Il Tirreno

Grosseto

L’olio per Santa Caterina sarà l’oro verde seggianese 

di Fiora Bonelli
L’olio per Santa Caterina sarà l’oro verde seggianese 

Cuore amiatino per l’ampolla per le celebrazioni della patrona di Siena  Il paese si prepara anche a una giornata con conferenza e processione

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SEGGIANO. Sarà l’olio di Seggiano ad alimentare le lampade votive che la città di Siena accenderà per Santa Caterina Benincasa, patrona della Balzana, nata a Siena il 25 marzo 1347 e morta a Roma il 29 aprile 1380, canonizzata dal papa senese Pio II Piccolomini nel 1461 e dichiarata da Paolo VI dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970, la seconda donna dopo Teresa d’Avila.
Di Santa Caterina ha parlato don Giovanni Soldani, vicario generale dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, in un incontro col sindaco di Seggiano Gianpiero Secco e la popolazione, che si è tenuto il 3 aprile per organizzare le giornate che vedranno Seggiano fra i protagonisti delle celebrazioni che Siena dedica alla patrona il 29 e il 30 aprile.
Seggiano porterà l’ampolla di olio e l’offerta sarà fatta solennemente all’altare senese della chiesa della santa, dove si accosteranno il sindaco e rappresentanze delle principali associazioni paesane coi loro vessilli e stendardi. «Una grande emozione — ha commentato il sindaco — e un grande orgoglio per l’offerta votiva che prima di noi hanno portato cittadine come Montalcino, Monteriggioni, Casole d’Elsa. L’iniziativa ci permetterà di far conoscere il nome di Seggiano e di aggregare attorno a questo cerimoniale amministrazione, sodalizi e tutta la comunità. L’appuntamento ci vedrà impegnati nei giorni precedenti in iniziative a Seggiano, dove arriveranno illustri rappresentanze religiose dalla città di Siena».
Anche per il vicario generale questa un’occasione d’oro per far conoscere Seggiano e le sue eccellenze, come l’olio, il formaggio e tutti gli altri prodotti agricoli e per organizzare nel piccolo paese due giorni di celebrazioni a cui potrebbe anche partecipare l’arcivescovo Antonio Buoncristiani.
L’idea di Soldani è costruire una giornata che ruoterà attorno a una conferenza di accademici, studiosi di Santa Caterina e i suoi soggiorni nei castelli dell’Amiata. Come la rocca di Tentennano a Castiglion d’Orcia e poi Montegiovi, nella conca sotto Castel del Piano, dove è ricordata con una lapide la casa dove la santa sostò.
Un viaggio, quello di Santa Carina che da Siena arrivò all’Amiata, che ancora aleggia nella memoria e nella devozione delle comunità e su questo ha fatto leva don Soldani quando ha proposto, accanto alla conferenza sulla storia della santa, anche una serata dedicata a una processione solenne dove sarà esposta alla pubblica venerazione la famosa reliquia contenuta in una preziosa teca, del dito della santa, magari prevedendo una sosta anche a Montegiovi.
«Portare a Seggiano il dito di Caterina sarà l’occasione — ha detto Soldani — per aggregare tutta una comunità, anche quella dei paesi vicini, e le autorità religiose, civili e militari. Ma l’importante è parlare di Seggiano, a cui l’arcivescovo ha chiesto quest’anno l’offerta dell’olio per la sua notorietà».
Il corteo arriverà il 30 aprile dal comune di Siena al santuario della Santa e vi sarà l’offerta dell’olio. Santa Caterina — ha chiuso Soldani — è anche la patrona dell’Unione Europea della cui nascita quest’anno si celebra il 60º anniversario. Un motivo in più per fare bene».
A giorni saranno stabilite le date della conferenza e della processione che si terranno a Seggiano poco prima dei festeggiamenti senesi già calendarizzati il 29 e il 30 aprile.

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