Sicurezza
patrimonio da scoprire
Villa Pizzetti, scrigno di architettura e natura
di Vanna F. Bertoncelli
MANCIANO. C’è una zona della città che merita attenzione. È Villa Pizzetti, valorizzata nei giorni scorsi con l’apertura al pubblico degli edifici e del parco che costituiscono il complesso dell’ex...
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MANCIANO. C’è una zona della città che merita attenzione. È Villa Pizzetti, valorizzata nei giorni scorsi con l’apertura al pubblico degli edifici e del parco che costituiscono il complesso dell’ex ospedale sanatoriale, in occasione delle Giornate Fai di Primavera.
Grazie a una convenzione con la Regione Toscana e alla collaborazione dell’azienda Usl Toscana sud est la struttura è stata aperta ai visitatori.
Gli studenti del liceo artistico del Polo Bianciardi, con la supervisione delle loro insegnanti Marcella Parisi e Michela Maggi, in quell’alternanza scuola-lavoro voluta dalla legge 107 del 2015, hanno illustrato ai visitatori le caratteristiche architettoniche del complesso che, dopo alterne vicende, vede oggi la presenza di uffici direzionali e amministrativi dell’Usl insieme ad alcuni servizi ambulatoriali.
Hanno poi presentato la cappellina San Giovanni di Dio, intitolata al santo protettore dei malati e degli ospedalieri che, inaugurata nel 2000, fa parte del plesso realizzato negli anni Novanta come ampliamento dell’ex ospedale Pizzetti serve la Rsa. I giovani studenti hanno quindi raccontato la figura del primo medico condotto donna in Italia, la grossetana Brunetta Scotti a cui è intitolata una via in prossimità del Pizzetti.
La struttura sanatoriale Pizzetti, progettata dall’ingegnere Ernesto Ganelli, viene inaugurata nel 1936, alla presenza della principessa Maria di Savoia e fa parte di quella rete di presidi ospedalieri per la cura della tubercolosi realizzata durante il periodo fascista.
La documentazione relativa alla realizzazione e alle attività di questo importante centro ospedaliero è andata quasi interamente perduta, eccezion fatta per la planimetria e alcune foto di interni ed esterni.
L’ampia area verde del sanatorio, un tempo utilizzata a scopi terapeutici per i malati cronici proprio per la salubrità dell’aria, era divisa in zona donne e zona uomini. Lo spazio comprendeva anche una parte destinata all’allevamento degli animali da cortile ed un orto, funzionali alla vita dell’ospedale.
Gli alunni dell’istituto tecnico agrario Leopoldo II di Lorena, accompagnati dal loro docente Alessandro Cardarelli, hanno illustrato il patrimonio arboreo che attualmente consta di circa settecento piante dove la specie predominante è il pino domestico a cui si affiancano alcuni esemplari di specie sporadiche e rare. Hanno poi fatto visita alla serra che, realizzata di recente dalla cooperativa Uscita di Sicurezza, in collaborazione con il dipartimento di salute mentale attua progetti di inserimento lavorativo.
L’iniziativa “Luoghi aperti” ha visto accanto all’architetto Giovanni Tombari, responsabile della delegazione Fai di Grosseto, la collaborazione partecipativa degli operatori del Dipartimento tecnico dell’Usl nelle persone dell’architetto Alessandro Lenzi, di Pietro Magro e di Mauro Rotellini. E in particolare il contributo degli studenti che, sensibilizzati alla tutela del paesaggio, hanno accolto i turisti facendo loro da ciceroni accompagnandoli con curiosità e passione in un percorso nella storia e nella natura. Decisamente buona l’affluenza dei visitatori.
«Meravigliati e compiaciuti — sottolinea Marcella Parisi — nel vedere il parco, libero da tutte quelle auto che abitualmente lo occupano rendendolo irriconoscibile e non praticabile. Un patrimonio arboreo fruibile e godibile nel cuore della città».
L’apertura del Pizzetti nelle Giornate Fai è stata infine l’occasione per scoprire la struttura anche da un altro inconsueto punto di vista. Merito di Pietro Magro, perito edile con la passione per la botanica, che ha ripreso dall’alto l’edificio e il suo parco con il suo drone. Le immagini mostrano l’ampia area verde che, nonostante lo stato in cui versa da anni per essere stata trasformata in parco auto, ritrovata per l’occasione la sua funzione mostra tutta la magia e il fascino di cui la natura è capace.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Grazie a una convenzione con la Regione Toscana e alla collaborazione dell’azienda Usl Toscana sud est la struttura è stata aperta ai visitatori.
Gli studenti del liceo artistico del Polo Bianciardi, con la supervisione delle loro insegnanti Marcella Parisi e Michela Maggi, in quell’alternanza scuola-lavoro voluta dalla legge 107 del 2015, hanno illustrato ai visitatori le caratteristiche architettoniche del complesso che, dopo alterne vicende, vede oggi la presenza di uffici direzionali e amministrativi dell’Usl insieme ad alcuni servizi ambulatoriali.
Hanno poi presentato la cappellina San Giovanni di Dio, intitolata al santo protettore dei malati e degli ospedalieri che, inaugurata nel 2000, fa parte del plesso realizzato negli anni Novanta come ampliamento dell’ex ospedale Pizzetti serve la Rsa. I giovani studenti hanno quindi raccontato la figura del primo medico condotto donna in Italia, la grossetana Brunetta Scotti a cui è intitolata una via in prossimità del Pizzetti.
La struttura sanatoriale Pizzetti, progettata dall’ingegnere Ernesto Ganelli, viene inaugurata nel 1936, alla presenza della principessa Maria di Savoia e fa parte di quella rete di presidi ospedalieri per la cura della tubercolosi realizzata durante il periodo fascista.
La documentazione relativa alla realizzazione e alle attività di questo importante centro ospedaliero è andata quasi interamente perduta, eccezion fatta per la planimetria e alcune foto di interni ed esterni.
L’ampia area verde del sanatorio, un tempo utilizzata a scopi terapeutici per i malati cronici proprio per la salubrità dell’aria, era divisa in zona donne e zona uomini. Lo spazio comprendeva anche una parte destinata all’allevamento degli animali da cortile ed un orto, funzionali alla vita dell’ospedale.
Gli alunni dell’istituto tecnico agrario Leopoldo II di Lorena, accompagnati dal loro docente Alessandro Cardarelli, hanno illustrato il patrimonio arboreo che attualmente consta di circa settecento piante dove la specie predominante è il pino domestico a cui si affiancano alcuni esemplari di specie sporadiche e rare. Hanno poi fatto visita alla serra che, realizzata di recente dalla cooperativa Uscita di Sicurezza, in collaborazione con il dipartimento di salute mentale attua progetti di inserimento lavorativo.
L’iniziativa “Luoghi aperti” ha visto accanto all’architetto Giovanni Tombari, responsabile della delegazione Fai di Grosseto, la collaborazione partecipativa degli operatori del Dipartimento tecnico dell’Usl nelle persone dell’architetto Alessandro Lenzi, di Pietro Magro e di Mauro Rotellini. E in particolare il contributo degli studenti che, sensibilizzati alla tutela del paesaggio, hanno accolto i turisti facendo loro da ciceroni accompagnandoli con curiosità e passione in un percorso nella storia e nella natura. Decisamente buona l’affluenza dei visitatori.
«Meravigliati e compiaciuti — sottolinea Marcella Parisi — nel vedere il parco, libero da tutte quelle auto che abitualmente lo occupano rendendolo irriconoscibile e non praticabile. Un patrimonio arboreo fruibile e godibile nel cuore della città».
L’apertura del Pizzetti nelle Giornate Fai è stata infine l’occasione per scoprire la struttura anche da un altro inconsueto punto di vista. Merito di Pietro Magro, perito edile con la passione per la botanica, che ha ripreso dall’alto l’edificio e il suo parco con il suo drone. Le immagini mostrano l’ampia area verde che, nonostante lo stato in cui versa da anni per essere stata trasformata in parco auto, ritrovata per l’occasione la sua funzione mostra tutta la magia e il fascino di cui la natura è capace.
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