Il Tirreno

Grosseto

L’INVITO ALLA PRUDENZA 

Luca Sani smorza l’euforia dei “no” «È tutto da vedere»

di Gabriele Baldanzi

GROSSETO. Il deputato del Pd Luca Sani, espressione della Maremma, dà una lettura diversa a quella che molti hanno letto come una retromarcia sull’autostrada tirrenica contenuta nel Documento di...

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GROSSETO. Il deputato del Pd Luca Sani, espressione della Maremma, dà una lettura diversa a quella che molti hanno letto come una retromarcia sull’autostrada tirrenica contenuta nel Documento di Economia e Finanza (Def) che il Governo Gentiloni ha messo a punto nelle ultime settimane.
«Non dimentichiamo – attacca l’onorevole – che c’è una conferenza dei servizi ancora in piedi, ben avviata e nessuno l’ha chiusa. Non credo che il via libera del consiglio dei ministri al Def, dove la Tirrenica è stata impropriamente inserita visto che poi sarà un privato a realizzarla, cancellerà l’ipotesi autostrada azzerando il percorso di sintesi avviato con gli enti locali e giunto quasi a conclusione».
La sensazione però è che si riparta da capo…
«Del tempo si è indubbiamente perso. Come avevo paventato a gennaio, sul territorio non abbiamo preso una decisione responsabile e unitaria. Così abbiamo dato il pretesto per rimettere tutto in discussione, col rischio concreto che tra dieci anni il tema dei collegamenti stradali nord sud in provincia di Grosseto sia ancora irrisolto».
Si riferisce alle posizioni dei sindaci della costa?
«Esatto, in primo luogo quelli del centrodestra di Grosseto, Magliano e Orbetello, che hanno scambiato il loro ruolo di rappresentati istituzionali per quello di capipopolo di una minoranza rumorosa ma estranea agli interessi reali della Maremma. In questa vicenda si è saldata una pericolosa alleanza tra immobilisti cronici, ambientalismo utopico, ricchi proprietari terrieri, sinistra estrema, pezzi del Pd e di centrodestra».
Qual era, a suo avviso, la strada da seguire?
«Fin dall’inizio si doveva dire sì all’autostrada e battersi per una progettazione di qualità e per una viabilità complanare adeguata. La provincia di Grosseto ha da sempre un indice di infrastrutturazione deficitario e questo incide sulla solidità e qualità dello sviluppo. Inoltre la differenza tra autostrada e superstrada con standard comunitari è ininfluente rispetto al consumo di territorio. In entrambi i casi, con l’eliminazione degli ingressi a raso, infatti, si dovrebbero realizzare le complanari».
E il pedaggio?
«In tutta Europa le autostrade sono finanziate dai pedaggi. Chiedere una eccezione significa avere un atteggiamento di subalternità e di vittimismo autolesionista. Per Vivarelli Colonna, che si atteggia a paladino della provincia contro il resto del mondo, non mi pare un bello spot».
Chi realizzerà l’opera, e con quali soldi?
«Belle domande. La verità è che lo Stato, ovverosia l’Anas, non è in grado di intervenire in tempi ragionevoli. Oltre al fatto che si vuole far finta di non sapere che l’autostrada tirrenica è oggetto di una concessione a Sat, la quale si è impegnata a realizzare l’opera con capitali privati».
Su questo però l’Italia rischia l’apertura di una procedura di infrazione dalla Ue.
«Ho parlato stamattina (ieri) con Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che mi confermava che così non è. E che si procederà con Sat».

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