Il Tirreno

Grosseto

Partono le ordinanze di demolizione 

di Gabriele Baldanzi
Il Fuoriporta di piazza De Maria e (a destra) la struttura esterna al servizio dell’Arcimboldo Gourmet Burger in piazza Tripoli (foto Bf)
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Il Fuoriporta di piazza De Maria e (a destra) la struttura esterna al servizio dell’Arcimboldo Gourmet Burger in piazza Tripoli (foto Bf)

Grosseto: piazza Tripoli e piazza De Maria: il Comune dispone l’eliminazione delle strutture esterne a servizio di due note attività

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GROSSETO. Due disposizioni di demolizione sono alla firma del dirigente del Comune di Grosseto Marco De Bianchi. Riguardano altrettanti “volumi” appena fuori dal centro storico, noti ai grossetani: il gazebo di Arcimboldo Gourmet Burger, in piazza Tripoli e quello del bar Fuori Porta di piazza De Maria, caratteristiche simili, entrambi a servizio di attività commerciali.

Lo si apprende dal bollettino che ogni mese il segretario comunale pubblica all’albo pretorio e contemporaneamente invia al Pretore di Grosseto e al presidente della Provincia. Oggetto: segnalazione di opere e lottizzazioni abusive, in difformità con le normative vigenti. «Sì — conferma il comandante della Polizia municipale, Felice Carullo — stiamo conducendo da mesi a questa parte controlli e verifiche capillari su tutte le attività che occupano suolo pubblico, perché l’ufficio Tosap aveva segnalato un’elevata evasione. I sopralluoghi hanno interessato le strutture con gazebo, pedane, plateatici, perché nel frattempo sono anche mutate le regole che riguardano questo tipo di strutture. Nel corso delle operazioni compiute dagli agenti sono stati individuati diversi esercizi non in regola con i ruoli, altri invece con autorizzazioni e disposizioni edilizie in materia di manufatti.

E in questo secondo caso sono state registrate due situazioni più serie, cioè veri e propri abusi, manufatti realizzati in assenza di permesso a costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali rispetto all’articolo 3 del regolamento vigente».
Si tratta dei due gazebo già citati: piazza Tripoli (l’accertamento è del 10 febbraio 2017) e piazza de Maria (verbale del 10 marzo 2017) . «Sono ancora in corso verifiche interpretative e accertamenti — precisa Carullo — rispetto ad altre 16 situazioni non proprio in linea con il regolamento, ma si tratta di particolarità, dettagli, per esempio l’uso di pancali e fiori invece di piante per delimitare le aree di suolo pubblico con tavoli, in luogo delle balaustre, che in centro sono vietate». Insomma, situazioni meno compromettenti.

Diverso il discorso per i due volumi che si vuole far demolire. Nel caso di piazza Tripoli — Arcimboldo Gourmet Burger (l’ordinanza è in fase di redazione) — si contesta la realizzazione di una volumetria su suolo pubblico a servizio del fabbricato principale, un chiosco. La struttura da demolire è una pedana e frangivento in legno, una tenda paravento e una copertura pergotenda con sostegni verticali, il tutto «in assenza di titolo abilitativo e in difformità dal Riec». Per Arcimboldo è di un film già visto. Una decina di anni fa si contestò ai gestori dell’epoca un abuso in assenza di permesso a costruire. Il gazebo fu rimosso a fine 2010.

Al Bar Fuori Porta, in piazza De Maria l’oggetto della disposizione di demolizione, che invece è stata firmata nei giorni scorsi, è una struttura in legno su suolo pubblico.
E i titolari di queste attività cosa ne pensano? Di certo non vivono giorni sereni. Anzi.

Arcimboldo sta aspettando l’arrivo di un ombrellone, la prossima settimana, e intanto attende il bando del Comune che potrebbe consentire in autunno di riavere il gazebo. Appena arriverà il nuovo ombrellone si provvederà a completare l’arredo con vasi e fioriere. «Stiamo vivendo una fase di sopravvivenza», dice Stefano Franceschelli.

«Con l’ombrellone arriveremo a fine estate ma se non vinciamo il bando saremo costretti a chiudere: quattro persone della famiglia più un dipendente. Non ci sono alternative, perché a differenza di altri colleghi non ci sono aree interne per la clientela. Io posso rimediare con i funghi riscaldanti, ma in autunno e in inverno ci troveremo alle strette. Ho sentito altri colleghi che hanno avuto un 30-40 per cento di perdite, noi rischiamo anche peggio, senza un’area interna. L’ombrellone unico consentirà alla clientela di non subire disagi. Ma non voglio fare polemica e mi sono affidato ad Ascom per interagire con il Comune».

Laconici i titolari del bar Fuoriporta di piazza de Maria, che hanno ricevuto la lettera dal Comune il 3 aprile. «La certezza – dicono – è che una volta smantellato il gazebo l’attività dovrà chiudere».
 

 

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