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Dimissioni fulminee per Nello Nanni «Principio sbagliato»

di Fiora Bonelli
Dimissioni fulminee per Nello Nanni «Principio sbagliato»

ARCIDOSSO. Nello Nanni, nominato appena sabato scorso coordinatore del centro studi David Lazzaretti di Arcidosso, si dimette dal comitato scientifico. Una perdita pesante per il laboratorio di...

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ARCIDOSSO. Nello Nanni, nominato appena sabato scorso coordinatore del centro studi David Lazzaretti di Arcidosso, si dimette dal comitato scientifico. Una perdita pesante per il laboratorio di Lazzaretti, perché Nanni è da decenni sicuramente lo studioso più profondo e rigoroso degli scritti inediti del profeta dell’Amiata.
Le dimissioni sono state presentate subito dopo la riunione del comitato scientifico da cui è uscita eletta, come presidente, Anna Scattigno, docente universitaria fiorentina il cui nome già da tempo aleggiava fra i membri del comitato. A onor del vero anche il nome di Nanni era fra i favoriti per ricoprire il ruolo di presidenza fin dall’estate scorsa.
«Ma non ho dato le dimissioni perché ho qualcosa a che ridire contro Scattigno – spiega Nanni – che anzi considero un’ottima ricercatrice. Contesto invece il principio di affidare all’università le redini del complesso scientifico, a scapito dei ricercatori locali».
Nanni si è sentito anche colpito nel vivo dal fatto che i membri del comitato abbiano fatto propria la posizione espressa in una lettera inviata al Centro studi da Francesco Pitocco, ex presidente del centro e professore universitario.
«Ritengo inaccettabile la logica proposta da Pitocco – scrive Nanni nelle sue dimissioni – e fatta propria dal sindaco e dalla maggior parte del comitato. Secondo Pitocco, la conduzione e la progettualità del Centro studi deve essere delegata all’ambito universitario, da cui deve provenire anche il presidente. Questa sorta di supremazia dell’università nei confronti della cultura locale, e quindi nei riguardi di quelle persone che si interessano con studi e ricerche alla vicenda lazzarettiana, ha il sapore di una vera e propria espropriazione culturale. Sono convinto che il mondo universitario è insostituibile e andrà sempre ricercato il contributo di quei professori disposti ad approfondire la questione. Ma altra cosa è il motore primo, che per essere vivo e vitale, deve essere ben radicato sul territorio, possederne quella memoria che a volte non è solo frutto di studi, ma di ricordi e di esperienze vissute».
La questione che pone Nanni non è di poco conto, perché si picca di valorizzare tutto il lavoro di grande respiro fatto da decine di anni dai ricercatori locali attorno a David. Lavoro appassionato e gratuito, che la nomina di Nanni a presidente avrebbe suggellato. Fra i tanti recenti lavori su Lazzaretti, quello di Nanni stesso, quello di suo figlio Michele Nanni, regista di un film sul messia di Monte Labro, Roberto Magnani, che ha scritto un libro e sta portando nei teatri il monologo sul santo David, Paolo Lorenzoni, scrittore di un bel volume uscito di recente sull’avventura di Lazzaretti, Marco Farmeschi ricercatore dei lati più misteriosi della figura di David, Marco Pastorelli e Carlo Goretti curatori della traduzione della monografia di Emil Rassmussen, la scrittrice Anna Innocenti Periccioli prima presidente del Centro, nipote di Bianca, figlia di Lazzaretti. E d’altra parte anche i presidenti del Centro, a cominciare da Anna Periccioli, sono stati tutti esponenti del terreno culturale arcidossino, a esclusione di Pitocco: Mario Franceschelli, Pier Luigi Marini, Marco Pastorelli. «Spero che in un futuro non lontanissimo la mia tesi sarà riconosciuta legittima – chiude Nanni – e allora, forse, se me ne sarà fatta richiesta, potrò rientrare nel comitato».
Intanto il consigliere comunale Corrado Lazzeroni, a nome di tutta la minoranza, si dice «dispiaciut» delle dimissioni di Nanni. «Anch’io avrei preferito che alla presidenza ci fosse un ricercatore locale», dice.

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