Sicurezza
Pittore investito: «Colpa delle pedane che restringono la strada»
Grande spavento e alcune complicazioni sanitarie per il pittore grossetano Rodolfo Nofri che la mattina di lunedì 3 aprile è stato investito intorno alle 10 da un’automobile in via Daniele Manin, in...
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Grande spavento e alcune complicazioni sanitarie per il pittore grossetano Rodolfo Nofri che la mattina di lunedì 3 aprile è stato investito intorno alle 10 da un’automobile in via Daniele Manin, in pieno centro storico di Grosseto – la strada collega porta Corsica con piazza Duomo – all’altezza del bar Pausa Eat. «Stavo camminando tranquillamente verso il Duomo – dice Rodolfo Nofri – quando una macchina che arrivava alle mie spalle mi ha urtato. Non me ne sono neanche reso conto perché sono subito caduto a terra. Il conducente sostiene di non avermi visto». La botta e la paura sono state grandi ma Nofri si rialza e sul momento non sente il bisogno di chiamare i soccorsi. «Nel pomeriggio però – dice il pittore – sono andato al pronto soccorso perché stavo davvero male». Lì Nofri, che ha il diabete, scopre che la sua glicemia per lo spavento è schizzata a valori molto alti e pericolosi per la salute. I medici gli praticano subito un’iniezione di insulina.
Il pittore è quindi rientrato a casa, ma certo non ha dimenticato la brutta avventura.
Il maestro Nofri prende spunto dell’incidente di cui è stato vittima per segnalare la vera ragione dell’incidente stesso, ossia la presenza di pedane esterne ai locali che rubano spazio alla strada e alla circolazione di mezzi e persone. «Io non ce l’ho certo con gli esercenti dei locali – precisa Nofri –. Ce l’ho semmai con il Comune che autorizza strutture ingombranti che riducono fortemente la carreggiata. Tant’è che la prima cosa che mi ha detto la persona che mi ha investito è stata: “Guardi, non l’avevo vista”». (s.l.)
Il pittore è quindi rientrato a casa, ma certo non ha dimenticato la brutta avventura.
Il maestro Nofri prende spunto dell’incidente di cui è stato vittima per segnalare la vera ragione dell’incidente stesso, ossia la presenza di pedane esterne ai locali che rubano spazio alla strada e alla circolazione di mezzi e persone. «Io non ce l’ho certo con gli esercenti dei locali – precisa Nofri –. Ce l’ho semmai con il Comune che autorizza strutture ingombranti che riducono fortemente la carreggiata. Tant’è che la prima cosa che mi ha detto la persona che mi ha investito è stata: “Guardi, non l’avevo vista”». (s.l.)
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