Attenzione
Il centrosinistra ha scelto Giulio Detti è il candidato
di Ivana Agostini
Manciano: 36 anni, assessore al bilancio, svela il retroscena: «Volevo le primarie ma la coalizione ha detto no, nonostante le garanzie per chi fosse stato sconfitto»
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MANCIANO. Giulio Detti, 36 anni a luglio, assessore al bilancio, cultura e turismo di Manciano, è ufficialmente il candidato sindaco del centrosinistra alle prossime amministrative di giugno. L’investitura è arrivata sabato durante l’assemblea del Pd.
Assessore, come si è arrivati al suo nome?
«Quando Marco Galli ha dichiarato ufficialmente di non volersi ricandidare, il direttivo mi ha chiesto se volessi dare la mia disponibilità. Io a quel punto, in maniera decisa, ho chiesto le primarie al Pd. Il Pd le ha chieste alla coalizione che però non si è resa disponibile a farle. Per me le primarie erano fondamentali per accettare la candidatura. Volevo essere un candidato legittimato dai mancianesi attraverso uno strumento democratico».
Ma le primarie non sono state fatte: perché?
«Abbiamo tentato in tutti i modi di convincere la coalizione a farle. Abbiamo anche proposto che chi avesse vinto le primarie sarebbe stato, ovviamente, candidato sindaco e chi le avesse perse avrebbe avuto un posto di vice sindaco per dare anche al “perdente” la giusta importanza. Nemmeno così sono state accettate. Dopo l’ultimo rifiuto le trattative con la coalizione sono state interrotte e io adesso dico che le primarie le ho vinte a tavolino perché gli altri non si sono presentati» .
Che tipo di lista state preparando per le elezioni?
«Prima di tutto voglio che la politica torni a essere la protagonista: a parlare devono essere i contenuti e non gli atteggiamenti denigratori dell’avversario. La lista ha matrice Pd, di centrosinistra, ma è aperta alla società civile a tutte le persone che hanno agito per la comunità. Vogliamo persone preparate. Persone nuove: non perché dobbiamo rottamare qualcuno ma perché vogliamo idee nuove e giovani. Siamo già in una fase avanzata. Ci saranno molte donne, speriamo più delle quote rosa previste, perché crediamo che le donne riescano a dare più equilibrio. Il nostro sarà un gruppo in cui emergerà “il noi” . Dovremo stare in mezzo alla gente. Saremo un gruppo e insieme faremo un programma elettorale realizzabile».
Ha già un’idea di quali saranno i principali punti del programma?
«Prima di tutto uno sviluppo del territorio sostenibile, con uno sfruttamento del suolo non invasivo: punteremo su temi ambientali, la differenziata, il legame fra turismo e agricoltura».
Proprio sullo sviluppo sostenibile finì la sua avventura con l’amministrazione precedente. Ma è vero che era iscritto a Forza Italia?
«Entrai nell’amministrazione di Mario Mecarozzi da indipendente. Lui voleva solo indipendenti. Non avevo tessere. Non fui d’accordo a mettere un impianto fotovoltaico al Montauto e mi dimisi. In quel frangente mi trovai d’accordo con l’opposizione di allora. Non ho avuto tessere. Ho quella del Pd dal 2016».
Sa che la accusano di spendere troppi soldi...
«L’introito delle tassa di soggiorno è solo il 2,5 per cento del bilancio del Comune e deve essere investita nel turismo. Tante iniziative le promuove l’Otd e non Giulio Detti. Sono fatte su proposte degli operatori» .
Assessore, come si è arrivati al suo nome?
«Quando Marco Galli ha dichiarato ufficialmente di non volersi ricandidare, il direttivo mi ha chiesto se volessi dare la mia disponibilità. Io a quel punto, in maniera decisa, ho chiesto le primarie al Pd. Il Pd le ha chieste alla coalizione che però non si è resa disponibile a farle. Per me le primarie erano fondamentali per accettare la candidatura. Volevo essere un candidato legittimato dai mancianesi attraverso uno strumento democratico».
Ma le primarie non sono state fatte: perché?
«Abbiamo tentato in tutti i modi di convincere la coalizione a farle. Abbiamo anche proposto che chi avesse vinto le primarie sarebbe stato, ovviamente, candidato sindaco e chi le avesse perse avrebbe avuto un posto di vice sindaco per dare anche al “perdente” la giusta importanza. Nemmeno così sono state accettate. Dopo l’ultimo rifiuto le trattative con la coalizione sono state interrotte e io adesso dico che le primarie le ho vinte a tavolino perché gli altri non si sono presentati» .
Che tipo di lista state preparando per le elezioni?
«Prima di tutto voglio che la politica torni a essere la protagonista: a parlare devono essere i contenuti e non gli atteggiamenti denigratori dell’avversario. La lista ha matrice Pd, di centrosinistra, ma è aperta alla società civile a tutte le persone che hanno agito per la comunità. Vogliamo persone preparate. Persone nuove: non perché dobbiamo rottamare qualcuno ma perché vogliamo idee nuove e giovani. Siamo già in una fase avanzata. Ci saranno molte donne, speriamo più delle quote rosa previste, perché crediamo che le donne riescano a dare più equilibrio. Il nostro sarà un gruppo in cui emergerà “il noi” . Dovremo stare in mezzo alla gente. Saremo un gruppo e insieme faremo un programma elettorale realizzabile».
Ha già un’idea di quali saranno i principali punti del programma?
«Prima di tutto uno sviluppo del territorio sostenibile, con uno sfruttamento del suolo non invasivo: punteremo su temi ambientali, la differenziata, il legame fra turismo e agricoltura».
Proprio sullo sviluppo sostenibile finì la sua avventura con l’amministrazione precedente. Ma è vero che era iscritto a Forza Italia?
«Entrai nell’amministrazione di Mario Mecarozzi da indipendente. Lui voleva solo indipendenti. Non avevo tessere. Non fui d’accordo a mettere un impianto fotovoltaico al Montauto e mi dimisi. In quel frangente mi trovai d’accordo con l’opposizione di allora. Non ho avuto tessere. Ho quella del Pd dal 2016».
Sa che la accusano di spendere troppi soldi...
«L’introito delle tassa di soggiorno è solo il 2,5 per cento del bilancio del Comune e deve essere investita nel turismo. Tante iniziative le promuove l’Otd e non Giulio Detti. Sono fatte su proposte degli operatori» .
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