Attenzione
Rosini (Pd)
Pedonalizzazione o ztl, il dibattito è acceso
L’ex consigliere: «Contrario ad aprire alle auto. Questione urbanistica di ampio respiro»
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GROSSETO. Mentre a Grosseto è partita la raccolta firme per riaprire la ztl alle auto, interviene Stefano Rosini, ex consigliere comunale del Pd, da sempre favorevole alla pedonalizzazione.
«Alcuni commercianti del centro storico - dice Rosini - stanno raccogliendo le firme attraverso una petizione per riportare le auto dentro il perimetro delle Mura, firme da presentare poi al sindaco. Grosseto torna (tornerebbe) al 1970. Nel contempo l’assessore alla viabilità Fausto Turbanti, attualmente in carica, dichiara di essere assolutamente contrario a riaprire la ztl precisando di lavorare all’interno della propria maggioranza e degli uffici affinché la pedonalizzazione si allarghi sempre di più e prevedendo addirittura una stretta sui permessi di accesso ztl nonché, finalmente, videocamere al varco in uscita (ponte via Saffi). Chi detta la linea politica di questa città?» Nell’estate del 2013 «il centrosinistra che all’epoca governava Grosseto - continua Rosini - iniziò una sperimentazione indirizzata a diminuire al massimo la presenza di veicoli a motore nel centro storico progettando per il futuro una completa pedonalizzazione nei punti cardine del centro e prendere in analisi un eventuale decongestionamento intorno al primo anello delle Mura. La minoranza politica in consiglio gridò allo scandalo alzando barriere nei confronti di chi proponeva ciò e tra questi oppositori si ricordano l’attuale assessore all’urbanistica avvocato Fabrizio Rossi, l’attuale assessore al bilancio Giacomo Cerboni e l’attuale vicesindaco Luca Agresti e altri che oggi siedono nei banchi della maggioranza. La domanda sorge spontanea: a Grosseto chi vede nell’azione di pedonalizzare il centro storico e ridurre drasticamente le auto nelle antiche vie della città è da considerare un pazzo? Se così fosse sono da considerare folli pure quei residenti, commercianti, amministrazioni delle città rinascimentali toscane ma anche dei nuclei abitati fiamminghi, francesi ed europei dove nel centro della città si transita solo a piedi o in bici, salvo l’uso di mezzi di soccorso e per il trasporto pubblico azionati ad alimentazione non inquinante. Ecco perché la questione deve essere affrontata non più risolvendo il conflitto tra favorevoli e contrari ma inserendola in un nuovo progetto di città. La pedonalizzazione - dice Rosini - non riguarda le persone che passeggiano nelle strade o perlomeno non riguarda “solo” le persone che passeggiano nelle strade pedonali. Percorrere a piedi i centri storici è soprattutto uno stile di vita, si relaziona al modo con cui li abitiamo dalle attività produttive, agli stili di consumo e ai modi del divertimento, e naturalmente alle forme di mobilità sostenibile. È indispensabile affrontare la questione in termini di complessiva politica urbana. Tornando alle dichiarazioni di Turbanti: a distanza di 4 anni si nota con estremo piacere che la politica “di governo” attuale - conclude l’ex consigliere - supera gli ostacoli di schieramento e fa propria la maggior parte delle indicazioni della mozione del centrosinistra presentata nella primavera del 2013».
«Alcuni commercianti del centro storico - dice Rosini - stanno raccogliendo le firme attraverso una petizione per riportare le auto dentro il perimetro delle Mura, firme da presentare poi al sindaco. Grosseto torna (tornerebbe) al 1970. Nel contempo l’assessore alla viabilità Fausto Turbanti, attualmente in carica, dichiara di essere assolutamente contrario a riaprire la ztl precisando di lavorare all’interno della propria maggioranza e degli uffici affinché la pedonalizzazione si allarghi sempre di più e prevedendo addirittura una stretta sui permessi di accesso ztl nonché, finalmente, videocamere al varco in uscita (ponte via Saffi). Chi detta la linea politica di questa città?» Nell’estate del 2013 «il centrosinistra che all’epoca governava Grosseto - continua Rosini - iniziò una sperimentazione indirizzata a diminuire al massimo la presenza di veicoli a motore nel centro storico progettando per il futuro una completa pedonalizzazione nei punti cardine del centro e prendere in analisi un eventuale decongestionamento intorno al primo anello delle Mura. La minoranza politica in consiglio gridò allo scandalo alzando barriere nei confronti di chi proponeva ciò e tra questi oppositori si ricordano l’attuale assessore all’urbanistica avvocato Fabrizio Rossi, l’attuale assessore al bilancio Giacomo Cerboni e l’attuale vicesindaco Luca Agresti e altri che oggi siedono nei banchi della maggioranza. La domanda sorge spontanea: a Grosseto chi vede nell’azione di pedonalizzare il centro storico e ridurre drasticamente le auto nelle antiche vie della città è da considerare un pazzo? Se così fosse sono da considerare folli pure quei residenti, commercianti, amministrazioni delle città rinascimentali toscane ma anche dei nuclei abitati fiamminghi, francesi ed europei dove nel centro della città si transita solo a piedi o in bici, salvo l’uso di mezzi di soccorso e per il trasporto pubblico azionati ad alimentazione non inquinante. Ecco perché la questione deve essere affrontata non più risolvendo il conflitto tra favorevoli e contrari ma inserendola in un nuovo progetto di città. La pedonalizzazione - dice Rosini - non riguarda le persone che passeggiano nelle strade o perlomeno non riguarda “solo” le persone che passeggiano nelle strade pedonali. Percorrere a piedi i centri storici è soprattutto uno stile di vita, si relaziona al modo con cui li abitiamo dalle attività produttive, agli stili di consumo e ai modi del divertimento, e naturalmente alle forme di mobilità sostenibile. È indispensabile affrontare la questione in termini di complessiva politica urbana. Tornando alle dichiarazioni di Turbanti: a distanza di 4 anni si nota con estremo piacere che la politica “di governo” attuale - conclude l’ex consigliere - supera gli ostacoli di schieramento e fa propria la maggior parte delle indicazioni della mozione del centrosinistra presentata nella primavera del 2013».
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