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Grosseto

Cani antiveleno cercano esche killer 

Cani antiveleno cercano esche killer 

A Istia scompaiono i gatti: carabinieri forestali in azione con Titan e Puma

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ISTIA D’OMBRONE. Le segnalazioni erano arrivate a fine marzo. A Istia d’Ombrone erano spariti dalla circolazione alcuni gatti randagi, di quelli che abitano normalmente i paesi e sono un po’ i gatti di tutti. Il timore è che qualcuno li abbia avvelenati con dei bocconi killer. E così giovedì sono scattate le ricerche. Che, in barba a chi vuole Fido e Micio acerrimi nemici, hanno visto protagonisti dei controlli proprio due bei cagnoloni, due espertissimi esemplari addestrati a fiutare il veleno, arrivati in Maremma dal Casentino.
Il Nucleo cinofilo antiveleno dei carabinieri forestali del Parco nazionale delle foreste casentinesi ha setacciato il parco pubblico della zona dell’Oliveto. Qui, secondo le segnalazioni che gattare e altri cittadini hanno riferito alla stazione locale dei carabinieri, pare ci fossero polpette killer. Un pericolo non solo per i gatti randagi, ma anche per gli altri animali, compresi i cani che qui vengono condotti dai proprietari a sgranchirsi le zampe. E ovviamente un pericolo anche per i bambini.
La ricerca è stata condotta grazie all’aiuto di Titan, un golden retriver nero, e della sua “collega” Puma, un pastore belga. Insieme ai carabinieri forestali hanno battuto il parco, ma non hanno trovato esche. Non sono state trovate neanche carcasse di gatti.
L’operazione ha permesso però di ripulire l’area tanto che, spiegano i carabinieri forestali, al momento la zona può dirsi sicura.
I carabinieri forestali hanno comunque rinvenuto del veleno nello scantinato di un condominio adiacente al parco. Sono piccole tracce di materiale compatibile con il veleno che potrebbe essere stato usato per i gatti, probabilmente lumachicida – sono in corso accertamenti – un prodotto che, tuttavia, si usa abitualmente in zone di campagna come queste.
«Chi dissemina volontariamente sostanze velenose con lo scopo di uccidere animali – avverte il gruppo dei carabinieri Forestale di Grosseto – rischia di incorrere in gravi sanzioni penali, tanto più se da questo atto deriva morte o lesioni ad un animale d’affezione. Chi commette questa deplorevole azione, inoltre, mette a repentaglio anche la salute delle persone, in particolare dei bambini, che potrebbero ingerire tali sostanze».
Francesca Ferri

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