Il Tirreno

Grosseto

Un caffè ad Alberese Luigi spalanca  le porte del Parco 

Un caffè ad Alberese Luigi spalanca  le porte del Parco 

Il titolare del locale ospiterà domani cittadini e cronisti Manutenzione, decoro, servizi: spazio alle segnalazioni 

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ALBERESE. Domani il Caffè Tirreno si sposta ad Alberese per raccogliere proteste, proposte, segnalazioni sullo stato della frazione.
L’appuntamento è alle 11 al Bar Ducale – recentemente ribattezzato Il Parco – che sorge in via del Bersagliere proprio di fronte agli uffici del Parco della Maremma. A ospitare i cronisti della redazione e gli abitanti è il barista Luigi Russo, classe 1981, originario di Caserta, radicato in Maremma da molti anni dove prima lavorava nel settore delle costruzioni per poi dedicarsi anima e corpo a questo locale, diventato uno dei punti di riferimento per residenti e turisti del territorio. Luigi è approdato in Maremma nel 2001, 16 anni fa. «Prima – racconta – lavoravo con mio fratello Arturo Russo che aveva un’impresa edile ed esercitavamo insieme il nostro mestiere un po’ in tutta la Maremma. Poi ho aperto il bar».
Non c’era nulla al suo posto. «Siamo stati noi a costruire e mettere su quest’attività dove prima sorgevano baracche».
L’investimento sul bar – la sfida proiettata con fiducia e speranza al futuro – risale al 2009, epoca in cui l’allora Bar Ducale apre i battenti per intercettare quel turismo (specie estivo) a caccia di meraviglie del Parco: escursioni, gite in bici etc. Contento di questa scelta? «Molto. Il posto ci piacque fin da subito e per questo decidemmo di partire». Lavoro portato avanti con lo stesso socio del passato, compagno d’avventure e di vita: il fratello.
Luigi è sposato, ha un figlio di 3 anni e un’altra bimba – sorride felice - che è in arrivo a maggio, tra un mese.
Il suo locale, insieme ad altri, da anni raccoglie testimonianze, chiacchiere, confidenze di gente che va e che viene; è un po’ il crocevia di tutto, cittadini e forestieri, gli esploratori stranieri delle meraviglie naturali e i residenti di passaggio, molti dei quali anziani, che vanno a sorseggiare un caffè o a fare due chiacchiere per parlare delle sorti del paese.
C’è chi si lamenta della pulizia, delle erbacce, della manutenzione trascurata, della situazione del parcheggio davanti al bar. Poi dell’acqua per gli orti, della piazza principale che andrebbe valorizzata. Il bar è aperto tutto l’anno, la clientela variabile. «Da ottobre a marzo si lavora perlopiù con la gente del posto, i residenti - dice Luigi - poi si affacciano i primi turisti destinati ad aumentare man mano che ci si avvicina all’estate»: quelli che vanno a fare le escursioni, che approfittano delle belle giornate per fare percorsi in bici lungo i sentieri del Parco, o quelli che partono da qua, vanno al mare, poi tornano al paese, gente che va in ferie, che nei mesi estivi moltiplica il numero delle presenze. Negli anni la crisi si è fatta sentire anche qua, e «sicuramente ha inciso, le presenze sono calate». Ma si va avanti e – dalle strade ai servizi - si spera che la situazione complessiva migliori.
Elisabetta Giorgi

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