Sicurezza
tre OPERAI comunali chiedono la visita PER L’ inabilità
Assunti ma nullafacenti denunciano i vertici Asl
FOLLONICA. Non possono svolgere le mansioni per cui sono stati assunti, ma restano al lavoro in Comune: tre operai denunciano i vertici Asl, colpevoli a loro giudizio di non effettuare la visita per...
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FOLLONICA. Non possono svolgere le mansioni per cui sono stati assunti, ma restano al lavoro in Comune: tre operai denunciano i vertici Asl, colpevoli a loro giudizio di non effettuare la visita per l’inabilità da loro richiesta da un anno.
Un caso molto particolare quello che coinvolge il municipio: i tre, dipendenti del settore Lavori pubblici, assunti per svolgere riparazioni varie, hanno delle patologie differenti che però impongono a tutti e tre di non poter svolgere i compiti per cui sono stati impiegati. Si tratta di Giulio Montanari, Edoardo Candidi e Giuseppe Gianneschi. I tre già un anno fa hanno per questo motivo richiesto la visita per la pensione per inabilità alla funzione lavorativa alla Asl di Grosseto. «Questa visita però non ci è mai stata fissata nonostante abbiamo fatto tre volte domanda — dicono gli operai — Non comprendiamo questo atteggiamento: c’è infatti una norma nazionale che prevede l’attuazione di questa procedura in casi come i nostri. Ci siamo rivolti al difensore civico regionale, all’Inps a vari livelli per capire le interpretazioni della norma, alla commissione medica di verifica di Firenze. È stato confermato da tutti che la visita ci deve essere riconosciuta».
E così i tre la mattina quando timbrano il cartellino sono impiegati in altre mansioni: raccontano di stare in ufficio, di compilare qualche documento ma di essere inutili alle esigenze della macchina comunale, che a questo punto, visto che erano stati assunti per interventi specifici, si trova con tre persone in meno rispetto alle esigenze reali. «Il Comune giustamente non si prende la responsabilità di farci lavorare perché se dovesse succedere qualcosa ci andrebbe di mezzo — spiegano — Il rischio a nostro parere, paradossalmente, è che l’amministrazione comunale possa declassarci ad altre mansioni oppure addirittura licenziarci. Per questo dall’ente comunale ci aspettavamo un’azione più forte nei confronti dell’Asl: invece continua a pagare tre stipendi da operai senza però che ne corrisponda il lavoro. Dovrebbe quindi costituirsi parte lesa». Dopo aver ricevuto le conferme sulla bonarietà della procedura da seguire, i dipendenti hanno quindi deciso di rivolgersi alla Procura di Grosseto, denunciando i vertici Asl coinvolti nella vicenda per abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e rifiuto di atti legalmente dovuti.
«La pensione dovuta all’inabilità non comporterebbe trattamenti economici differenti rispetto a quello che spetterebbe normalmente — dicono i tre — Abbiamo versato i contributi per quasi quarant’anni e quindi prenderemmo ciò che realmente ci spetta. Nessuno vuole approfittarsene o chiedere di più del dovuto».
La vicenda è stata segnalata da Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale che, una volta conosciuto il caso, hanno deciso di supportare i tre dipendenti in questa loro battaglia. «Facciamo alcune domande al sindaco Andrea Benini — dice Agostino Ottaviani, capogruppo di Fratelli d’Italia — Perché l’amministrazione comunale non prende i dovuti provvedimenti, magari attraverso diffide oppure denunce nei confronti di Asl? È lo stesso ente, e quindi la popolazione, a rimetterci in tutta questa storia: ci sono tre lavoratori che al momento non possono svolgere le mansioni per cui sono stati assunti».
Paola Villani
Un caso molto particolare quello che coinvolge il municipio: i tre, dipendenti del settore Lavori pubblici, assunti per svolgere riparazioni varie, hanno delle patologie differenti che però impongono a tutti e tre di non poter svolgere i compiti per cui sono stati impiegati. Si tratta di Giulio Montanari, Edoardo Candidi e Giuseppe Gianneschi. I tre già un anno fa hanno per questo motivo richiesto la visita per la pensione per inabilità alla funzione lavorativa alla Asl di Grosseto. «Questa visita però non ci è mai stata fissata nonostante abbiamo fatto tre volte domanda — dicono gli operai — Non comprendiamo questo atteggiamento: c’è infatti una norma nazionale che prevede l’attuazione di questa procedura in casi come i nostri. Ci siamo rivolti al difensore civico regionale, all’Inps a vari livelli per capire le interpretazioni della norma, alla commissione medica di verifica di Firenze. È stato confermato da tutti che la visita ci deve essere riconosciuta».
E così i tre la mattina quando timbrano il cartellino sono impiegati in altre mansioni: raccontano di stare in ufficio, di compilare qualche documento ma di essere inutili alle esigenze della macchina comunale, che a questo punto, visto che erano stati assunti per interventi specifici, si trova con tre persone in meno rispetto alle esigenze reali. «Il Comune giustamente non si prende la responsabilità di farci lavorare perché se dovesse succedere qualcosa ci andrebbe di mezzo — spiegano — Il rischio a nostro parere, paradossalmente, è che l’amministrazione comunale possa declassarci ad altre mansioni oppure addirittura licenziarci. Per questo dall’ente comunale ci aspettavamo un’azione più forte nei confronti dell’Asl: invece continua a pagare tre stipendi da operai senza però che ne corrisponda il lavoro. Dovrebbe quindi costituirsi parte lesa». Dopo aver ricevuto le conferme sulla bonarietà della procedura da seguire, i dipendenti hanno quindi deciso di rivolgersi alla Procura di Grosseto, denunciando i vertici Asl coinvolti nella vicenda per abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e rifiuto di atti legalmente dovuti.
«La pensione dovuta all’inabilità non comporterebbe trattamenti economici differenti rispetto a quello che spetterebbe normalmente — dicono i tre — Abbiamo versato i contributi per quasi quarant’anni e quindi prenderemmo ciò che realmente ci spetta. Nessuno vuole approfittarsene o chiedere di più del dovuto».
La vicenda è stata segnalata da Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale che, una volta conosciuto il caso, hanno deciso di supportare i tre dipendenti in questa loro battaglia. «Facciamo alcune domande al sindaco Andrea Benini — dice Agostino Ottaviani, capogruppo di Fratelli d’Italia — Perché l’amministrazione comunale non prende i dovuti provvedimenti, magari attraverso diffide oppure denunce nei confronti di Asl? È lo stesso ente, e quindi la popolazione, a rimetterci in tutta questa storia: ci sono tre lavoratori che al momento non possono svolgere le mansioni per cui sono stati assunti».
Paola Villani
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