La manifestazione
Sani: «Sulla geotermia governo in ritardo»
Il parlamentare pd fa appello al ministro Galletti. Le linee guida dovevano essere emanate a fine 2015
2 MINUTI DI LETTURA
MONTENERO D’ORCIA. Dopo che, a pioggia, il ministero dell’Ambiente ha dato il via libera alle autorizzazioni per costruire centrali geotermiche a ciclo binario in mezza Toscana, compresa Montenero d’Orcia (Castel del Piano), Luca Sani, presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, sbotta. «Ancora attendiamo la risposta dal ministro all’interrogazione del settembre 2016 sulle linee guida per la geotermia. È anche opportuno che la Regione si pronunci sulla zonizzazione».
Alla notizia dell’autorizzazione, se pure con prescrizioni, andata a buon fine, il comitato di difesa della Val d’Orcia si era immediatamente mosso per un ricorso al Tar, sostenuto dai maggiori imprenditori della zona e anche il sindaco Claudio Franci era intervenuto sulla questione, dicendo di contare, però, sulle decisioni della Regione che a breve dovrebbe fare la zonizzazione.
«Lo scorso settembre, insieme al collega Luigi Dallai — interviene Sani — abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Gian Luca Galletti ponendo il problema della mancata attuazione della risoluzione approvata nell’aprile 2015 nelle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati numero 7-00486».
La risoluzione che impegnava il governo «ad avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili... e in linea con la strategia energetica nazionale». Ma soprattutto impegnava il governo a emanare entro sei mesi linee guida per individuare in queste aree i criteri generali di valutazione per sfruttare in sicurezza la risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di microsismicità.
«A distanza di sei mesi a quell’interrogazione – dice Sani – non è stata data risposta, e a questo punto il ministro deve dirci se ciò dipende da una motivazione di tipo politico o di natura tecnica. Perché non è accettabile che si diano autorizzazioni a realizzare centrali in assenza di criteri certi di riferimento. Considerata la situazione e l’opposizione motivata alla centrale di Montenero, ma anche a quelle in altre zone della Toscana del sud, che hanno tutt’altra vocazione produttiva, è a questo punto opportuno intervenga la Regione che si è assunta l’impegno di procedere a una propria zonizzazione delle aree vocate allo sfruttamento geotermico e di quelle escluse. La certezza dei punti di riferimento, infatti, è una garanzia per tutti; sia per chi si oppone che per chi è favorevole». (f.b.)
Alla notizia dell’autorizzazione, se pure con prescrizioni, andata a buon fine, il comitato di difesa della Val d’Orcia si era immediatamente mosso per un ricorso al Tar, sostenuto dai maggiori imprenditori della zona e anche il sindaco Claudio Franci era intervenuto sulla questione, dicendo di contare, però, sulle decisioni della Regione che a breve dovrebbe fare la zonizzazione.
«Lo scorso settembre, insieme al collega Luigi Dallai — interviene Sani — abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Gian Luca Galletti ponendo il problema della mancata attuazione della risoluzione approvata nell’aprile 2015 nelle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati numero 7-00486».
La risoluzione che impegnava il governo «ad avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili... e in linea con la strategia energetica nazionale». Ma soprattutto impegnava il governo a emanare entro sei mesi linee guida per individuare in queste aree i criteri generali di valutazione per sfruttare in sicurezza la risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di microsismicità.
«A distanza di sei mesi a quell’interrogazione – dice Sani – non è stata data risposta, e a questo punto il ministro deve dirci se ciò dipende da una motivazione di tipo politico o di natura tecnica. Perché non è accettabile che si diano autorizzazioni a realizzare centrali in assenza di criteri certi di riferimento. Considerata la situazione e l’opposizione motivata alla centrale di Montenero, ma anche a quelle in altre zone della Toscana del sud, che hanno tutt’altra vocazione produttiva, è a questo punto opportuno intervenga la Regione che si è assunta l’impegno di procedere a una propria zonizzazione delle aree vocate allo sfruttamento geotermico e di quelle escluse. La certezza dei punti di riferimento, infatti, è una garanzia per tutti; sia per chi si oppone che per chi è favorevole». (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
