Il Tirreno

Grosseto

Il rilancio dell’ippodromo bloccato dalla Cassazione 

di Paola Villani
Il rilancio dell’ippodromo bloccato dalla Cassazione 

Il sindaco Benini: «Fino alla sentenza non possiamo procedere in alcun modo» In piedi il contenzioso con Follonica Corse Cavalli sulla revoca della concessione

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Il futuro dell’ippodromo dei Pini resta ancora incerto. Il processo per lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio, relativo alle 167 foresterie presenti all’interno dell’impianto sportivo sulla Sarzanese, si è concluso con un nulla di fatto: troppi anni sono trascorsi dall’inizio del procedimento e quindi entrambe le accuse sono cadute in prescrizione.
Peri i 40 imputati per il primo reato e i sei del secondo ormai alcuni mesi fa è arrivata la sentenza. Ma poche settimane fa la Procura ha impugnato, in Cassazione, la sentenza, riaprendo ancora una volta la vicenda che da anni interessa la città del golfo. In primo grado il giudice non aveva disposto la confisca dei beni perché non prevista con la prescrizione. In questo caso però c’era l’elemento soggettivo del reato, ossia la coscienza della lottizzazione abusiva. Ecco perché la Procura ha impugnato quanto deciso in Cassazione.
Adesso sono due gli scenari che potrebbero aprirsi nei prossimi tempi: la Corte potrebbe decidere di confermare la sentenza di primo grado, oppure procedere all’assegnazione delle 167 foresterie al Comune di Follonica, che ad oggi ha solo la nuda proprietà.
Questa la parte della vicenda che riguarda contenziosi e tribunali, ma c’è un altro aspetto, non così banale, relativo all’ippodromo dei Pini: quella mega struttura ancora non è partita a regime e di fatto le sue potenzialità sono sfruttate in minima parte rispetto ai progetti iniziali. Una volta concluso il primo grado di giudizio, l’amministrazione ha iniziato un dialogo serrato con il concessionario Follonica Corse e Cavalli: in ballo la revoca della concessione da parte appunto dell’ente comunale per mancanze varie del gestore. «Avevamo spinto l’acceleratore — spiega il sindaco Andrea Benini — proprio per riuscire a trovare un modo per dar vita all’impianto sportivo: la volontà è sempre la stessa, quella di individuare una via d’uscita che possa cambiare il destino dell’ippodromo. Ma adesso la situazione è ingessata: fino a quando la Cassazione non si pronuncerà, non possiamo procedere in nessun modo. Dobbiamo capire se verrà confermata la decisione del tribunale di Grosseto o se invece si deciderà per la confisca dei beni e la cessione degli stessi all’ente comunale».
La strada è ancora lunga e tortuosa: la spada di Damocle che pende sull’impianto sportivo sin dalla sua inaugurazione di quasi dieci anni fa, è ancora lì, pronta a infliggere il colpo finale. Intanto le attività dentro l’ippodromo stentano a partire e l’ippica continua a vivere una crisi profonda dalla quale non potrà più sollevarsi. Con il senno di poi la maxi opera, che ha visto per la prima volta rompere la linea immaginaria della vecchia Aurelia, linea che segnava il limite oltre il quale era vietato costruire, sarebbe stato meglio fosse rimasta su carta e mai realizzata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web