Sicurezza
Cani di razze pregiate ma era solo una truffa
di Francesca Gori
Una decina di animali venduti in tutta Italia che non sono mai stati consegnati I pagamenti avvenivano tramite Postepay: denunciato un quarantaduenne
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GROSSETO. La parlantina non gli manca e nemmeno la conoscenza di razze pregiate di cani che probabilmente ha studiato fin nei minimi dettagli prima di avviare una vera e propria attività di vendita online di cuccioli. Senza però aver mai avuto a disposizione i cagnolini che avrebbe dovuto consegnare a chi aveva pagato migliaia di euro per averli.
A scoprire e ricostruire il sistema messo in piedi da un grossetano di 42 anni sono stati gli uomini della polizia postale di Grosseto che hanno ricevuto nove denunce soltanto nell’ultimo anno.
Il sistema era semplice e collaudato: il quarantaduenne pubblicava annunci su un sito Internet specializzato nella vendita dei cuccioli. E ce n’era davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche visto che i prezzi oscillavano tra i 700 e i 1300 euro: husky, barbonicini nani, volpini della Pomerania, bouledog francesi, le razze che venivano proposte. L’uomo incassava i soldi, un acconto, o in alcuni casi direttamente l’intera cifra pattuita su una tessere ricaricabile Postepay intestata al padre e per portare avanti le contrattazioni e la vendita utilizzava una scheda telefonica intestata a una donna straniera, sperando così di farla franca. Perché a fronte dei soldi riscossi, i cani non sono mai stati consegnati.
Alla polizia postale sono arrivate nove denunce nel giro di un anno. I clienti dell’uomo si erano connessi al sito Internet www.annuncianimali.it e avevano scelto il cucciolo da acquistare, poi avevano contattato l’uomo che aveva pattuito il prezzo prima della messinscena finale. Quegli animali infatti non sono mai esistiti e il quarantaduenne grossetano cercava di prendere tempo inventandosi una serie di scuse: dal blocco dei cagnolini alla dogana, a un’improvvisa malattia che aveva contagiato tutta la cucciolata e che aveva costretto l’uomo a far tornare indietro gli animali. I cani infatti - almeno così spiegava ai suoi potenziali clienti - arrivavano dall’estero ed erano di razza purissima. In questo modo, era convinto di farla franca anche davanti alla legge: prendeva tempo, cercando di far passare i 90 giorni di tempo entro i quali i truffati potevano presentare querela, senza però considerare il fatto che il reato si compie da quando la vittima ne viene a conoscenza.
Gli uomini della polizia postale, coordinati dall’ispettore superiore Stefano Niccoli, sono andati a casa dell’uomo con un mandato di perquisizione e hanno sequestrato la Postepay sulla quale erano state accreditate le cifre per la falsa vendita dei cani, oltre al cellulare utilizzato dall’uomo per portare avanti la truffa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A scoprire e ricostruire il sistema messo in piedi da un grossetano di 42 anni sono stati gli uomini della polizia postale di Grosseto che hanno ricevuto nove denunce soltanto nell’ultimo anno.
Il sistema era semplice e collaudato: il quarantaduenne pubblicava annunci su un sito Internet specializzato nella vendita dei cuccioli. E ce n’era davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche visto che i prezzi oscillavano tra i 700 e i 1300 euro: husky, barbonicini nani, volpini della Pomerania, bouledog francesi, le razze che venivano proposte. L’uomo incassava i soldi, un acconto, o in alcuni casi direttamente l’intera cifra pattuita su una tessere ricaricabile Postepay intestata al padre e per portare avanti le contrattazioni e la vendita utilizzava una scheda telefonica intestata a una donna straniera, sperando così di farla franca. Perché a fronte dei soldi riscossi, i cani non sono mai stati consegnati.
Alla polizia postale sono arrivate nove denunce nel giro di un anno. I clienti dell’uomo si erano connessi al sito Internet www.annuncianimali.it e avevano scelto il cucciolo da acquistare, poi avevano contattato l’uomo che aveva pattuito il prezzo prima della messinscena finale. Quegli animali infatti non sono mai esistiti e il quarantaduenne grossetano cercava di prendere tempo inventandosi una serie di scuse: dal blocco dei cagnolini alla dogana, a un’improvvisa malattia che aveva contagiato tutta la cucciolata e che aveva costretto l’uomo a far tornare indietro gli animali. I cani infatti - almeno così spiegava ai suoi potenziali clienti - arrivavano dall’estero ed erano di razza purissima. In questo modo, era convinto di farla franca anche davanti alla legge: prendeva tempo, cercando di far passare i 90 giorni di tempo entro i quali i truffati potevano presentare querela, senza però considerare il fatto che il reato si compie da quando la vittima ne viene a conoscenza.
Gli uomini della polizia postale, coordinati dall’ispettore superiore Stefano Niccoli, sono andati a casa dell’uomo con un mandato di perquisizione e hanno sequestrato la Postepay sulla quale erano state accreditate le cifre per la falsa vendita dei cani, oltre al cellulare utilizzato dall’uomo per portare avanti la truffa.
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