Trasporti
A tu per tu con i rischi sulla strada
Tredici classi all’evento sulla sicurezza. «Un messaggio da ricordare e diffondere»
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GROSSETO. Un camion adibito a palco da cui venivano proiettate immagini di auto distrutte, racconti dei genitori di giovani vite spezzate da sinistri spaventosi e fatali. Tutto sotto gli occhi stupiti dei ragazzi di tredici classi delle scuole medie e superiori grossetane e dei loro professori.
È stato proprio quel momento, la visione delle disgrazie, il più toccante dell’intero evento “Sicuri sulla strada” che si è tenuto nel parcheggio del centro commerciale Aurelia Antica e parte di un ampio progetto studiato a più mani. Comune di Grosseto, Polizia stradale, Vigili del fuoco, Ufficio scolastico provinciale e centro commerciale: erano tutti presenti ieri mattina, chi con un proprio gazebo e chi con un mezzo mobile, per dare il proprio contributo a promuovere la cultura della sicurezza in strada ed a valutare i singoli rischi. Un esempio è stata la ricostruzione di un vero incidente stradale, dalla chiamata alle basi di polizia, 118 e Vigili del fuoco fino all’intervento tempestivo a sirene spiegate e l’estrazione dei corpi dalle auto appena coinvolta nell’impatto.
«L’iniziativa è stata interessante — spiega Mario Busonero, docente di sciente motorie del Polo Manetti-Porciatti di Grosseto — come le altre promosse in passato da Aci e Savoia Cavalleria ed i ragazzi erano davvero motivati». Alcuni studenti della 2ª A dell’istituto cittadino che unisce Iti e Geometri (e che ha portato sei classi) hanno voluto raccontare questa esperienza che li ha visti protagonisti sia direttamente all’interno di un’auto accidentata durante le prove di crash test con i vari strumenti che possono prevenire incidenti come simulatore di ribaltamento dell’auto, seggiolini per bambini, etilometri, che indirettamente nel video che riprendeva ragazzi poco più grandi di loro uccisi in incidenti stradali.
«Sono stati bravi a spiegarci la situazione — dicono Mirko ed Alessio a commento — tutti gli incidenti hanno una loro causa e da parte nostra non possiamo che recepire trasmettere il messaggio e ricordarlo agli altri ragazzi». Dello stesso avviso è Sara che farà tesoro di quanto appreso durante la giornata: «Mi sono chiesta se davvero fossi così incosciente da pensare di andare in moto senza casco — spiega — oppure portare mio fratello in auto senza utilizzare il seggiolino. Dovrò stare attenta, sì, le immagini mi hanno proprio colpita e penso alle famiglie dei ragazzi morti».
Infine Valentina che a breve conseguirà il patentino del ciclomotore: «Dovrò sostenere la prova — dice — e gli stimoli non mancano dopo aver visto e sentito tutti i consigli da chi ne sa più di me. Poi è stata una lezione ben studiata».
Hanno partecipato al progetto anche la terza media dell’istituto comprensivo Alighieri-Da Vinci, il Polo liceale Rosmini (1 classe), ed il Polo Bianciardi (5 classi). «L’idea è da ripetere», chiude l’assessore comunale a sicurezza, viabilità e trasporti Fausto Turbanti.
Stefano Fabbroni
È stato proprio quel momento, la visione delle disgrazie, il più toccante dell’intero evento “Sicuri sulla strada” che si è tenuto nel parcheggio del centro commerciale Aurelia Antica e parte di un ampio progetto studiato a più mani. Comune di Grosseto, Polizia stradale, Vigili del fuoco, Ufficio scolastico provinciale e centro commerciale: erano tutti presenti ieri mattina, chi con un proprio gazebo e chi con un mezzo mobile, per dare il proprio contributo a promuovere la cultura della sicurezza in strada ed a valutare i singoli rischi. Un esempio è stata la ricostruzione di un vero incidente stradale, dalla chiamata alle basi di polizia, 118 e Vigili del fuoco fino all’intervento tempestivo a sirene spiegate e l’estrazione dei corpi dalle auto appena coinvolta nell’impatto.
«L’iniziativa è stata interessante — spiega Mario Busonero, docente di sciente motorie del Polo Manetti-Porciatti di Grosseto — come le altre promosse in passato da Aci e Savoia Cavalleria ed i ragazzi erano davvero motivati». Alcuni studenti della 2ª A dell’istituto cittadino che unisce Iti e Geometri (e che ha portato sei classi) hanno voluto raccontare questa esperienza che li ha visti protagonisti sia direttamente all’interno di un’auto accidentata durante le prove di crash test con i vari strumenti che possono prevenire incidenti come simulatore di ribaltamento dell’auto, seggiolini per bambini, etilometri, che indirettamente nel video che riprendeva ragazzi poco più grandi di loro uccisi in incidenti stradali.
«Sono stati bravi a spiegarci la situazione — dicono Mirko ed Alessio a commento — tutti gli incidenti hanno una loro causa e da parte nostra non possiamo che recepire trasmettere il messaggio e ricordarlo agli altri ragazzi». Dello stesso avviso è Sara che farà tesoro di quanto appreso durante la giornata: «Mi sono chiesta se davvero fossi così incosciente da pensare di andare in moto senza casco — spiega — oppure portare mio fratello in auto senza utilizzare il seggiolino. Dovrò stare attenta, sì, le immagini mi hanno proprio colpita e penso alle famiglie dei ragazzi morti».
Infine Valentina che a breve conseguirà il patentino del ciclomotore: «Dovrò sostenere la prova — dice — e gli stimoli non mancano dopo aver visto e sentito tutti i consigli da chi ne sa più di me. Poi è stata una lezione ben studiata».
Hanno partecipato al progetto anche la terza media dell’istituto comprensivo Alighieri-Da Vinci, il Polo liceale Rosmini (1 classe), ed il Polo Bianciardi (5 classi). «L’idea è da ripetere», chiude l’assessore comunale a sicurezza, viabilità e trasporti Fausto Turbanti.
Stefano Fabbroni
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