Il dolore
Geotermia, a Scansano i paletti del Pd
Il circolo locale mette in guardia dalle Via per Pomonte e Pancole. E fa appello ai propri rappresentanti in Regione
SCANSANO. Le trivelle si avvicinano e anche il Partito democratico aggrotta la fronte.
L’assemblea degli iscritti al circolo di Scansano del Pd esprime preoccupazione per l’avvio, annunciato a mezzo avvisi su stampa locale, della procedura per la Valutazione di impatto per due perforazioni profonde nel territorio comunale, a Pomonte e Pancole, a cura della società Terra Energy Srl.
La Terra Energy, come noto, ha nello Scansanese due permessi di ricerca di fluido geotermico, il permesso “Scansano”, che ha il suo cuore nei pressi di Pancole, e il permesso “Pomonte”, nell’omonima località.
Dal Pd nessun proclamo “antigeotemico” in senso lato, ma alcune riflessioni.
«Pur senza volersi arrogare giudizi apodittici e generali – si legge in una nota divulgata a nome del circolo da Pasquale Quitadamo (che a Scansano ricopre anche la carica di assessore) – l’assemblea nota come i progetti per i quali si è avviata la Via siano situati in zone particolarmente critiche dal punto di vista ambientale, paesaggistico e agricolo».
In particolare, per quanto riguarda Pancole, «siamo – dice il Pd scansanese – a poco più di 500 metri dall’omonimo centro abitato e prossimi a pregiate culture vitivinicole e a strutture ricettive pregiate. Per quanto riguarda Pomonte, siamo a 500 metri dall’abitato di Pomonte, dalla Fattoria di Pomonte (la Villa Sforzesca del 16º secolo), dalle infrastrutture della omonima e storica Cooperativa agricola, e al centro della Piana ove più sviluppata è l’agricoltura».
Al momento la Terra Energy farà solo sondaggi. Si tratta però pur sempre di quattro perforazioni, due per progetto, di 3.500 metri per un pozzo in verticale e uno deviato, di due cantieri di circa 1 ettaro e di un investimento di circa 13 milioni di euro.
Per la cronaca va anche ricordato che nello stesso comune di Scansano c’è un terzo progetto in atto, chiamato “Murci”, di Enel Green powe, che lo scorso febbraio è stato prorogato fino al 17 aprile 2018, e nel vicino comune di Magliano ce n’è un quarto, “Pereta”, di Futuro Energia, che a inizio maro ha comunicato una piccola variazione nei lavori (rinuncia alla rilevazioni di rilievi sismici).
Il Pd scansanese condivide l’approccio della Regione, che su proposta del gruppo regionale del Pd sta individuando preventivamente le aree non idonee agli impianti geotermici per motivi di pregio ambientale, turistico o di vocazione agricola pregiata, e chiede ai propri rappresentanti regionali che si adoperino perché la zonizzazione sia pronta al più presto, entro il 10 aprile. E auspica che tra le aree vietate alle centrali geotermiche sia incluso tutto il territorio del comune di Scansano. Il Pd scansanese spera anche che la non idoneità possa riguardare anche le fasi di ricerca ad alto impatto ovvero con le caratteristiche dei progetti che interessano Scansano, presentati a Via.
«L’assemblea del circolo Pd di Scansano chiede anche al gruppo Pd della Regione Toscana l’organizzazione, dopo il 10 aprile, di un’iniziativa pubblica a Scansano in cui poter informare e approfondire quanto emerso in sede regionale. Crediamo che la serietà di approccio e la capacità di governo del Pd possano essere determinanti in queste pur complesse questioni».
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