Finanza
La Rocca è a rischio crollo Da Sovana sos al ministro
di Francesca Ferri
Già tre anni fa il sindaco ordinò allo Stato, che ne è proprietario, di sistemarla ma l’intervento è stato parziale. Ora il nuovo appello per la millenaria “signora”
3 MINUTI DI LETTURA
SOVANA. La Rocca Aldobrandesca di Sovana, uno dei monumenti più significativi del borgo medievale nel comune di Sorano, è in una situazione di preoccupante degrado, ha problemi di staticità e le sue antiche pietre rischiano di crollare sulla strada sottostante.
L’allarme lo lanciano la sindaca di Sorano, Carla Benocci, e il vicesindaco e assessore ai beni culturali, Pierandrea Vanni. Che, dopo aver chiesto ripetutamente ma invano alla Soprintendenza di intervenire, si appellano ora al ministro per i beni culturali Dario Franceschini perché tenga conto di questa emergenza che non può essere più rimandata e la affronti il prima possibile.
«La Rocca, risalente all’anno Mille — scrivono Benocci e Vanni al ministro — è in gran parte di proprietà dello Stato e versa in una situazione di preoccupante degrado alla quale si accompagnano problemi di staticità di alcuni pareti, senza sottovalutare poi i rischi per l’incolumità dovuti alla caduta di pietre tufacee».
Dal 1976 in poi è stato effettuato un solo parzialissimo intervento nel 2014, dopo il crollo di pietre tufacee, da parte della Soprintendenza di Siena (la cinta muraria è di proprietà dello Stato) a seguito di un’ordinanza del sindaco che intimava la messa in sicurezza. Ma restavano e restano irrisolte molte e diffuse criticità.
«Nel novembre 2015 — si legge nella lettera al ministro — l’allora Soprintendenza Belle arti e paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo ha predisposto un progetto di massima per il restauro dell’intero complesso con una previsione di spesa di 600.000 euro». Nella relazione descrittiva del progetto, prosegue la lettera, «si ricorda che la stessa Soprintendenza ha effettuato interventi di consolidamento e restauro negli anni 1975-76 e che poi non risultano agli atti significativi interventi fino a quando, a seguito dell’ordinanza del Comune di Sorano dell’8 gennaio 2014, viene intimato l’obbligo di intervenire sul monumento per la rimozione dello stato di pericolo determinato dal precario stato di manutenzione».
La relazione della Soprintendenza precisa poi che «la disponibilità finanziaria per questo primo intervento non ci ha consentito di affrontare le opere necessarie per poter eliminare tutti i pericoli di crollo». Insomma, la Rocca rischia di crollare ma non ci sono soldi per sistemarla.
Da qui l’appello dei due amministratori soranesi al ministro perché «tenga conto anche di questa emergenza che merita di essere affrontata prima possibile».
«Chiediamo, nella consapevolezza di quante e importanti criticità ha il nostro Paese nel campo dei beni culturali, di tenere conto anche della cosiddetta Italia minore, che poi minore non è, della quale Sovana è a pieno titolo, con la Rocca Aldobrandesca, con il borgo medievale, con il duomo, la chiesa di Santa Maria e il palazzo Pretorio e con la necropoli etrusca rupestre, uno dei simboli più significativi».
Da parte sua il Comune dopo aver segnalato più volte alla Soprintendenza anche i problemi creati da una massiccia presenza di vegetazione infestante e invasiva sta predisponendo con l’Unione dei Comuni un intervento.
L’allarme lo lanciano la sindaca di Sorano, Carla Benocci, e il vicesindaco e assessore ai beni culturali, Pierandrea Vanni. Che, dopo aver chiesto ripetutamente ma invano alla Soprintendenza di intervenire, si appellano ora al ministro per i beni culturali Dario Franceschini perché tenga conto di questa emergenza che non può essere più rimandata e la affronti il prima possibile.
«La Rocca, risalente all’anno Mille — scrivono Benocci e Vanni al ministro — è in gran parte di proprietà dello Stato e versa in una situazione di preoccupante degrado alla quale si accompagnano problemi di staticità di alcuni pareti, senza sottovalutare poi i rischi per l’incolumità dovuti alla caduta di pietre tufacee».
Dal 1976 in poi è stato effettuato un solo parzialissimo intervento nel 2014, dopo il crollo di pietre tufacee, da parte della Soprintendenza di Siena (la cinta muraria è di proprietà dello Stato) a seguito di un’ordinanza del sindaco che intimava la messa in sicurezza. Ma restavano e restano irrisolte molte e diffuse criticità.
«Nel novembre 2015 — si legge nella lettera al ministro — l’allora Soprintendenza Belle arti e paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo ha predisposto un progetto di massima per il restauro dell’intero complesso con una previsione di spesa di 600.000 euro». Nella relazione descrittiva del progetto, prosegue la lettera, «si ricorda che la stessa Soprintendenza ha effettuato interventi di consolidamento e restauro negli anni 1975-76 e che poi non risultano agli atti significativi interventi fino a quando, a seguito dell’ordinanza del Comune di Sorano dell’8 gennaio 2014, viene intimato l’obbligo di intervenire sul monumento per la rimozione dello stato di pericolo determinato dal precario stato di manutenzione».
La relazione della Soprintendenza precisa poi che «la disponibilità finanziaria per questo primo intervento non ci ha consentito di affrontare le opere necessarie per poter eliminare tutti i pericoli di crollo». Insomma, la Rocca rischia di crollare ma non ci sono soldi per sistemarla.
Da qui l’appello dei due amministratori soranesi al ministro perché «tenga conto anche di questa emergenza che merita di essere affrontata prima possibile».
«Chiediamo, nella consapevolezza di quante e importanti criticità ha il nostro Paese nel campo dei beni culturali, di tenere conto anche della cosiddetta Italia minore, che poi minore non è, della quale Sovana è a pieno titolo, con la Rocca Aldobrandesca, con il borgo medievale, con il duomo, la chiesa di Santa Maria e il palazzo Pretorio e con la necropoli etrusca rupestre, uno dei simboli più significativi».
Da parte sua il Comune dopo aver segnalato più volte alla Soprintendenza anche i problemi creati da una massiccia presenza di vegetazione infestante e invasiva sta predisponendo con l’Unione dei Comuni un intervento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
