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Sindacati contro la privatizzazione di Poste

Sindacati contro la privatizzazione di Poste

Primo presidio in piazza Fratelli Rosselli per scongiurare la trasformazione in banca

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GROSSETO. In piazza Fratelli Rosselli a Grosseto ieri mattina si è svolto il primo presidio sindacale contro la privatizzazione totale e definitiva di Poste italiane spa.

La mobilitazione proseguirà fino a domani. Qui, dove il sindacato dei postali è forte, la protesta è guidata da Cisl, Cgil, Ugl, Confsal Com e Failp. I sindacati hanno anche fatto volantinaggio tra i cittadini.

Nel comunicato si insiste sulla funzione sociale di Poste italiane, «che costituisce un elemento imprescindibile di garanzia e sviluppo del Paese».

I dipendenti di Poste si oppongono alla decisione del governo di proseguire nel processo di totale privatizzazione del gruppo Poste, eliminando completamente il controllo pubblico e mettendo a rischio la presenza nei centri più periferici e marginali, dove l’azienda è percepita come un presidio istituzionale.

«Vogliono trasformare Poste italiane in una vera e propria banca – spiega Claudia Fiornovelli (Cisl) – con il pericolo di introduzione di quelle dinamiche di speculazione che tanti danni hanno prodotto a imprese e famiglie. A rischio, in futuro, potrà essere anche il recapito, con l'introduzione dei giorni alterni, senza contare che si mettono a repentaglio migliaia di posti di lavoro, per esempio con la prevista chiusura del Cmp di Firenze, nodo centrale nello smistamento della corrispondenza».

Poste italiane troppo spesso, secondo i manifestanti, dimentica che è ancora obbligata a garantire un servizio pubblico attraverso i propri centri di recapito, sia per le sovvenzioni che riceve dallo Stato, sia in ossequio all’osservanza di un diritto di cittadinanza ancora in essere in favore dell’intera collettività. Tutto questo con l'unico obiettivo di fare cassa per abbattere in modo insignificante il debito pubblico. I dipendenti di poste dicono no, quindi, alla vendita dei “gioielli di famiglia”, privando di servizi i cittadini e privando del lavoro tanti dipendenti. Dai cittadini ci si attende vicinanza nella protesta.

Gabriele Baldanzi

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