La manifestazione
Le minacce continuano Il giudice lo mette in cella
GROSSETO. Prima aveva avuto un divieto di avvicinamento: era il 10 febbraio. Poi la misura era stata aggravata, arresti domiciliari con braccialetto elettronico: era il 16 febbraio. Adesso, dalla...
GROSSETO. Prima aveva avuto un divieto di avvicinamento: era il 10 febbraio. Poi la misura era stata aggravata, arresti domiciliari con braccialetto elettronico: era il 16 febbraio. Adesso, dalla fine della settimana scorsa, è finito in carcere, perché le minacce nei confronti della ex sono proseguite, anche se solo per telefono: vi sono contenuti riferimenti al cimitero, ai figli, ed espressioni di carattere sessuale. Le conversazioni sono state registrate e i relativi file audio sono stati acquisiti dai carabinieri.
Comparirà domani davanti al giudice un uomo di 46 anni, indagato per stalking, maltrattamenti in famiglia, molestie. Negli episodi avvenuti alla fine del mese di marzo il comportamento persecutorio sarebbe stato portato avanti anche ai danni dei familiari della donna, di poco più giovane di lui. Anzi, l’uomo aveva telefonato ai genitori di lei e la sua voce era stata ascoltata anche dai figli, perché la conversazione era stata messa in viva voce.
La coppia si era separata qualche tempo fa. Ma lui, secondo quanto ricostruito dal giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna, non ha ancora risolto l’ossessione sulla fedeltà della donna e non ha accettato la separazione. Poiché minaccia propositi di vendetta («quando sarò libero vi farò piangere») ed è spesso in stato di alterazione da alcol, il giudice ha deciso l’inasprimento della misura: i domiciliari a questo punto non bastano. (p.s.)
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