Il Tirreno

Grosseto

Alluvione 2012, pronto il ricorso «Chiederemo il risarcimento»

di Ivana Agostini
Alluvione 2012, pronto il ricorso «Chiederemo il risarcimento»

ORBETELLO. Sarà depositato il 12 aprile il ricorso che darà inizio alla causa Facciamo Chiarezza. La causa riguarda l’alluvione del novembre 2012 e a promuovere il ricorso della causa pilota sarà...

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Sarà depositato il 12 aprile il ricorso che darà inizio alla causa Facciamo Chiarezza.
La causa riguarda l’alluvione del novembre 2012 e a promuovere il ricorso della causa pilota sarà Fabrizio Bovicelli, che abita alla Fornace, a pochi chilometri da Albinia. La casa di Bovicelli venne invasa dal fango e dalle acque dell’Albegna durante l’alluvione di San Martino. Ora, assistito dall’avvocato Gilberto Giusti del foro di Firenze, chiederà il risarcimento dei danni subiti sia dal punto di vista patrimoniale che non patrimoniale. La causa sarà svolta nei confronti della Provincia di Grosseto e della Regione Toscana. «La responsabilità degli enti — spiega il legale — è stata individuata per la mancata manutenzione straordinaria nel corso degli anni delle opere idrauliche sul fiume Albegna che se si fossero trovate nello stesso stato del 1967, avrebbero consentito di contenere anche la portata idraulica nella misura dell’evento del 2012».
Il lavoro dell’avvocato e dei suoi collaboratori è stato duro e lungo. Il deposito del ricorso avviene a circa 4 anni e mezzo di distanza dell’evento alluvionale. «Le conclusioni sono state raggiunte dopo un lungo studio che — spiega — ci ha tenuti impegnati in questi 4 anni dall’alluvione». Giusti è un esperto nelle cause di risarcimento da danni da alluvioni e dissesti del territori.
«In questi anni — continua il legale — abbiamo dovuto rintracciare informazioni e documenti essenziali per la comprensione della storia idraulica dell’Albegna e quindi delle cause per cui si è prodotto l’evento dannoso del 2012. Il territorio attraversato dall’Albegna — ribadisce — è un territorio fragile e le opere che hanno permesso la bonifica e il mantenimento dell’equilibrio raggiunto dopo l’alluvione del 1966 dovevano essere doverosamente mantenute nel loro stato di efficienza. Ora sarà il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche che dovrà giudicare se l’evento era realmente eccezionale rispetto al corretto stato di conservazione delle opere dell’Albegna o se piuttosto, pur essendo in presenza di un fenomeno meteorico importante, è divenuto eccezionale per lo stato carente delle difese e degli alvei del fiume».
Il processo durerà un paio di anni. L’avvocato Giusti ha spiegato lo stato della causa ieri sera durante l’assemblea dell’associazione Vita che ha rinnovato le sue cariche del direttivo. La causa ha un nome ben preciso “Facciamo Chiarezza”. Gli alluvionati, Bovicelli in testa, vogliono sapere se è stato davvero un evento eccezionale o se la carenza degli interventi realizzati sul fiume e messi in opera dopo la seconda alluvione del 2014, se fatti nel corso degli anni, avrebbero evitato morti e danni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web