La manifestazione
TALAMONE
La tartaruga Guelfa torna in mare
di Ivana Agostini
Liberata una Caretta Caretta. Venturi: «È stata curata, ora sta bene»
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TALAMONE. Guelfa è tornata a nuotare in mare aperto. Il piccolo esemplare di Caretta Caretta, che pesa circa 4 chili, si trovava al centro Tartanet di Talamone da novembre.
Era arrivata nel centro di recupero delle tartarughe da Piombino dov’era stata portata da un peschereccio che l’aveva trovata in mare in difficoltà.
«Aveva problemi di galleggiamento - spiega Lucia Venturi presidentessa del Parco della Maremma- nuotava e galleggiava male. Grazie alle cure antibiotiche, alla corretta alimentazione ora o gode di ottima salute tanto che stamani (ieri ndc) nuotava felice nelle acque davanti al Bagno delle donne a Talamone».
La liberazione è avvenuta durante una giornata di formazione sui nidi delle tartarughe. «Fino al 2013 - dice Venturi- era difficile trovare nidi di tartarughe marine. Da allora le cose sono cambiate e anno dopo anno sono state segnalate nidificazioni e nascite».
Così da Scarlino alla Giannella fino a Capalbio dove l’anno scorso dopo l’avvistamento di una tartaruga marina tutti si aspettavano una schiusa che poi non avvenne, le Caretta Caretta sono arrivate sulle coste del sud sempre più spesso. Per questo gli operatori del settore hanno ritenuto necessaria la sensibilizzazione di chi ha stabilimenti balneari.
«È importante che in casi di nidi si sappia come comportarsi, sia quando si avvista una tartaruga che assistendo a una nascita».
La Regione Toscana si è presa in carico la realizzazione di un vademecum da consegnare a chi gestisce uno stabilimento, sui giusti comportamenti da tenere. Ieri è stata importante la testimonianza di chi è abituato a vedere ogni estate la nascita delle tartarughe marine sulle sue coste: la Caretta Calabria Conservation.
«Sulle loro coste hanno circa 41 nidi, hanno esperienza e quindi ci possono insegnare molto» dice Venturi.
Secondo Lamma la stagione estiva si annuncia calda.
«Siamo già un grado sopra la media- dice - e questo potrebbe far ben sperare per l’arrivo delle tartarughe sulle coste del sud. È per le condizioni climatiche cambiate e il fatto che anche le acque sono calde come quelle del sud che le tartarughe arrivano da noi».
D’estate sarà importante vigilare e monitorare le spiagge.
«Nel caso si vedano una tartaruga o le impronte è importante segnalarle».
Era arrivata nel centro di recupero delle tartarughe da Piombino dov’era stata portata da un peschereccio che l’aveva trovata in mare in difficoltà.
«Aveva problemi di galleggiamento - spiega Lucia Venturi presidentessa del Parco della Maremma- nuotava e galleggiava male. Grazie alle cure antibiotiche, alla corretta alimentazione ora o gode di ottima salute tanto che stamani (ieri ndc) nuotava felice nelle acque davanti al Bagno delle donne a Talamone».
La liberazione è avvenuta durante una giornata di formazione sui nidi delle tartarughe. «Fino al 2013 - dice Venturi- era difficile trovare nidi di tartarughe marine. Da allora le cose sono cambiate e anno dopo anno sono state segnalate nidificazioni e nascite».
Così da Scarlino alla Giannella fino a Capalbio dove l’anno scorso dopo l’avvistamento di una tartaruga marina tutti si aspettavano una schiusa che poi non avvenne, le Caretta Caretta sono arrivate sulle coste del sud sempre più spesso. Per questo gli operatori del settore hanno ritenuto necessaria la sensibilizzazione di chi ha stabilimenti balneari.
«È importante che in casi di nidi si sappia come comportarsi, sia quando si avvista una tartaruga che assistendo a una nascita».
La Regione Toscana si è presa in carico la realizzazione di un vademecum da consegnare a chi gestisce uno stabilimento, sui giusti comportamenti da tenere. Ieri è stata importante la testimonianza di chi è abituato a vedere ogni estate la nascita delle tartarughe marine sulle sue coste: la Caretta Calabria Conservation.
«Sulle loro coste hanno circa 41 nidi, hanno esperienza e quindi ci possono insegnare molto» dice Venturi.
Secondo Lamma la stagione estiva si annuncia calda.
«Siamo già un grado sopra la media- dice - e questo potrebbe far ben sperare per l’arrivo delle tartarughe sulle coste del sud. È per le condizioni climatiche cambiate e il fatto che anche le acque sono calde come quelle del sud che le tartarughe arrivano da noi».
D’estate sarà importante vigilare e monitorare le spiagge.
«Nel caso si vedano una tartaruga o le impronte è importante segnalarle».
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