Il Tirreno

Grosseto

Pozzi comunali, il Comune dà un taglio 

Pozzi comunali, il Comune dà un taglio 

Stop all’uso di acqua pubblica per i giardini privati. D’ora in avanti manutenzione impianti e bollette a carico dei cittadini

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GROSSETO. Chi deve irrigare il proprio giardino, lo farà, da ora in poi, a sue spese e non più a spese della collettività. Il Comune di Grosseto chiude i rubinetti, è il caso di dirlo, dal momento che quest’anno non saranno riaperti i pozzi irrigui chiusi alla fine dell’estate scorsa e che, da anni, servono solo per irrigare i giardini privati.
Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha schierato tutta la giunta per l’annuncio di questa decisione, tanto impopolare da aver subito suscitato reazioni critiche sui social, quanto doverosa dal momento che, per anni, i costi necessari a mantenere verde e rigogliosa l’erbetta di tanti giardini privati sono gravati sulla fiscalità generale: oltre due milioni di euro negli ultimi sei anni, circa 350.000 euro annui, al 50 per cento per la manutenzione dei pozzi stessi e al 50 per cento per la bolletta dell’energia elettrica necessaria a mandare avanti le pompe.
I pozzi di proprietà del Comune di Grosseto sono 96 e si tratta di pozzi realizzati in occasione di nuove urbanizzazioni salvo 6, che peraltro sono destinati a un uso totalmente pubblico; 16 hanno avuto fino a oggi un utilizzo promiscuo, ma il Comune può farne a meno. Tutti gli altri pozzi, invece, sono utilizzati solo da privati. E il Comune non vuole più saperne.
I pozzi resteranno chiusi se non si farà avanti qualcuno — condomìni o consorzi di cittadini — disposto a farsene carico, chiedendo direttamente alla Regione la relativa concessione all’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione e sobbarcandosi direttamente i costi sia della bolletta dell’energia elettrica che della manutenzione ordinaria e straordinaria.
Sì, perché il Comune trasferirà a chi chiederà la concessione solo il possesso del pozzo, ma ne resterà proprietario. Ma non è intenzione dell’ente occuparsi della straordinaria manutenzione. Peraltro il Comune, per chiedere la concessione alla Regione per l’utilizzo dei pozzi, paga un onere di 200 euro a pozzo, mentre la concessione per uso domestico è gratuita.
«Acqua pubblica utilizzata per innaffiare giardini privati: una vergogna che deve finire». Ha spiegato così, il sindaco, la decisione di non aprire i pozzi irrigui pubblici a servizio dei privati. «La nostra stella polare è e sarà sempre la legalità — ha proseguito Vivarelli Colonna — abbiamo intenzione di ristabilirla immediatamente pure per quel che riguarda la gestione dei pozzi, anche per evitare un danno erariale. Sono indignato per il fatto che tutti i cittadini di Grosseto paghino per i giardini di pochi. Adesso basta. Per noi questo non è servizio pubblico». Inizia subito dunque un percorso per il passaggio gratuito dei pozzi ai condomini o a eventuali consorzi di cittadini. Il Comune si occuperà solo dei sei pozzi a servizio esclusivo del verde pubblico e di strutture comunali come vasche, parchi e impianti sportivi.
«Il Comune di Grosseto non sborserà soldi per un servizio pubblico in cui di pubblico non vi è nulla — ha detto l’assessore al patrimonio Riccardo Megale — La normativa regionale, di recente modificata, tra l’altro non consente più l’uso promiscuo pubblico-privato. Detto questo, riteniamo che questa scelta fosse inopportuna anche prima: saneremo così questa disfunzione». Intanto, per la fase di transizione il Comune ha attivato uno sportello dedicato. Per informazioni è possibile scrivere a pozzi@comune.grosseto.it
Per questioni tecniche sul passaggio di possesso, è possibile contattare la società Sistema allo 0564 488900.

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