’unione civile, su richiesta degli interessati, anche in altri sedi e luoghi idonei, di proprietà comunale o anche di soggetti terzi, pubblici o privati, preventivamente individuati e destinati a tal fine ad essere Casa comunale», così spiegano dal municipio.
«L’idea, che stiamo portando in approvazione con delibera di giunta – dice il sindaco Andrea Benini - nasce dalla volontà di assecondare le tendenze degli ultimi anni per la celebrazione dei matrimoni. Per questo abbiamo pensato di sfruttare l’appetibilità di alcune strutture storiche e culturali, rappresentative della città e di indubbio fascino, che potranno offrire scenari particolari. E mentre la celebrazione in sala del consiglio o in saletta Martini resterà gratuita, come per legge, gli altri luoghi avranno un costo, che sarà definito nel disciplinare. Ma apriremo anche a luoghi privati all’aperto».
L’amministrazione pubblicherà un avviso affinché le strutture interessate possano fare richiesta per entrare nell’elenco degli spazi a disposizione per la celebrazione del rito, che dovranno rispettare alcune caratteristiche (per esempio la superficie non dovrà essere inferiore a 25 metri quadrati) e sottostare ad delle regole. «L’idea del luogo all’aperto – continua il sindaco - è molto richiesta dai futuri sposi e spesso i luoghi candidati sono gli stabilimenti balneari e le spiagge. Basterà creare uno spazio idoneo e attenersi a quanto sarà definito nel disciplinare, e siamo certi che, sviluppando queste nuove potenzialità di attrazione, la nostra città potrà divenire una meta molto appetibile per i futuri sposi, anche provenienti da altre nazioni».
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