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Grosseto

Nomina e mobilità, scintille davanti ai giudici 

Nomina e mobilità, scintille davanti ai giudici 

Confronto serrato al processo per abuso d’ufficio e falso per i provvedimenti della giunta Baldi

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FOLLONICA. Aria più che elettrica all’udienza del processo per abuso d’ufficio e falso in relazione alla delibera con la quale il segretario comunale Stefano Bertocchi era stato nominato direttore generale (secondo l’accusa non avrebbe potuto in base alla legge finanziaria) e alla selezione con procedura di mobilità per l’assunzione (predeterminata, secondo l’accusa) di Noemi Mainetto, casi del 2009-2010.
È dovuto intervenire il presidente Giovanni Puliatti (nel collegio con Giovanni Muscogiuri e Andrea Stramenga) per comporre i toni accesi con i quali si sono confrontate le parti. Prima a tutela di Lucia Vella, ex responsabile del settore Partecipazioni dopo 35 anni di lavoro nell’ente (era entrata da maestra), chiamata a testimoniare sulle modalità con le quali era stata invitata ad andare in pensione e che si era lamentata («Non posso sopportare di essere messa in discussione») delle domande dell’avvocato Salvatore Salidu, difensore di Bertocchi (il presidente: «Ho già detto che non ammetto domande sulla sua carriera»). Poi per accogliere le rimostranze dell’avvocato Carlo Valle (codifensore con Laura Pacenti dell’ex assessore Francesca Stella e con Enrico Santinelli del responsabile del personale Paolo Marelli) che è intervenuto segnalando come «nocive» le domande rivolte dal pm Arianna Ciavattini all’ex assessore al bilancio Donatella Rapezzi («così la si manda in confusione il testimone», ha detto il legale), pm che poco prima aveva incalzato l’ex amministratrice ricordandole di essere sotto giuramento. Tensione composta comunque subito dopo l’udienza.
A Vella il pm ha chiesto una ricostruzione: «Sindaca Baldi (deceduta, ndr) e direttore Bertocchi il 24 dicembre mi proposero di andare in pensione. Io per età potevo andarci subito ma volevo chiudere il mio lavoro sul Piano strutturale. Mi fu detto che, per la riorganizzazione, il mio posto sarebbe stato soppresso». E lo fu davvero? «Non ho più messo piede in Comune». Il suo posto, ha detto rispondendo all’avvocato Santinelli, era poi stato preso da Mainetto con mobilità da altro Comune. Ma della riorganizzazione ventura non seppe mai nulla? ha chiesto Salidu, che ha voluto più volte spiegazioni dettagliate sui compiti dell’ufficio Partecipazione («organizzavamo gli incontri perché i cittadini fossero a conoscenza dei progetti e accoglievamo le proposte»): «Giravano nei corridoi i nomi di persone che sarebbero dovute arrivare. Non chiesi mai nulla all’ufficio personale».
Particolari sulla riorganizzazione sono stati chiesti ad Alesandro Agostinelli, dirigente tra il 2004 (epoca Saragosa) il dicembre 2009, responsabile di Vella: «Ad agosto 2009 seppi dalla stampa che la giunta aveva tagliato il mio settore per risparmio economico. Obiettai che era un’ingenuità politica perché il personale non avrebbe seguito un dirigente in scadenza, a dicembre». Ha confermato di aver fatto registrare al Tribunale una testata on line e ha chiarito che all’epoca dell’avviso per l’ufficio stampa, marzo 2010, lui non era già più in Comune. Quell’avviso di mobilità cui aveva partecipato Rossana Galli, istruttore e pubblicista, già all’Elba e a Roma, per avvicinarsi a casa: «Fui convocata per il colloquio, ebbi subito la sensazione che era andato male».
A Rapezzi il pm ha chiesto con quale criterio le delibere venivano inviate ai revisori dei conti (poco prima era stato ascoltato Andrea Ancillotti): «Non sono a conoscenza di procedure codificate, salvo caso particolari». Ah, ci sono casi particolari, ha obiettato l’accusa: «Sì, ad esempio il Piuss che portava svariati milioni di euro di investimenti. I revisori venivano edotti». La riorganizzazione non comportava maggiori spese, ha aggiunto, «neanche per Bertocchi, perché era già previsto» con quei 39.000 euro di stipendio. Chi dette il parere contabile? «Bertocchi». Sapeva che la finanziaria 2010 impediva la nomina di direttori nei Comuni sotto i 100.000 abitanti? «Non siamo tuttologi». E chi ve lo doveva dire? «Il segretario». Faccia il nome: «Bertocchi». Rapezzi ha poi aggiunto che ci fu una sanatoria. Santinelli ha prodotto alcuni documenti al riguardo, anche relativi alla non necessità del parere contabile come sugli uffici stampa. Gemma Mauri, all’epoca indagata (non luogo a procedere insieme a Domenico Melone), ha preferito non rispondere. Il processo riprende a giugno. (p.s.)

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