Il Tirreno

Grosseto

Mura: per garantire la sicurezza il Comune pensa ai cancelli 

di Francesca Ferri
Il Cassero senese (foto Agenzia Bf)
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Il Cassero senese (foto Agenzia Bf)

Gli assessori Agresti e Turbanti, ospiti della redazione, rispondono alle domande dei cittadini E annunciano un piano sull’esagono mediceo a partire dalla chiusura notturna dal Maiano al Garibaldi

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GROSSETO. Bene le iniziative, ok gli eventi. Ma senza sicurezza le Mura medicee di Grosseto difficilmente potranno tornare ad essere il giardino dei grossetani, dove i bambini possono giocare e ricorrersi senza il pericolo di mettere il piede su una siringa, gli anziani possono sedersi su una panchina senza dover assistere allo spaccio di droga alla luce del sole e tutti i cittadini possono fare sport e godersi la passeggiata senza rischiare di essere testimoni di accoltellamenti e scorribande.

Per questo l’amministrazione comunale guidata da Antonfrancesco Vivarelli Colonna per il rilancio delle Mura si è posta un obiettivo: chiudere con dei cancelli l’accesso a tre quarti dell’esagono mediceo durante la notte.
L’annuncio lo hanno dato al Tirreno martedì 4 aprile gli assessori Luca Agresti, vicesindaco, titolare dell’assessorato alle Mura medicee, e Fausto Turbanti, responsabile per l’amministrazione della sicurezza cittadina. Gli assessori erano ospiti della redazione grossetana del Tirreno per rispondere alle domande poste dai cittadini durante le prime due puntate di Caffè Tirreno, l’appuntamento che porta ogni settimana i giornalisti a incontrare direttamente i cittadini in quartieri e frazioni del comune per ascoltare le loro segnalazioni e raccogliere i loro suggerimenti su come migliorare la città.

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All’incontro sono intervenuti due assessori, Agresti e Turbanti, e l’addetto stampa del Comune Giuseppe Orfino. Erano attesi anche altri rappresentanti del governo cittadino che però sono stati trattenuti per precedenti impegni. Le loro risposte, dunque, al momento sono rimandate.

Una delle questioni sollevate dai cittadini, e che riguarda il centro storico, è il recupero sia sociale che materiale delle Mura medicee. Per il recupero sociale si rimanda all’altro articolo in pagina. E per quello materiale? «Naturalmente il recupero passa anche dalla riqualificazione _ dice Agresti _ a partire dall’illuminazione, per la quale abbiamo già i fondi, circa 300.000 euro derivanti dalla tassa di soggiorno. Dopo il 30 aprile il Comune bandirà la gara. Il nostro obiettivo è iniziare i lavori nei primi mesi del 2018».

Anche la messa a norma dei parapetti è in lista, «ma anche qui è una questione di soldi», dice il vicesindaco.
Quindi i cancelli, che l’amministrazione vorrebbe installare per chiudere una buona parte delle Mura la notte. «Almeno _ precisa Agresti _ in una parte funzionale a riqualificare alcune aree».

Quali? Lo descrive nel dettaglio l’assessore Turbanti. «Premetto che la materia appartiene ai lavori pubblici del collega Riccardo Megale», spiega Turbanti. Megale però martedì non ha potuto essere presente all’incontro con Il Tirreno. E dunque qualche anticipazione la dà l’assessore alla Sicurezza. Perché, in fin dei conti, a questo servono i cancelli, anche alla luce dei preoccupanti episodi di cronaca che si sono verificati sulle Mura e nelle immediate vicinanze.

«L’idea _ dice Turbanti _ è di chiudere il tratto di Mura che va dal bastione Maiano al bastione Garibaldi, quello dove c’è l’Eden, passando da Porta Vecchia, Cavallerizza, Cinghialino. Abbiamo calcolato che in questo semicerchio ci sono sei punti d’accesso: la salita del Maiano, la salita di piazza del Sale verso la Cavallerizza, le scale accanto all’ex cinema Mazzini, la salitina dietro al teatro Industri verso il Cinghialino, le scale vicino al sottopasso di via Mazzini, davanti alla Chelliana, e la salita per l’Eden. Insomma, alla fine di tratta di comprare sette cancelli».

L’unico punto più critico è quello del camminamento tra il Maiano e Porta Vecchia, di fatto tutto accessibile dalla sottostante via Saffi.

A quando, dunque, l’intervento? «Al momento questa è l’ottica che vogliamo adottare», spiegano Agresti e Turbanti. Per l’effettiva realizzazione ci sarà un po’ da aspettare, ma il percorso è tracciato. Non resta che attendere, a questo punto, le reazioni dei cittadini.


©RIPRODUZIONE RISERVATA

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