Il Tirreno

Grosseto

«Questo sindaco ha un bel modo di risolvere i problemi»

I timori e le perplessità, in relazione a questa operazione sui pozzi irrigui decisa dal Comune, emergono dalle reazioni di alcuni cittadini. Su Facebook c’è chi sottolinea che dovrebbe essere...

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I timori e le perplessità, in relazione a questa operazione sui pozzi irrigui decisa dal Comune, emergono dalle reazioni di alcuni cittadini. Su Facebook c’è chi sottolinea che dovrebbe essere interesse dell’amministrazione far sì che la città sia sempre più bella e accogliente, che il verde, oltre che gratificare l’occhio, rende migliore l’aria, il che significa anche più salute e meno spese per la sanità. Inoltre si mette in guardia dal rischio che chiudere i rubinetti dell’acqua per l’irrigazione causi una crescita esponenziale dello spreco d’acqua potabile che già scarseggia. Soprattutto si fa notare che sul bilancio del proprio condominio — un piccolo condominio — per l’esercizio 1 maggio 2015 — 30 aprile 2016, figurano versati 366 euro come “Quota di compartecipazione pozzi irrigui di proprietà comunale”. Dunque far pagare il servizio è già possibile. C’è chi, come Antonio Fiengo, scrive ai giornali per denunciare la superficialità della decisione. «Questo sindaco — dice — ha un bel modo di risolverli i problemi: toglie le panchine e chiude i pozzi». E poi Fiengo suggerisce di censire i giardini privatI, con l’aiuto degli amministratori condominiali, prendere i costi medi annuali degli ultimi 5 anni e far pagare i proprietari in base alle dimensioni dei giardini sottraendo i costi per i giardini pubblici. Matteo Bertelli, invece, si rivolge al sindaco ricordando di essere «uno di quei bravi cittadini che ha comunicato la metratura del giardino, come richiesto dalla precedente amministrazione, per poter partecipare alla spesa sostenuta dal comune per l’irrigazione, proprio per non gravare sulle risorse destinate a chi il giardino non ce l’ha». Ma da allora non ha saputo più nulla. «Oggi — scrive — mi dice che sono uno sprecone di denaro pubblico e merito che mi sia tagliata l’irrigazione; e me lo dice il 5 aprile alla vigilia della stagione calda quando sarà difficile organizzare la gestione del pozzo prima che tutto si secchi». Il signor Santoni ricorda che in alcune zone era impossibile realizzare pozzi privati ed era gioco forza allacciarsi a quelli del Comune. Anche per lui il problema non è il pagamento del servizio. «Fu detto ed era anche abbastanza logico — scrive ricordando evidentemente i fatti del 2015 — che i fruitori avrebbero pagato la bolletta in base alla superficie del giardino: onerosa pure questa ma meno cervellotica».

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