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Nuovo assalto dei predatori Pecore sbranate a Manciano

Nuovo assalto dei predatori Pecore sbranate a Manciano

MANCIANO. Pian dei Carrai, località La Sgrilla, territorio comunale di Manciano: a distanza di pochi giorni, ecco un nuovo attacco predatorio all’azienda di Carmelo Masala e figli: 4 pecore sbranate,...

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MANCIANO. Pian dei Carrai, località La Sgrilla, territorio comunale di Manciano: a distanza di pochi giorni, ecco un nuovo attacco predatorio all’azienda di Carmelo Masala e figli: 4 pecore sbranate, 8 ferite e un numero imprecisato di disperse. Tutte agnelle da latte. Oltre 20, insomma, i capi interessati da questo ennesimo attacco a un’azienda già colpita spesso e decimata. Il penultimo attacco solo pochi giorni or sono, con una decina di pecore fra scannate ferite e disperse. «Un vero macello- commenta il figlio di Carmelo, Simone Masala, contro cui nulla più possiamo. Noi – dice – abbiamo messo in atto tutti gli accorgimenti possibili. I tanti cani da guardiania che possediamo ora fuggono terrorizzati davanti al branco di predatori. Noi, poi, sorvegliamo le pecore quasi tutto il giorno. Le teniamo vicino al capannone e anche questa volta erano quasi accanto all'’vile. Ci eravamo allontanati per portare da mangiare alle pecore che teniamo chiuse ed è bastato poco. Un attimo e al nostro ritorno uno scempio. Ormai i predatori sono stanziali e appena vedono che ci allontaniamo agiscono. E in questa situazione – aggiunge – non ci possiamo permettere operai in più 24 ore su 24. Noi della famiglia siamo sempre presenti sul campo, ma la situazione è fuori controllo. I predatori che ci circondano partoriscono in continuazione. Vediamo ovunque lupe e ibridi coi cuccioli. Si appostano e uccidono. Non ce la facciamo più. Il tempo per fare tutto ci manca e ci si mette di mezzo anche la matassa della burocrazia che ci soffoca com mille problemi. Oggi dovrò perdere tutto il giorno per lo smaltimento delle carcasse, le visite veterinarie e tutto il resto. Abbiamo dovuto frequentare anche corsi per guidare il trattore, per la sicurezza, per la mungitura. Corsi di tutti i tipi, mattinate che vanno in fumo. Mille lavori in campagna e in più sorvegliare le pecore a vista. Non è più possibile questa cosa. Rischiamo di scoppiare e chiudere».

Masala non torna ad appellarsi a nessuno. Dopo appelli su appelli a istuzioni, associazioni e cittadini, dopo manifestazioni eclatanti come quella di aver portato in piazza a Manciano le pecore morte per far vedere lo scempio subito, ora tace. Ha perso le speranze di risolvere un problema che sta interessando un po’ tutta Italia e che in questi giorni occupa le prime pagine di giornali e notiziari televisivi nazionali dopo la predazione di oltre 20 capi a Sara Moscadelli di Monteriggioni, che si è rivolta a carabinieri e procura, a tutti i mezzi di comunicazione possibili e che ha provocato anche l’interrogazione parlamentare dell'onorevole Dallai. «Ma le interrogazioni lasciano il tempo che trovano- commentano gli allevatori- qui siamo sempre allo stesso punto. Nessuno muove un dito. Finito il polverone dell'aggressione tutto torna nel dimenticatoio». (f.b.)

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